Federico Musolesi, Mauro Nespoli e Alessandro Paoli conquistano la qualificazione della squadra per i Giochi Olimpici e l’argento europeo. Sfuma il pass per le azzurre. Storico oro per iI compound maschile, mentre Roner festeggia l’argento
Lacrime e abbracci, di gioia, tensione e consolazione. Quella di Essen, la città immersa nella zona mineraria della Germania, sede del campionato europeo outdoor e delle gare di qualificazione continentale per Parigi 2024, è stata una lunga maratona di frecce ed emozioni. L’Italia è uscita da questo turbine di aspettative con un enorme sospiro di sollievo che ci hanno regalato gli azzurri dell’olimpico Federico Musolesi, Mauro Nespoli e Alessandro Paoli, per citarli in rigoroso ordine di tiro. La squadra maschile olimpica si è finalmente presa quella qualificazione che era sfumata per pochissimo col quarto posto al Mondiale di Berlino 2023. È costata ad atleti e staff tecnico sudore, fatica e qualche notte insonne. Alla fine però le lacrime di tensione si sono tramutate in lacrime di gioia, per un’impresa che era nelle loro corde, ma che sembra assai complicato realizzare quando la pressione e le grandi aspettative di un intero movimento ti pesano sulle spalle quando sei sulla linea di tiro.
Decisiva per far scattare la festa azzurra è stata la vittoria in semifinale contro l’Olanda nelle eliminatorie a squadre. E poco conta se poi nella finalissima per l’oro europeo contro la Francia gli azzurri non sono riusciti a salire sul gradino più alto del podio così come avevano fatto nella precedente edizione. L’accoppiata pass olimpico e argento è più che sufficiente per guadagnarsi il grazie dell’Italia sportiva. E poi, a ben vedere, un titolo europeo è comunque arrivato… A mettersi al collo la medaglia più preziosa sono stati gli azzurri del compound: Marco Bruno, Michea Godano e Federico Pagnoni hanno compiuto una vera impresa superando in finale la Turchia, raggiungendo l’oro dopo 28 anni dal primo e unico alloro europeo italiano in questa divisione.
Un risultato storico che si aggiunge all’ottimo argento raggiunto da Elisa Roner, sempre nel compound: la portacolori delle Fiamme Gialle si è giocata il massimo riconoscimento contro la n.1 al mondo, la britannica Ella Gibson, costringendola ad esultare per la vittoria solamente dopo un lungo testa a testa risolto alla freccia di spareggio. Una finale pazzesca dalla quale Elisa può uscire con l’ennesimo plauso per una grande prestazione in ambito internazionale.
Da Essen si può quindi uscire soddisfatti, anche se un senso di incompiutezza rimane per non essere riusciti a guadagnarci anche la qualificazione olimpica con la squadra femminile. Sì, perché Chiara Rebagliati, Tatiana Andreoli e Lucilla Boari ci sono andate davvero vicine a regalare all’Italia un sospirato en-plein verso Parigi. Se agli uomini la vittoria in semifinale contro l’Olanda è valsa i biglietti per l’Esplanade des Invalides, sede delle gare olimpiche e paralimpiche, per le azzurre il viaggio per la Francia è stato annullato proprio dalla squadra padrona di casa ai Giochi. La Francia ha avuto la meglio sulle azzurre in semifinale per 5-1 e il pass è andato in anticipo all’Olanda, che ha battuto 6-0 la Germania nell’altra semifinale. Se questa sfida l’avessero vinto le tedesche, per le azzurre c’era la possibilità di ottenere il pass anche con un bronzo europeo, visto che Francia e Germania erano già qualificate. Un vero peccato, considerando che il trio italiano aveva battuto agli ottavi la Slovacchia 6-0 e ai quarti l’Ucraina con lo stesso risultato. Poi, nel match per il bronzo, il trio italiano non è riuscito ad addolcirsi il palato prendendosi la medaglia: la sfida per il terzo gradino del podio è andato alle campionesse del mondo tedesche. Ed è inutile specificare che la delusione è stata tanta, ma è importante sottolineare anche che la corsa per Parigi non è conclusa: c’è ancora l’ultimo torneo di qualificazione olimpica che si disputa il 14 giugno ad Antalya, in Turchia, dove sono in palio 4 posti per le squadre femminile e tre per gli uomini. E al termine della terza tappa di World Cup che prenderà il via subito dopo il torneo, ci sono in palio altri punti importanti per il ranking mondiale, che rappresenta l’ultimissima possibilità di qualificarsi per Parigi: le migliori due squadre posizionate nella classifica non ancora qualificate otterranno l’ambito tagliando di viaggio.
I PODI DEL COMPOUND
Storico oro per gli azzurri – Andiamo a vedere nei dettagli come sono arrivati i risultati dell’Italia nella rassegna continentale. Partiamo dalle sfide che sono valse il titolo continentale compound. Il trio composto da Marco Bruno, Michea Godano e Federico Pagnoni, dopo aver siglato il 7° punteggio in qualifica (2096 punti), ha inanellato una serie di vittorie che portano dritti alla finalissima: agli ottavi 228-224 sulla Germania, ai quarti il 236-226 sull’Olanda e infine il successo allo shoot off in semifinale con la Francia, 234-234 (30-29). Il sabato il match che vale il gradino più alto del podio è contro una temibile Turchia che, forte del miglior punteggio in ranking round (2123 punti), ha fatto fuori nell’ordine Lituania, Polonia e Danimarca.
La sfida decisiva ha visto il trio italiano convinto delle proprie possibilità contro Akcaoglu, Haney e Sezgin. Gli azzurri, dopo il 57-57 del primo parziale, spiccano il volo con il 60-58 che indirizza il match perché nelle successive dodici frecce nessuno riesce a mettere la testa avanti (57-57 e 59-59). Il vantaggio è da mantenere e la X perfetta di Marco Bruno all’ultimo tiro vale il 233-231 finale, facendo scattare la festa azzurra in Germania.
Festa più che meritata, considerando che l’ultima vittoria dell’Italia compound maschile a un Europeo era datata 1996: a Kranjska Gora, in Slovenia, si affermarono per la prima volta Tosco, Ruele, Palumbo e Lops. Da quel momento l’Italia non era più riuscita a guadagnarsi il gradino più alto del podio e finalmente si godono questa soddisfazione i tre azzurri, che possono guardare tutti dall’alto verso il basso.
Brilla l’argento della Roner – Ha saputo dar seguito agli ottimi risultati internazionali delle ultime due stagioni, Elisa Roner, andandosi a laureare vicecampionessa europea. L’azzurra è perfetta nelle eliminatorie battendo la compagna Andrea Nicole Moccia 147-142, la croata Mlinaric 146-144, la tedesca Raab 148-143 e infine la turca Burun 149-146.
Arriva invece fino ai quarti Marcella Tonioli superata 149-143 dall’arciera del Lussemburgo Shkolna dopo aver vinto 145-143 con la turca Yuva e 147-143 con la svedese Karlsson.
La sfida per l’oro è stata una lunga sfida di nervi al termine della quale Elisa Roner si ferma solamente allo shoot off contro la numero uno del mondo Ella Gibson. Il confronto vive di un equilibrio sottile con il 28-28 della prima volée, poi la britannica passa avanti col 30-29 e riesce a tenere a distanza l’azzurra nel successivo parziale (29-29). Roner però colpisce nel quarto set pareggiando i conti con il 28-27 che conduce la sfida sul 114-114 a tre frecce dal termine. È il momento decisivo e le due arciere si dimostrano perfette con un 30 a testa che vale il 144-144: tutto si decide alla freccia di spareggio con quella azzurra che termina la sua corsa sul 9 e quella avversaria che finisce sul 10, è il tiro che vale il titolo europeo e un lungo sospiro di sollievo per Ella Gibson che contro Elisa nell’ultimo biennio ha vissuto più amarezze che gioie.
IL PERCORSO DEGLI OLIMPICI
Argento senza rimorsi per gli azzurri – Come detto, il pass italiano per i Giochi Olimpici della squadra maschile è arrivato grazie alle frecce di Mauro Nespoli, Federico Musolesi e Alessandro Paoli, che sono guadagnati la finale per l’oro dopo aver ottenuto il terzo punteggio in qualifica con 2029 punti e aver battuto agli ottavi il Lussemburgo 5-1, ai quarti la Spagna 5-3 e in semifinale il match decisivo sull’Olanda 5-3. Il pieno di emozioni di quei frangenti ha naturalmente abbassato il livello di guardia del trio italiano che, nella finale contro la Francia, non riescono a ripetere le prestazioni precedenti. Finisce 6-0 per i transalpini Addis, Chirault e Valladont, capaci di prendersi tutti i parziali e chiudere la sfida in tre set (53-51, 52-50 e 57-56).
Quarto posto per le azzurre – Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati, consapevoli che il loro match per il bronzo non sarebbe valso la qualificazione olimpica, hanno sfidato la Germania (Bauer, Schwarz, Tartler) campione del mondo in carica con la voglia di riscattarsi, ma senza riuscire ad incidere come avrebbero voluto. La finale si chiude 6-2 per le padrone di casa: le azzurre partono meglio e si guadagnano il 2-0 (55-52), poi però subiscono la rimonta del trio iridato con i successivi tre parziali che vanno tutte alle tedesche: 54-53, 55-53 e 54-52. Un vero peccato, perché il trio italiano aveva cominciato la rassegna continentale col 2° punteggio in qualifica (1999 punti, solo 5 in meno della Germania) e avevano poi eliminato lungo il percorso Slovacchia e Ucraina con due sonori 6-0. Purtroppo questa volata verso il successo si è poi fermata in semifinale per il 5-1 in favore della Francia che le ha escluse dalla qualificazione per Parigi e si è poi andata a prendere il titolo europeo superando in finale l’Olanda 5-3.
Sfuma il bronzo della Andreoli – Dopo il quarto posto a squadre, un’altra medaglia di legno per l’Italia. A rimanere ai piedi del podio nell’individuale è stata Tatiana Andreoli. Se Lucilla Boari e Chiara Rebagliati non sono riuscite a superare i sedicesimi sconfitte 6-0 dalla danese Degn e 6-4 dalla britannica Healey, la terza portacolori delle Fiamme Oro, dopo aver chiuso il ranking round al 3° posto (671 punti), ha poi superto con un triplo 6-2 Yenihayat (Tur), Degn (Den) e Schwarz (Ger). Lo stop è arrivato in semifinale contro la spagnola Canales che si aggiudica la sfida 6-0. Un risultato che Tatiana subisce anche nel match per il podio contro la francese Lisa Barbelin. La transalpina è infatti riuscita a mettere sempre la testa avanti nei parziali chiudendo la partita in tre volée (27-23, 27-25 e 28-27).
A festeggiare il titolo europeo tra i tifosi di casa è stata infine Katharina Bauer (Ger) vincente allo spareggio su Elia Canales (Esp) 6-5 (9*-9).
Nella giornata che ha chiuso la rassegna continentale non può non essere rimarcato l’ennesimo successo dell’olimpionico Mete Gazoz. L’arciere turco, vincente a Tokyo 2020 nella finalissima con Mauro Nespoli, è il primo arciere ad aver vinto consecutivamente oro olimpico, oro mondiale (Berlino 2023) e adesso anche l’oro europeo, battendo in finale lo sloveno Den Habjan Malavasic con un netto 6-0. Stesso risultato che ha portato il bronzo a Valladont nel derby francese con Addis.
E non è un caso che la vittoria di Gazoz abbia dato l’ultima spinta alla Turchia in cima al medagliere dell’Europeo, vinto con 6 podi (2 ori, 1 argento, 3 bronzi), davanti alla Francia (2 ori, 2 bronzi), alla Germania (2 ori, 1 bronzo) e all’Italia, quarta con 1 oro e 2 argenti.
Mauro Nespoli – Per il capitano degli azzurri una qualificazione a dir poco sofferta, dopo la grande delusione della domenica precedente, quando gli era sfuggita la qualificazione individuale nel torneo che ha preceduto l’Europeo: “Sono molto contento per questo risultato e ammetto che ero particolarmente nervoso. Non ho tirato come avrei voluto fin dalla mattina quando abbiamo disputato le eliminatorie individuali. Ho sentito il peso della gara più di quanto avrei voluto e di quanto mi sarei aspettato, essendo questa l’ennesima occasione nella quale mi giocavo la chance olimpica. La delusione per la mancata qualificazione individuale è stata grande e ho accusato il colpo partendo senza l’atteggiamento giusto nella gara a squadre. Sono stati bravissimi Alessandro e Federico a crederci fino alla fine. Sono felicissimo per come abbiamo tirato l’ultima volée nella semifinale con l’Olanda, è stata eccellente e decisiva. Era una semifinale che valeva la qualificazione, quindi ancora più importante della finale per l’oro europeo”.Alessandro Paoli – Una tensione alle stelle, ma ben nascosta per non sbagliare nei momenti decisivi. Alessandro Paoli ha piazzato le ultime frecce decisive per la vittoria in semifinale senza nemmeno voler sapere che punteggio servisse per vincere… “Sto piangendo dall’emozione, mi sono trattenuto finché ho potuto e poi sono crollato quando ho sentito mio padre al telefono subito dopo la gara. Il primo scontro col Lussemburgo è stato vissuto serenamente, sapevamo però che ai quarti con la Spagna sarebbe stato più difficile, ultimamente li avevamo battuti già due volte e volevano vendicarsi. In effetti abbiamo tentennato in un paio di situazioni, ma abbiamo resistito rimanendo sempre nel giallo. Mauro non era in forma eccezionale, ma siamo una squadra e ci siamo aiutati per raggiungere l’obiettivo, soprattutto quando ci siamo trovati di fronte una squadra forte come l’Olanda in semifinale. Eravamo sul 3-3 e ogni tiro poteva essere decisivo. Quando sono arrivato all’ultima freccia, ho pensato solo a scegliere il punto di mira regolandomi su quanto avevano fatto Federico e Mauro, a 18 secondi dalla fine ho fatto un respiro profondo e ho tirato l’ultima freccia senza nemmeno sapere che punteggio servisse. Quando Federico ha urlato ’10’, ci siamo abbracciati e ho capito che era arrivata la qualificazione olimpica. Sono almeno tre anni che lavoro per questo: prima di Tokyo forse eravamo ancora privi dell’esperienza necessaria, non ci siamo arrivati per poco e la stessa cosa è accaduta lo scorso anno ai Mondiali di Berlino, con quel 4° posto che ci ha esclusi. In quel match contro il Giappone non avevo la testa giusta e ho lavorato per arrivare fino in fondo a questo Europeo per ottenere un esito diverso. Questo risultato ripaga di tutto il lavoro e l’impegno che ci abbiamo messo”.Federico Musolesi – Inutile girarci troppo intorno, l’emozione e la felicità di Federico Musolesi dopo la qualificazione sono difficili da spiegare per l’atleta bolognese: “E’ un sogno che si avvera, ho appena finito di piangere dalla gioia. Un sogno sfumato varie volte, troppe. Dopo la delusione per non essere andati a Tokyo ci dovevamo rifare, dovevamo assolutamente raggiungere la qualificazione per Parigi, anche per zittire tutti quelli che non credevano che avevamo la qualità per arrivare a questo obiettivo. Io ero partito bene già ad aprile nella gara di Antalya e stavo bene anche qui, visto che stamattina nelle eliminatorie individuali ho raggiunto i quarti di finale. Abbiamo lavorato tanto e abbiamo fatto tutto quello che serviva per arrivare fin qui: ce la siamo meritata. Abbiamo un mese per riordinare le idee e prepararci al meglio per arrivare a Parigi competitivi e giocarci le nostre chance. Non ho mai disputato una Olimpiade, dicono tutti che si respira un’atmosfera incredibile, ma noi dobbiamo partire per la Francia tranquilli, perché sappiamo quello che siamo in grado di fare e come disporre delle nostre qualità. Ripensando alla mancata qualificazione per Tokyo, posso dire che è stata una grande delusione, ma ero ancora molto giovane: questo di Parigi lo consideravo invece un appuntamento immancabile, oggi mi sento un’altra persona, un altro arciere e se non ci fossimo qualificati avrei davvero messo in dubbio le nostre capacità. Invece è andato tutto come doveva andare. Mi dispiace molto per la delusione delle ragazze, ma loro devono stare tranquille: sono molto forti e hanno quattro posti utili nell’appuntamento di giugno ad Antalya. Le vedo allenarsi, ci vivo insieme e sono convinto che anche loro riusciranno a piangere di gioia e non di tristezza come oggi”.
Il Presidente Mario Scarzella, nonostante ne abbia vissute molte di queste situazioni, non ha nascosto la sua emozione: “È l’ennesima grande soddisfazione della mia carriera. Devo fare i complimenti a tutti gli azzurri e allo staff tecnico per questo importantissimo risultato. Ci hanno provato entrambe le squadre fino alla fine a ottenere il pass per Parigi. I ragazzi ci sono riusciti con delle grandi prestazioni e avrebbero meritato lo stesso risultato anche le ragazze. Ma ho la certezza che anche loro ce la faranno, nel prossimo appuntamento di giugno ad Antalya”.

Il 5 e 6 maggio, nei giorni che precedevano la rassegna continentale che metteva in palio anche i pass olimpici a squadre, si è disputato a Essen il torneo di qualificazione individuale, al quale l’Italia ha partecipato con il suo terzetto maschile, visto che nel femminile la nostra Nazionale aveva già acquisito una carta con Chiara Rebagliati ai Giochi Europei di Cracovia 2023.
La prima giornata di gara ha visto l’uscita di scena agli ottavi di Alessandro Paoli e Federico Musolesi. Il primo ha battuto ai 24esimi lo sloveno Rozic 6-4 e ai 16esimi il lettone Blaze 7-1, ma è stato superato agli ottavi 7-1 dal turco Chabin. Musolesi ha vinto i primi due turni contro lo slovacco Medveczky 6-2 e contro il portoghese Carneiro 6-4, ma è stato sconfitto agli ottavi da Hall 6-4.
Tutte le speranze azzurre sono quindi riposte in Mauro Nespoli, che invece è riuscito ad accedere ai quarti di finale e può puntare ai primi tre posti che valgono un biglietto per la Francia…
Dopo aver ottenuto il terzo punteggio in ranking round (668) e l’accesso diretto ai 16esimi, l’aviere azzurro ha battuto l’ucraino Ovchynnikov 6-4 e poi con lo stesso risultato agli ottavi il finlandese Tekoniemi. Il 6 maggio si giocano i match decisivi, ma dalla linea di tiro tedesca non arrivano buone notizie. La pressione è tanta e l’ucraino Mykhailo Usach che affronta Nespoli ai quarti riesce a gestire meglio la tensione. L’azzurro viene superato da Usach con il risultato di 4-6 in un match in cui l’avversario si prende il successo in rimonta negli ultimi due parziali conclusi 28-27 e 29-27. In precedenza Nespoli, dopo il pari nella prima volée, era passato in vantaggio (28-27) nella seconda. Una giornata davvero amara, anche perché, guardando il tabellone dell’altra semifinale che vedeva due olandesi giocarsi il podio, sarebbe bastato vincere questo scontro per far guadagnare all’Italia la carta olimpica. Nel maschile i pass individuali sono andati infatti all’Olanda, grazie alla vittoria di Wjiler contro il compagno di squadra Roos (6-2), a Ucraina e Slovenia, che hanno portato in finale per il bronzo Ziga Ravnikar e Usach con successo del primo allo shoot off 6-5 (9-8).
Per quanto riguarda invece il torneo femminile, sono Austria, Estonia e Turchia a guadagnarsi il pass per Parigi. In finale l’austriaca Straka ha battuto l’estone Parnat 6-2, mentre nella sfida per il bronzo la turca Gokkir ha battuto allo shoot off l’olandese Roeffen 6-5 (10-9).
I Campionati Europei del 2024 hanno rappresentato la seconda qualificazione per la prossima edizione dei World Games, in programma in Cina, a Chengdu, nel 2025, assegnando sei posti ai vincitori della medaglia negli eventi compound. Al termine della competizione a festeggiare la qualificazione sono Danimarca, Gran Bretagna, Israele, Paesi Bassi, Turchia e Italia, grazie all’argento di Elisa Roner.Diventano così 10 il numero totale di nazioni dopo due eventi validi per la qualificazione. Sei posti sono stati assegnati infatti anche ai Campionati Panamericani ad inizio aprile, dove il terzo posto della colombiana Sara Lopez è valso l’accesso per quella che probabilmente sarà la sua quarta partecipazione ai World Games.









