Con i raduni di Trapani e Padova la Nazionale Paralimpica è già proiettata alla rassegna iridata outdoor negli Emirati Arabi che si disputerà a febbraio, dopo i Tricolori Indoor di Macerata
“Il 2021 è stato un anno un po’ complicato, ma allo stesso tempo ci ha dato tanto. Tantissimo. In particolare, tre meravigliose medaglie, conquistate ai Giochi Paralimpici di Tokyo”. È tempo di bilanci per il commissario tecnico Guglielmo Fuchsova e per la Nazionale italiana Para-Archery. Perché in archivio va un anno solare destinato a rimanere impresso nei ricordi di chi ama l’arco e le frecce: “Elisabetta Mijno è stata bravissima, riconfermarsi non è mai facile. Ma tengo pure a rimarcare i successi di Stefano Travisani, d’argento con Elisabetta nel ricurvo misto, di Maria Andrea Virgilio col suo bronzo nel compound e di Enza Petrilli, argento nel ricurvo che erano tutti e tre esordienti. E questo rappresenta un segnale di rilievo anche in chiave futura”.
Già, il futuro. Nello sport, e il tiro con l’arco non fa eccezione, non c’è tempo di guardare indietro. Solo avanti: nello specifico, ai Campionati italiani indoor che si svolgeranno in gennaio a Macerata. E soprattutto ai Mondiali Para-Archery di Dubai, nel mese di febbraio. In una situazione insolita, visto che si tirerà all’aperto pur essendo pieno inverno: “I ragazzi sono già proiettati ai prossimi impegni. In questo senso, l’appuntamento clou è rappresentato dal Mondiale: inusuale per le condizioni climatiche? Sì, ma non troppo. Perché è un’esperienza che abbiamo già vissuto: a Dubai siamo stati tre volte. In questa situazione l’indoor di Macerata sarà un motivo per allenare la gara e lo stress, visto che ci sono in palio i titoli italiani. Da oggi a febbraio però ci si allenerà all’aperto e sulle lunghe distanze”.
GLI AZZURRI IN RADUNO – Il percorso di avvicinamento è partito nel segno dei raduni. Come quello di Trapani, all’inizio di novembre. All’interno della Caserma Giannettino, con l’ospitalità del Sesto Reggimento Bersaglieri e del Comune, organizzatori di una vera e propria conferenza stampa per celebrare la presenza degli azzurri, hanno preso parte Stefano Travisani (Fiamme Azzurre), Giuseppe Verzini (Arcieri Cormòns), Elisabetta Mijno (Fiamme Azzurre), Veronica Floreno (Dyamond Archery Palermo) e Vincenza Petrilli (Asd AIDA) per l’Olimpico Open; Matteo Bonacina (Arcieri delle Alpi), Giampaolo Cancelli (Arcieri Voghera), Eleonora Sarti (Fiamme Azzurre), Maria Andrea Virgilio (Dyamond Achery Palermo) e Giulia Pesci (Arcieri Ardivestra) per il Compound Open; Salvatore Demetrico (Dyamond Achery Palermo) e Asia Pellizzari (Società Arcieri del Castello) nel W1.
A metà dicembre, invece, ecco Padova: i protagonisti? Gli stessi del raduno siciliano, con l’aggiunta di Gabriele Ferrandi nel W1. A guidare lo staff tecnico, come di consueto, il responsabile Guglielmo Fuchsova, affiancato dagli allenatori Antonio Tosco e Fabio Fuchsova, dal tecnico giovanile Ezio Luvisetto, dalla fisioterapista Chiara Barbi, dallo psicologo Gianni Bonas e dal preparatore atletico Luigi Zanon.
NAZIONALE GIOVANILE IN RADUNO – In tema di raduni, ha voce in capitolo pure la Nazionale giovanile Para-Archery, che si è ritrovata al Palakosmos di Rovereto con Gabriel De Toffoli, Elisabetta Petris (Olimpico Open), Sofia Forneris, Giulia Baldi (Compound Open) e Francesco Tomaselli (W1).
“Il Mondiale è un appuntamento che prepariamo al chiuso – prosegue Fuchsova – tirando a 70 metri. In gennaio abbiamo un ultimo raduno e poi saremo pronti per gli Emirati Arabi, dove ci aspetta l’estate”.
Gli azzurri hanno tutte le intenzioni di recitare da protagonisti: “Ora che le luci sulle Paralimpiadi si sono spente, tanti atleti vorranno riscattarsi dopo Tokyo. Senza dimenticare che i Giochi di Parigi sono sostanzialmente dietro l’angolo. Negli Emirati Arabi ci saranno i titolari di Tokyo, ma avremo la possibilità di portare più atleti, anche se il nuovo cambiamento di regolamento adesso prevede due atleti per le gare a squadre invece che un terzetto. Cercherò comunque di portare 3 atleti per avere maggiore competizione interna e far crescere e motivare l’intero gruppo, anche per non demotivare chi è stato meno titolare”.
Fuchsova e la Nazionale non intendono adagiarsi sugli allori: “Se vogliamo di più, dobbiamo fare di più. Questo vale per gli atleti e le atlete, ma vale anche per lo staff”. Nessun dubbio, il 2021 non è il passato, ma una chiave per ottenere nuovi e importanti risultati nel 2022. E oltre: “Si riparte da un anno solare che ci ha insegnato molto – conclude il commissario tecnico –. Un anno in cui siamo riusciti a conquistare diverse medaglie, ma tante altre ci sono sfuggite. E allora dobbiamo capire, analizzare: perché si è vinto e perché si è perso. Non lasceremo nulla al caso”. •
di Guido Lo Giudice
Un’altra storia a lieto fine. Di questi tempi una rarità. Sarà un caso, ma venerdì 3 dicembre, data nella quale si celebra la giornata della persona con disabilità, i carabinieri di Mareno di Piave – Susegana hanno ritrovato l’arco della campionessa paralimpica Asia Pellizzari che era stato rubato in casa dell’atleta due mesi fa. La giovane azzurra, in forza alla società Arcieri del Castello, questa estate ha fatto il suo esordio ai Giochi Paralimpici di Tokyo nella categoria W1.L’Italia ripone in lei grandi aspettative, avendo già ottenuto nonostante la giovane età diversi allori internazionali. Tornata dall’esperienza giapponese senza una medaglia ma con un bagaglio stracolmo di esperienza, Asia aveva voluto subito mettere a frutto quanto imparato allo Yumenoshima Park Archery Field allenandosi a testa bassa in vista dei Mondiali paralimpici che si disputeranno a febbraio a Dubai, prima tappa di un percorso che la dovrà portare fino a Parigi 2024.
IL FURTO – Purtroppo però due mesi fa la brutta sorpresa: alcune persone si sono introdotte nel giardino dell’abitazione in cui l’atleta vive con i genitori e i fratelli, sottraendo l’arco del valore di circa 1.600 euro, ma dal valore affettivo inestimabile. D’un tratto Asia si è ritrovata senza il suo attrezzo da gara, un arco compound (più potente, preciso e tecnologico rispetto all’arco olimpico), la faretra, le frecce e lo sgancio necessario per farle volare verso il bersaglio: tutte attrezzature che erano state personalizzate per adattarle alla sua disabilità. Naturalmente si erano sprecati gli appelli via social di Asia, della Federazione e dei tanti appassionati arcieri che chiedevano ai ladri di restituire il maltolto. Una situazione già vista nel recente passato con degli archi rubati ad atleti sloveni in occasione di una competizione internazionale a Roma nel 2019, oppure l’arco rubato all’olimpionico Mauro Nespoli nel febbraio 2020. Se per Asia è arrivato l’atteso happy ending, altrettanto fortunatamente era accaduto nei due casi citati: gli archi degli sloveni furono ritrovati dalla polizia di stato vicino Roma, mentre l’arco di Nespoli fu restituito durante una notte probabilmente perché il ladro aveva capito che non sarebbe riuscito né a venderlo, né a utilizzarlo visto che per aprirlo serviva la forza di Ulisse.
IL RITROVAMENTO – Questa volta il ringraziamento è dedicato ai carabinieri che sono intervenuti in seguito a una segnalazione di un passante, arrivata nella mattinata del 3 dicembre: una pattuglia si è recata nei pressi di un edificio in costruzione nel Comune di Mareno di Piave dove, appoggiati a una parete, sono stati rinvenuti l’arco e la faretra trafugati avvistati dal cittadino. Il Comandante della stazione suseganese, Luogotenente Rudi Plazzotta, ha quindi avvertito la mamma di Asia del ritrovamento.
LE LACRIME DI GIOIA – Questo il racconto dell’arciera azzurra: “Stamattina ero al palazzetto dello sport di Mareno di Piave ad allenarmi e lì si sono presentati d’improvviso i carabinieri insieme a mia madre. Avevano già l’arco in mano, volevano farmi una sorpresa. Non credevo ai miei occhi e sono scoppiata in un pianto liberatorio di felicità. Dopo siamo andati in caserma per sbrigare tutte le pratiche burocratiche necessarie per poter riprendere l’arco ufficialmente”.
Sul ritrovamento Asia aggiunge: “Devo ringraziare di cuore i carabinieri e chi ha collaborato attraverso la segnalazione. Lo hanno trovato in un cantiere, non troppo lontano da casa. Inutile dire che sono felicissima che sia tornato a casa. Lui, la faretra, il mio sgancio personalizzato e qualche freccia, purtroppo non tutte. Mancano all’appello un paio di occhiali e ho trovato rotte la diottra e la lamella che dovrò sostituire. Naturalmente è necessaria una nuova messa a punto dopo aver comprato i pezzi di ricambio. Per un arciere l’arco è parte di sé. Questo arco rappresentava tanto per me, dalle prime convocazioni in raduno alle trasferte in maglia azzurra, dalla conquista del pass per Tokyo fino all’esordio ai Giochi Paralimpici. Avevo patito molto per il furto e adesso posso dire che mi preparerò con un po’ più di serenità ai prossimi appuntamenti. Lo porterò al prossimo raduno con la Nazionale che è previsto a Padova dal 16 al 19 dicembre e in quella occasione cercherò di finire di sistemarlo per renderlo di nuovo utilizzabile”.
Una storia davvero a lieto fine. Manca solo l’ultimo atto: quando Asia con l’arco ritrovato potrà nuovamente colpire il centro del bersaglio, magari ai Mondiali di Dubai.




