I numeri che accompagnano la conclusione del progetto che la Federazione ha realizzato col sostegno di Sport e Salute sono la dimostrazione pratica dell’ottima riuscita dell’iniziativa
Un anno di incontri tra giovani, adulti, tecnici e dirigenti. Un anno di lezioni sulle linee di tiro delle nostre Società e di lezioni teoriche con professionisti di vari settori che comprendevano argomenti come la psicologia dello sport, l’alimentazione e le capacità manageriali dei dirigenti di società. Il Progetto “A Scuola con l’Arco” sviluppato dalla Federazione attraverso il sostegno di Sport e Salute è arrivato alla sua conclusione e ha portato risultati eccellenti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo.
Andiamo ad analizzare i numeri di una iniziativa che ha dato al movimento arcieristico italiano un sicuro valore aggiunto nel breve e medio periodo, ponendo le basi per raggiungere una crescita anche negli anni a venire.
LE SOCIETÀ – I sodalizi federali che hanno portato a termine il progetto sono stati numerosi, complessivamente 116. Le regine di questo impegno sono state le regioni Lazio e Lombardia, che si guadagnano il primo gradino del podio pari merito con 14 Società, tallonate da Toscana (12) e Sardegna (11). A seguire, Calabria e Campania (8), Sicilia (7), Emilia Romagna (6), Umbria, Trentino e Marche (5), Piemonte e Veneto (4), Puglia, Liguria e Friuli Venezia Giulia (3), Molise (2), Valle D’Aosta e Basilicata (1). Tutte quelle che sono riuscite a portare a termine con tanto di registrazione ufficiale online monitorata da Sport e Salute le lezioni pratiche di tiro con l’arco destinate ai giovani e agli accompagnatori adulti, e quelle dedicate alla formazione, potranno quindi ricevere il contributo economico previsto.
L’ETÀ DEI PARTECIPANTI – Molto interessanti sono i dati relativi all’età dei partecipanti al progetto. La parte più corposa – e questa è stata un’ottima notizia per la Federazione – sono stati i giovani neofiti che andavano dai 7 ai 10 anni, nel complesso 606 e quelli dagli 11 ai 14 anni, il gruppo più sostanzioso con 743 elementi. Numerosi anche gli adulti che hanno provato l’ebrezza di tirare con l’arco insieme ai ragazzi nelle società: se gli adulti dai 26 ai 35 anni sono stati 58, molti di più, in totale 321, le persone che andavano dai 36 ai 45 anni e 348 quelle dai 46 ai 55 anni. Non sono mancati neanche i partecipanti con qualche anno in più: 166 quelli dai 56 ai 65 anni e 82 gli over 65. A questi vanno aggiunti anche i numeri delle altre fasce di età, meno rilevanti a fini statistici, ma comunque importanti perché hanno comunque portato a conoscere il mondo arcieristico a numerose persone.
LE LEZIONI TEORICHE – Tutti i partecipanti hanno quindi svolto i corsi pratici di tiro con l’arco, ma non va dimenticato che, assieme a questa esperienza, il progetto prevedeva una corposa parte formativa che sicuramente lascerà degli strascichi positivi. Di seguito il computo delle lezioni a cui i partecipanti hanno potuto prendere parte.
Nel complesso sono stati 4 i corsi di formazione previsti, per un totale di 110 ore. Alcuni di questi si sono svolti in presenza, altri in videoconferenza, ma sempre con la mappatura della reale partecipazione controllata in tempo reale da Sport e Salute. Andiamoli a vedere più nel dettaglio.
“Apprendimento in età adolescenziale e preadolescenziale”, corso rivolto ai tecnici, ha contato due edizioni, due incontri ciascuno, con 4 ore di formazione per ogni edizione, registrando 328 partecipanti. Il corso “Preparazione atletica per giovani arcieri”, anch’esso rivolto ai tecnici, ha contato una edizione di due incontri, per un totale di quattro ore di lezione e 149 partecipanti.
Gli incontri dedicati invece ai dirigenti di società per il cosiddetto “capacity building” relativo alle capacità manageriali, ha contato nel complesso otto edizioni di I livello che prevedevano otto ore di lezione ciascuno, due edizioni di II livello e II edizioni dedicate ai Comitati Regionali da due ore ciascuno. Escludendo i numeri relativi a quest’ultimo, sono stati 110 i dirigenti che hanno preso parte alle 84 ore di lezione.
Le lezioni “Nutrizione e attività fisica per il benessere dei giovani”, dedicate ai tecnici, hanno contato tre edizioni con un incontro ciascuno da due ore e, in questo caso, i partecipanti sono stati 152.
Naturalmente ognuno di questi corsi è stato gestito da professionisti del settore.
Non va dimenticata poi tutta la parte di formazione portata avanti dagli psicologi dello sport, che hanno sviluppato un lavoro incentrato allo “sport coaching” in 11 Regioni, con 26 Società e 57 tecnici, mentre per la parte relativa più strettamente alla preparazione mentale, alla quale hanno partecipato anche gli arcieri partecipanti al progetto, sono stati coinvolti 95 professionisti in 19 Regioni, 95 Società per un numero totale di 285 incontri da 60 minuti ciascuno.
IL FUMETTO E LA COMUNICAZIONE – A completare l’opera, va aggiunto il lavoro di comunicazione svolto dalla Federazione, che ha accompagnato tutte queste attività pratiche e teoriche realizzando video e interviste agli azzurri e ai professionisti che hanno svolto le lezioni, oltre a realizzare un vero e proprio fumetto sul tiro con l’arco. Tutti i materiali realizzati, che avevano come destinatario finale soprattutto i giovani partecipanti al progetto, sono stati pubblicati su un apposito portale dove, oltre a sfogliare le avvincenti avventure delle “Golden Arrows”, è possibile reperire i consigli utili della nutrizionista e degli psicologi dello sport.
L’obiettivo, adesso, è di non disperdere quanto di buono realizzato in questi mesi di duro lavoro che hanno portato a una crescita della base della Federazione, come dimostrano i quasi 30 mila tesserati registrati a fine 2023. Un lavoro che può essere considerato come solida base su cui intraprendere un impegno della dirigenza per migliorare ulteriormente i numeri del tiro con l’arco italiano e le conoscenze messe a disposizione di tutti i tesserati per contare su un movimento sportivo maturo e capace di crescere secondo le migliori prospettive possibili. •





