settore giovanile olimpicoLA CRESCITA PASSA DAL TERRITORIOdi Giusi de Angelis

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LA CRESCITA PASSA DAL TERRITORIO
di di Giusi de Angelis

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Avviato il Progetto “Talenti in Regione” con gli incontri svolti in dieci regioni: un lavoro d’insieme tra lo staff della Nazionale Giovanile, i giovani arcieri, i tecnici regionali e quelli personali

La crescita dei giovani arcieri, sia in termini quantitativi che qualitativi, passa attraverso un lavoro capillare sul territorio. Da questo presupposto parte il progetto “Talenti in Regione” che, dopo il primo anno dal suo avvio, ha già portato il direttore tecnico della Nazionale Giovanile Olimpica, Ilario Di Buò, insieme al suo staff, in molti Comitati Regionali per svolgere un lavoro d’insieme che sicuramente porterà i suoi frutti.
Talenti in Regione è un progetto dedicato al settore giovanile del ricurvo che ha la finalità di sviluppare una sinergia tra lo staff della Nazionale Giovanile, i tecnici dei Comitati Regionali e i tecnici personali di atleti che non hanno ancora fatto il loro ingresso nei Gruppi Nazionali ma che, coltivando le loro qualità e seguendo anche “a casa” il lavoro impostato nei raduni, avranno l’opportunità di raggiungerlo.
Conoscenza ed esperienza messi a disposizione oltre che da Ilario Di Buò, anche dai coach azzurri Gianni Falzoni e Guendalina Sartori, dagli assistenti tecnici Emanuele Alberini, Tamara Nespoli e Andrea Toderi. Un lavoro specifico condiviso con lo staff tecnico regionale e i tecnici personali dei giovani atleti volto a seguire la crescita personale e agonistica degli arcieri selezionati sul territorio che hanno dimostrato impegno e predisposizione. Tanti i temi approfonditi nel corso degli incontri svolti nel 2022: dalla preparazione atletica e fisica, passando a quella motivazionale e psicologica, fino a quella tecnica.
Il ruolo dei Comitati Regionali è importante per l’attuazione del progetto; viene infatti chiesto loro di essere il primo filtro per la selezione sul campo, per essere poi il trait d’union tra la base e lo staff della Nazionale. E saranno gli stessi Comitati a organizzare i successivi incontri sul territorio con i ragazzi coinvolti ed i tecnici personali, durante i quali saranno documentati i progressi degli arcieri attraverso immagini, risultati e dati specifici che vengono trasmessi allo staff nazionale e, per assolvere a questo compito, la Federazione ha anche messo a disposizione di ogni comitato una telecamera.
Ilario Di Buò, responsabile tecnico del progetto, ci ha raccontato come è nato, come si sta sviluppando e quanto sia fondamentale la condivisione delle informazioni tra la società di appartenenza dell’arciere, il comitato regionale, lo staff tecnico della Nazionale e quanto la sinergia nello sport sia importante per il raggiungimento dei risultati.
Come nasce Talenti in Regione?
“Il progetto nasce qualche anno fa, ma aveva un altro nome. Andare nelle regioni e preparare i giovani arcieri più meritevoli, questo era il fine del progetto iniiale, ai tempi, era suddiviso in macrozone. In pratica ho preso in mano questo vecchio progetto e l’ho rivisitato sempre con l’obiettivo di dare valore e far crescere gli atleti più meritevoli”.
Da dove nasce questa esigenza?
“Il movimento arcieristico mi ha dato molto, mi ha dato una vita nuova, in qualche modo voglio restituire quanto ricevuto. Il mio primo pensiero, al momento dell’ideazione, è stato capire quali fossero le problematiche promozionali nello sviluppo dei settori giovanili in ambito territoriale e colmare la distanza creatasi negli anni tra società e comitati regionali. L’obiettivo è quello di trovare soluzioni per sostenere i giovani che praticano il tiro con l’arco con grande impegno e di scoprire i più talentuosi per un loro successivo passaggio in Nazionale”.
Qual è una significativa differenza con il progetto di otto anni fa?
“Certo, in Talenti in Regione solo i migliori dei Comitati Regionali proseguono nel percorso mentre prima erano coinvolti quasi tutti. Adesso esiste una selezione: i più meritevoli si preparano ai campus estivi e i migliori tra questi vengono poi convocati in Nazionale o inseriti tra le promesse nazionali”.
Come sono stati organizzati gli appuntamenti di Talenti in Regione?
“Tendenzialmente si organizzano gli incontri tecnici con un calendario prefissato in base alle esigenze del Comitato che ne fa richiesta. Sono due o tre appuntamenti all’anno ma è probabile che, in base alla richiesta, questi aumentino. I ragazzi convocati ai raduni hanno un’età compresa tra i 13 e i 15 anni: prima dei 12 anni i ragazzi sono ancora in una fase di gioco, dopo i 15 è forse troppo tardi per iniziare un percorso che porti in Nazionale. La selezione prevede la presenza di 15 ragazzi al massimo, che il nostro staff analizza al primo appuntamento”.
Un progetto che serve anche come stimolo per i Comitati Regionali e le Società?
“Il progetto è un canale di collegamento tra i comitati, la società e la nazionale, uno stimolo per tutti, principalmente per i comitati: punto fondamentale è quello di affiancarli nella crescita dei loro giovani, sostenere i tecnici di società che spesso si ritrovano a dover capire se stanno allenando un talento. L’esperienza a volte fa molto e, accompagnata alla buona volontà dei tecnici societari, può dare grandi risultati. Voglio sottolineare anche l’importanza degli incontri web successivi a quello con lo staff nazionale: questi appuntamenti saranno organizzati per dare continuità alle riunioni svolte in presenza e coinvolgeranno tutti gli attori del progetto”.
Come si manifesta un talento?
“È difficile capirlo, non esiste un’età nella quale il talento si sviluppa, così come in tanti sport. Quindi bisogna tenere alti i numeri di atleti con buone qualità e lavorare sulla selezione attraverso la tecnica. Sicuramente il vero talento capace di raggiungere le Olimpiadi potrà venir fuori dopo una serie di percorsi. Quello di Talenti in Regione è stimolo, affiancamento e serve anche a sostenere alcuni comitati regionali sotto il profilo dell’organizzazione per la ricerca di nuove leve”.
Ma per realizzare tutto ciò serve un lavoro di squadra: chi sono i tuoi collaboratori?
“Assolutamente, è stato fondamentale per me trovare dei valenti collaboratori. Oltre ai coach azzurri Gianni Falzoni e Guendalina Sartori, il mio giro per l’Italia è condiviso con Emanuele Alberini, Tamara Nespoli e Andrea Todari che hanno tutti i requisiti per essere tecnici della Nazionale e che in questa occasione maturano ulteriore esperienza nel settore giovanile, relazionandosi con i Comitati Regionali per un lavoro sul territorio e anche con la Nazionale Giovanile, in modo che sia chiaro quale sia l’approdo dei giovani talenti. Ognuno di loro si occupa del territorio di competenza: Tamara Nespoli al nord, centro e sud per Andrea Todari ed Emanuele Alberini”.
Regioni coinvolte e progetto avviato: differenza tra l’una e l’altra?
“La prima che ha risposto è stata la Campania, l’ultima il Piemonte. I numeri di partecipazione sono alti e siamo già al terzo appuntamento dell’anno per ogni regione che ha aderito ed ogni volta incontriamo tra gli 8 e i 16 ragazzi. Abbiamo coinvolto, nelle 10 regioni che hanno già aderito, in tutto circa 150 giovani arcieri”.
E ad oggi quali sono stati i risultati? Ci sono talenti in regione?
“Proprio in Campania una giovane arciera, dopo il primo appuntamento, ha avuto un grande incremento di punti: questo risultato ci permette di dire che la direzione è quella giusta. Anche nel Lazio un altro ragazzo ha dimostrato spiccate doti nel tiro con l’arco. Ma questo progetto è servito anche da stimolo: un giovane atleta, della periferia romana, a seguito di un invito a partecipare al campus ha ripreso a tirare con la volontà di raggiungere la Nazionale. Insomma i risultati sono tanti, ottimi e inaspettati”. •

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