Nel 2019 World Archery Europe ha ufficializzato la nuova disciplina del Run-Archery, la versione estiva dello Ski-Archery, organizzando dei webinar esplicativi e almeno una manifestazione internazionale
C’è chi lo definisce la versione estiva dello Ski-Archery, tramontato diversi anni fa e di cui l’Italia fu grande protagonista. Negli ultimi anni si è affacciata questa nuova disciplina capace di coniugare l’esplosività e il dinamismo della corsa con la staticità e la precisione del tiro con l’arco. Nasce così il Run-Archery!
Ufficializzato nel 2019 da World Archery Europe, da allora ogni anno vede svolgersi una tappa di Coppa Europea, attualmente sempre disputata a Nove Mesto nad Metuji, in Repubblica Ceca, location nota già per gli appuntamenti del Para-Archery.
Al momento sono circa sei le nazioni europee che si stanno via via approcciando al Run-Archery e sviluppandolo a livello locale, oltre che partecipare all’appuntamento europeo annuale.
Di recente inoltre la Federazione Europea si è fatta promotrice di una serie di webinar (in inglese) di approfondimento dei principali aspetti quali: regole, organizzazione di una gara, gestione dei risultati, oltre che mettere a disposizione tutta la documentazione sul sito internet, destando così particolare interesse a livello continentale. Gli stessi webinar sono poi stati ripetuti anche in lingua francese, dedicati a World Archery Africa (la Federazione continentale africana), con il supporto della Federazione transalpina che di recente ha inoltre proposto tale disciplina, in una versione semplificata, nelle scuole.
La gara di Run-Archery, proprio come nel biathlon, consiste quindi nell’alternanza di fasi di corsa a momenti di tiro in postazioni dedicate per cui, in caso di errori al tiro, sono previsti dei giri di corsa di penalità. Il risultato finale è quindi dato dai tempi registrati sulla corsa, che ovviamente dipendono dai risultati dei bersagli colpiti, o più precisamente non colpiti, nel tiro con l’arco.
Sono previste diverse specialità: la gara individuale detta Sprint e quella 4x1000m; la gara a coppie (uomo e donna) detta Sprint Mixed Team e la gara a squadre (composta da 3 atleti dello stesso sesso) detta Sprint Relay.
La distanza di tiro è di 18 metri, come l’indoor, e il diametro del bersaglio è invece di 16 cm; è possibile tirare stando in piedi o appoggiando un ginocchio a terra, proprio come avveniva nelle competizioni di Ski-Archery.
Per quanto riguarda le specialità Sprint, ogni singolo anello di corsa misura i classici 400 metri di una pista di atletica e ogni giro di penalità invece ulteriori 60 metri da percorrere.
Nella gara 4×1000 ogni giro di corsa è pari a 1 km a cui si aggiungono ulteriori 150 metri per il giro di penalità.
Ovviamente il campo di gara andrà costruito in modo da garantire sempre la dovuta sicurezza per la parte relativa al tiro.
Per quanto riguarda le tipologie di arco utilizzabili, attualmente il regolamento vieta l’utilizzo del compound e di qualsiasi tipo di sgancio meccanico, mentre ammette tutti gli archi previsti a livello mondiale per le discipline indoor, outdoor, campagna e 3D. Sicuramente l’arco nudo è quello attualmente più diffuso per la sua praticità di trasporto (che può avvenire a mano o in spalla), oltre che per il peso contenuto. Inoltre, ogni accessorio dell’arco non può superare comunque i 10 cm di lunghezza. Riguardo le frecce invece non esistono limitazioni e indicazioni particolari, con l’unica attenzione che durante tutta la gara non è prevista una fase di recupero ed è quindi bene dotarsi di un numero sufficiente (circa 12 frecce) per poter svolgere tutta la gara.
Il Run-Archery rappresenta quindi una disciplina ancora relativamente nuova, molto semplice da praticare e non particolarmente complicata da organizzare e che può avere interesse in termini di visibilità e di spettacolarità, date le sue caratteristiche. •
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(gu.l.g.) Con l’attuale sviluppo del Run-Archery, viene da sé il ricordo di quanto accaduto nel mondo arcieristico rispetto allo Ski-Archery. Andando a ritroso nel tempo e guardando all’impegno profuso da atleti, tecnici e dirigenti, possiamo dire che è stato un vero peccato non riuscire a dar seguito a questa affascinante disciplina invernale che nulla aveva da invidiare al più conosciuto biathlon.
L’Italia è stata una delle Nazioni che più ha dato a questa variante del tiro con l’arco, ospitando manifestazioni internazionali, organizzando Campionati Italiani, facendo crescere giovani praticanti e portando atleti di altissimo livello sui podi internazionali della specialità come, tra gli altri, i campioni del mondo individuali Nadia Peyrot e Alberto Peracino, Stefania D’Andrea, Daniele Conte, Licia ed Elda Piller Hoffer che hanno riportato in Italia grandissimi risultati insieme ad altri compagni di squadra.
Basti pensare che dal 1998 al 2007 sono andati in scena otto Campionati Mondiali, due dei quali ospitati in Italia: la prima edizione fu a Cogne, mentre la settima si disputò a Forni Avoltri. Nelle rassegne iridate l’Italia ha conquistato il titolo mondiale individuale e quello della staffetta maschile e femminile complessivamente per 8 volte. Agli 8 ori conquistati, vanno aggiunti 18 argenti e 13 bronzi vinti tra prove individuali (sprint, mass start, inseguimento) e a squadre (staffetta) che hanno posto l’Italia ai vertici mondiali, finché questa disciplina, affidata da World Archery alla Federazione internazionale biathlon, non è stata gestita al meglio rendendo sempre più difficile trovare praticanti e nazioni pronte a svilupparla nel proprio Paese.
Un vero peccato, ma i risultati degli azzurri e l’impegno di chi ha creduto nello Ski-Archery, comunque, rimarranno indelebili…




