CHIARA REBAGLIATI
La soddisfazione di far parte di un movimento in continua evoluzione e crescita, con risultati che sono il frutto di tanto lavoro. Dopo la tripletta d’oro al Mondiale Campagna di Yankton, che fa seguito alla vittoria ai World Games, Chiara Rebagliati ripercorre la sua stagione dichiarando tutto il suo amore per questa specialità: “A mio avviso la disciplina field è fondamentale e di supporto anche per la preparazione del tiro alla targa, consiglio di praticarla a tutti gli arcieri”.
È stata una stagione internazionale ricchissima di soddisfazioni. Come l’hai vissuta?
“Sicuramente una stagione meravigliosa con tante emozioni. Un anno fitto di appuntamenti, 7 trasferte tra Grand Prix, Coppa del Mondo, Giochi del Mediterraneo, World Games e Mondiali tiro di campagna: nel complesso 7 medaglie da incorniciare, 6 ori e un argento. Posso ritenermi soddisfatta”.
Qual è la medaglia che ti ha permesso di raggiungere l’obiettivo che ambivi da tempo?
“Dopo la conquista della carta olimpica a squadre nel 2021 ottenuta all’ultima chances ho trovato quella spinta per migliorare a tutto tondo la mia preparazione agli eventi internazionali. Ogni volta che indosso la maglia della nazionale non gareggio solo per me stessa, porto un bagaglio di esperienza, affetti, ricordi e persone che mi hanno cresciuta, formata e supportata arcieristicamente. Per me la maglia azzurra rappresenta una grande responsabilità”.
Sei nel gruppo sportivo delle Fiamme Oro dal 2021, con loro un grande percorso tra cui i Giochi di Tokyo. Cosa vuol dire fare parte di un gruppo sportivo così importante?
“L’ingresso nelle Fiamme Oro è stato senza dubbio non un traguardo ma un nuovo punto di partenza. Poter fare parte di questo prestigioso gruppo è stato, ed è tuttora per me, motivo di orgoglio e di impegno quotidiano per portare in alto il nome e i colori del gruppo stesso e dell’Italia. Senza dubbio un supporto fondamentale per la mia crescita agonistica”.
Tra i vari tipi di gara, in quale riesci a dare il meglio?
“Se è vero che il nostro sport nasce principalmente come individuale, le mie prime soddisfazioni in maglia azzurra sono arrivate dalle competizioni a squadre: la prima trasferta in assoluto nel 2015 è stato il Campionato Europeo Indoor a Koper dove ho partecipato da senior, nonostante fossi ancora junior abbiamo vinto una medaglia di bronzo a squadre. Le competizioni a squadre e mixed team mi piacciono molto, perché so di non essere sola, ma di poter contare sul supporto delle compagne o del compagno se parliamo di mixed team. Tutto scorre veloce, ci sono poche frecce da tirare singolarmente, quindi tutto deve essere a posto, preciso, curato, dubbi e incertezze non sono ammessi poiché potrebbero influire sul risultato complessivo. Avere la giusta sintonia e costruire un buon spirito di squadra credo sia fondamentale se non essenziale per la buona riuscita di una gara”.
Al mondiale di Yankton sei tornata con 3 ori confermandoti al top nel tiro di campagna. Può essere un buon viatico anche in vista delle Olimpiadi? Come ti preparerai in vista delle qualificazioni per i Giochi di Parigi 2024?
“Vincere tre ori a Yankton mi ha dato un feedback positivo, sto lavorando nella giusta direzione. Credo che il campagna sia scuola di tiro e di supporto per il tiro alla targa, infatti lo pratico da sempre proprio perché mi piace molto come disciplina e mi ha sempre portato a dei miglioramenti anche quando tiro a 70 metri. Inoltre, il panorama internazionale del tiro di campagna vede in campo una buona parte degli atleti e delle nazioni con cui ci sfidiamo in Coppa del Mondo ed agli altri eventi targa, anche perché World Archery ha modificato il sistema di calcolo del ranking mondiale assegnando punti anche attraverso la disciplina field. Il 2023 sarà un anno fitto di impegni e il più importante di tutti è ovviamente la qualificazione olimpica. Stiamo lavorando al meglio in vista del Mondiale di qualificazione a Berlino e io ce la metterò tutta!
Quando si raggiungono importanti risultati diventa sempre più difficile riuscire a migliorare in maniera esponenziale, sicuramente questi tre ori hanno confermato che c’è stata una crescita in termini tecnici e di esperienza per quello che riguarda la mia carriera arcieristica. Ogni gara, che porti medaglie o meno, lascia qualcosa di diverso, aspetti positivi e non, nuovi spunti da analizzare e su cui migliorare, l’importante è trovare sempre qualcosa su cui lavorare e cercare di consolidare gli aspetti positivi”.
CINZIA NOZIGLIA
Un 2022 impegnativo fino all’ultimo giorno di gara, paura di arrivare stanca e scarica all’ultimo impegno di Yankton, dopo un’estate da assoluta protagonista vissuta prima ai World Games, vinti per la seconda volta, e poi il titolo iridato individuale e il bronzo mixed team ottenuti al Mondiale 3D di Terni. Nonostante la tangibile pressione di chi è stata costretta a gareggiare con i favori del pronostico, anche alla rassegna iridata negli Stati Uniti d’America Cinzia Noziglia è riuscita a sorprendere tutti e ad aggiudicarsi altri successi, collezionando l’oro individuale, quello a squadre e l’argento nel misto con Eric Esposito.
Cinzia è una campionessa appassionata, solida nella sua tempra e unica per il suo carattere di vera sportiva. Ama il Gruppo Sportivo di cui fa parte, le Fiamme Oro, come il suo arco nudo che è un po’ come lei, naturale e semplice.
Il 2022 è stata un’annata fantastica: tra World Games, Mondiale 3D e Mondiale di Yankton, i numeri parlano chiaro, così come le medaglie vinte. Il tuo arco nudo è un vero simbolo per queste discipline, come la stessa World Archery ha scritto sul suo sito, definendoti la migliore al mondo.
“È stata un’annata pazzesca, non me l’aspettavo. Sapevo che stavo tirando bene e che il livello delle prestazioni poteva essere buono, ma riuscire a vincere tutte le maggiori manifestazioni a cui ho partecipato non lo avrei mai immaginato. In Italia il livello dell’arco nudo è altissimo e questa è stata una conferma. Diciamo che siamo bravi a prenderci più soddisfazioni rispetto alle altre nazioni”.
A quali medaglie tenevi di più e, nonostante tutte le vittorie, c’è stato qualcosa che ti è mancato?
“Al Mondiale 3D è mancato il titolo iridato della squadra. Un vero peccato, perché secondo me con Irene Franchini, Giulia Barbaro e la sottoscritta eravamo forti e avremmo potuto arrivare all’oro. Purtroppo durante le eliminatorie abbiamo sbagliato una freccia in più rispetto alle avversarie e non siamo arrivate fino in fondo. Invece la medaglia vinta con la squadra ai Mondiali field era quella che mi mancava e alla quale tenevo tantissimo, anche perché nel 2018 avevamo vinto l’argento, che rappresenta sempre un ottimo risultato, ma ti lascia un po’ di amaro in bocca. Quindi sì, è stata la medaglia più voluta e sono felice che insieme a Chiara Rebagliati e Sara Ret siamo riuscite ad esprimere tutte le nostre potenzialità”.
Cosa rappresenta per te l’arco nudo di cui sei la punta di diamante?
“Ho iniziato tirando con l’arco nudo per tradizione della società dove sono cresciuta. Mi è piaciuto subito, anche se ho provato a tirare con altri archi, ma rimango fedele a questa divisione perché sei tu a gestire l’arco. Questo è il bello ma anche il brutto dell’arco nudo: non ci sono accessori che possono aiutare o complicare il tiro. È il tiro più semplice, ma andando avanti con il tempo diventa anche il più complesso proprio per questa difficoltà, perché la gestione dell’attrezzo è tutta in mano all’arciere, non viene nulla demandato agli accessori, cosa che può capitare con gli altri archi. Non dico sia il più difficile da utilizzare, però ci vogliono delle abilità diverse rispetto agli altri”.
Dal 2018 sei parte della famiglia delle Fiamme Oro: quanto ha accresciuto la tua ambizione sportiva far parte di questo gruppo sportivo?
“Far parte delle Fiamme Oro è un onore. Ti offre la possibilità di dedicare tante ore della propria vita al tiro con l’arco e comunque allo sport. I vantaggi sono tanti, si può gestire l’allenamento, ci si può preparare molto meglio. È una grande opportunità che i Gruppi Sportivi offrono allo sport. Posso solo ringraziare: probabilmente senza loro i risultati non sarebbero arrivati. D’altra parte essere parte di un Gruppo Sportivo impone tanta disciplina, elemento fondamentale per ottenere risultati nello sport”.
Atleta completa anche dal punto di vista della comunicazione: più volte al centro della promozione del nostro sport, anche attraverso apparizioni televisive. Raccontaci come ti rapporti con il mondo dei media.
“Sono poco social, preferisco essere social dal vivo. Ritengo che queste apparizioni televisive, che ho sempre piacere di fare, spero siano un buon modo per far conoscere la realtà del tiro con l’arco. Viene spesso considerata una disciplina di nicchia, perché è principalmente conosciuta e raccontata quando ci sono le Olimpiadi, quando in realtà è un mondo vario, vivo e di grande cultura sportiva. Le mie esperienze ad Italia’s Got Talent e ai Soliti Ignoti spero siano state utili anche per avvicinare una sola persona a questo meraviglioso sport”. •

Non solo vittorie sul campo di gara. La vita di un arciere di alto livello comporta alcune responsabilità e doveri che esulano dalla prestazione agonistica nuda e cruda. Uno tra questi è quello di saper essere ambasciatori del proprio sport, cercando di avvicinare più persone possibili alla disciplina che si ama.
Cinzia Noziglia ha saputo farsi carico di questo ruolo molto bene, tanto che negli ultimi mesi è stata chiamata a partecipare in trasmissioni televisive conosciute e seguite come “Italia’s Got Talent” su Sky e, successivamente, alla nota trasmissione condotta da Amadeus su Rai Uno, “I Soliti Ignoti”. In entrambi i casi la sua apparizione televisiva ha destato grande interesse nei confronti del tiro con l’arco, proprio per la capacità di Cinzia di promuovere il suo sport con grande naturalezza e capacità espositiva.
Stesso discorso quando viene chiamata a rispondere alle interviste, come ha fatto per l’articolo uscito sulla rivista “Natural Style” dove, grazie alla sua testimonianza, sono state approfondite le peculiarità del tiro con l’arco.
“Sono sempre felice di dare il mio contributo per dare visibilità a questo sport, che amo profondamente. Quando serve, ci sono”. Queste le parole di Cinzia Noziglia dopo aver visto i numerosissimi messaggi sui social che premiavano la sua presenza alla trasmissione di Amadeus.





