L’Italia torna dalla Bulgaria con sette medaglie (4 ori, 2 argenti e 1 bronzo) e tanti giovani protagonisti. Prestazioni che valgono il secondo posto nel medagliere dietro la Turchia
Il mix gioventù-esperienza funziona. L’Italia conquista sette medaglie a Plovdiv nella prima tappa dell’European Grand Prix trascinata da arcieri abituati a solcare le linee internazionali, da quelli passati da poco tra i senior e dagli atleti che ancora non lo sono. La scelta del direttore tecnico olimpico Giorgio Botto e del DT compound Flavio Valesella di convocare anche atleti della classe juniores per far maturare loro esperienza internazionale è stata ripagata dalle prestazioni e dai risultati.
Nel complesso un ottimo segnale guardando al futuro e per il presente, visto che la competizione era anche valida per il world ranking e l’Italia con i podi ottenuti ha guadagnato qualche punto che potrebbe avere un peso anche in chiave olimpica.
REBAGLIATI SHOW NELL’OLIMPICO – Nelle gare dell’arco olimpico assoluta protagonista è stata Chiara Rebagliati che, messa da parte la positività al Covid-19 e l’assenza in Coppa del Mondo ad Antalya, ha fatto il suo esordio internazionale vincendo due ori, restando così imbattuta in tutti gli scontri effettuati. Il primo, in ordine di tempo, per l’arciera delle Fiamme Oro e già titolare a Tokyo 2020 è quello con la squadra. Un terzetto inedito formato da Vanessa Landi e Roberta Di Francesco – junior che ha fatto il suo esordio internazionale con la Nazionale maggiore – che conquista il metallo più prezioso al termine di un percorso esaltante, due vittorie allo shoot off nei primi turni e poi il 6-2 in finale con l’Olanda. Non finisce qui però perché l’arciera savonese non perde nessuno scontro anche nella gara individuale e poi si prende anche la finale contro la francese Caroline Lopez, chiusa alla freccia di spareggio 6-5 (9*-9) al termine di una lunga e avvincente sfida.
Vanno ad un passo dal primo posto gli azzurri Yuri Belli, Massimiliano Mandia e Marco Morello che arrivano fino alla finale sbaragliando la concorrenza di Olanda e Danimarca. All’ultimo atto però la Turchia del campione olimpico Mete Gazoz vince 5-1 e così il terzetto italiano si mette al collo l’argento. Poteva essere medaglia e invece è arrivato il quarto posto per il giovane mixed team composto da Belli e Di Francesco, dopo il KO in finale per 5-1 con la Slovacchia.

BRILLA IL COMPOUND AZZURRO – Ottime indicazioni arrivano anche nel compound dove la copertina è tutta per Elisa Roner. La specialista azzurra sale sul primo gradino del podio con la squadra, insieme a Marcella Tonioli ed Elisa Bazzichetto, battendo la Turchia 232-231, e si ripete nel mixed team insieme all’eterno Sergio Pagni con il 154-152 rifilato ancora alla Turchia. Piccola nota stonata per Roner è il finale dell’avventura nell’individuale con la sconfitta allo shoot off contro la croata Amanda Mlinaric 140-140 (10-X) nel match valevole per il bronzo.

Doppia medaglia anche per lo junior Leonardo Costantino, alla prima da titolare nella Nazionale maggiore, capace di issarsi due volte sul podio. Dopo il bronzo a squadre con Sergio Pagni e Valerio Della Stua, arrivato con il netto successo nella finale con la Serbia per 228-212, l’esordiente vince l’argento individuale perdendo solamente la finalissima 143-141 con il turco Emircan Haney.
IL MEDAGLIERE E GLI ALTRI RISULTATI AZZURRI – Con sette medaglie (4 ori, 2 argenti e 1 bronzo) l’Italia è quindi assoluta protagonista nel Grand Prix Europeo. Il medagliere finale vede gli azzurri fronteggiare la Turchia che alla fine si prende il primo posto con 4 ori, 3 argenti e 2 bronzi. Le altre Nazioni restano indietro e non poco se si pensa che la terza classificata, il Lussemburgo, vince solamente un oro, un argento e un bronzo.
Le tre medaglie e il quasi en plein delle squadre sono una notizia decisamente importante per questa Nazionale con tante novità che ha risposto presente alla chiamata del DT Giorgio Botto. Anche chi non sale sul podio infatti regala buone indicazioni, per esempio la junior Roberta Di Francesco nel primo giorno di gare ha conquistato la seconda posizione in qualifica prima di essere eliminata ai sedicesimi di finale come Vanessa Landi. Nell’olimpico maschile un po’ di rammarico resta per Yuri Belli e Marco Morello, battuti solo ai quarti e anche per l’incrocio ai sedicesimi tra i giovani Lo Porto e Fabrizzi, derby vinto dal secondo poi eliminato al turno successivo, come Massimiliano Mandia.
Nel compound sfortunato Sergio Pagni, sconfitto allo shoot off agli ottavi, scoglio insuperabile anche per Valerio Della Stua, mentre Carlo Bernardini conclude la sua gara ai sedicesimi. Tabellone malevolo al femminile perché le due compagne in Nazionale e anche negli Arcieri del Torresin, Moccia e Bazzichetto, che si incrociano subito agli ottavi: vince Moccia che poi esce di scena ai quarti. Non è questo l’unico derby italiano, perché proprio ai quarti si affrontano Roner e Tonioli con quest’ultima a cedere il passo dopo lo spareggio. Il rammarico in questo caso è per gli incroci del tabellone che nei due turni precedenti alle semifinali tolgono due possibili posti alle azzurre.
Poco importa comunque, l’Italia a Plovdiv fa incetta di medaglie, si conferma ai vertici dell’arcieria europea e può guardare con fiducia al resto della stagione outdoor, sia con i suoi giovani, sia con i suoi atleti più esperti. •







