Allo Yumenoshima Park Archery Field grazie al bronzo di Lucilla Boari e all’argento di Mauro Nespoli l’Italia ha festeggiato per la prima volta due medaglie nella stessa edizione dei Giochi Olimpici
Dopo le eliminazioni dell’Italia nel mixed team e con la squadra femminile, sui social erano già cominciati i processi sommari rivolti ad atleti, tecnici e dirigenti. Ma gli improvvidi leoni da tastiera, quelli che sentenziano fallimenti ma sono pronti a salire sul carro dei vincitori come nulla fosse, non avevano fatto i conti col carattere degli arcieri azzurri, capaci di ribaltare la situazione facendo diventare i Giochi di Tokyo 2020 un’edizione con risultati storici, nonostante le mille difficoltà dovute al covid-19, tra spalti deserti, sole a picco e caldo soffocante alternati a vento e pioggia dal sapor tropicale, match in notturna e la continua attenzione ai distanziamenti e all’uso h24 delle mascherine.
Nei 60 anni di storia della FITARCO non erano mai arrivate due medaglie nella stessa Olimpiade. Il bronzo di Lucilla Boari rappresenta anche la prima medaglia femminile e l’argento di Mauro Nespoli è il suo primo alloro individuale, dopo l’argento a squadre di Pechino 2008 con Di Buò e Galiazzo e l’oro a squadre di Londra 2012 con Galiazzo e Frangilli. Il palmarès dell’Italia sale così a quota 9 medaglie, considerando i primi due podi di Giancarlo Ferrari, bronzo individuale a Montreal ’76 e a Mosca ’80, il bronzo a squadre di Atlanta ’96 (Bisiani, Frangilli, Parenti), l’argento a squadre di Sydney 2000 (Bisiani, Di Buò, Frangilli) e l’oro individuale di Marco Galiazzo ad Atene 2004.
NESPOLI-REBAGLIATI STOP CON L’OLANDA – Le 72 frecce di ranking round non avevano fatto presagire nulla di buono: Mauro Nespoli 24°, Lucilla Boari 23ª e l’esordiente Tatiana Andreoli 52ª. Solamente l’altra esordiente, Chiara Rebagliati, era uscita col sorriso dalla lunga linea di tiro allestita a fianco dello stadio di eliminatorie e finali. L’atleta savonese, 10ª con 658 punti, si è così guadagnata il mixed team con Nespoli, gara che fa il suo esordio olimpico sabato 24 luglio.
Inutile nascondere la delusione dopo gli ottavi persi con un netto 6-0 contro l’Olanda di Steve Wijler e Gabriela Schloesser. Gli orange hanno proseguito fino a giocarsi il titolo ma si sa, quando trovi sulla tua strada la Corea del Sud è difficile uscirne vincenti. Così, il primo oro misto nella storia dei Giochi lo ottengono i giovanissimi An San e Kim Je Deok, vincenti 5-3 sugli olandesi. Bronzo al Messico (Alvarez, Valencia) che supera la Turchia (Anagoz, Gazoz).
AZZURRE FERMATE DALLA COREA – Dopo la delusione per l’eliminazione, Mauro Nespoli non recede di un millimetro e dichiara alla stampa che, anche se l’avvio è negativo, lui è a Tokyo per portare a casa una medaglia e punta a riuscirci nell’individuale, visto che non ha una squadra per competere. Prima però ci sono le tre azzurre che domenica 25 luglio, dopo aver ottenuto l’8° punteggio in qualifica, tentano di ripetere le prestazioni di Parigi dove avevano ottenuto il pass. Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati superano 5-3 agli ottavi la Gran Bretagna (Bettles, Folkard, Pitman), una bella rivincita visto che il trio britannico le aveva battute ai Mondiali del 2019 qualificandosi per Tokyo proprio ai danni dell’Italia. Purtroppo il tabellone propone poi la Corea del Sud ai quarti. Le campionesse uscenti, in campo con An, Jang e Kang, vincono 6-0 (58-54, 56-52, 56-49) e corrono a conquistare l’oro battendo in finale la Russia con un altro 6-0. Inutile stupirsi, visto che le coreane da Seul ’88 a oggi non hanno mai mancato un appuntamento col gradino più alto del podio.
A festeggiare il terzo posto è invece la Germania, che ha superato la Bielorussia 5-1.
Per quanto riguarda la prova a squadre maschile, disputata lunedì 26 luglio, oltre alla Corea del Sud si mettono in mostra le altre asiatiche. La Corea con Kim Je Deok al fianco dei veterani Kim Woojin e Oh Jin Hyek, conquista l’oro superando in finale Taipei 6-0, mentre il bronzo va ai padroni di casa del Giappone, vincenti sul trio dell’Olanda allo spareggio 5-4 (28*-28).
Dopo 4 giorni di gare il bilancio dell’Italia non è positivo. Piovono critiche, gli azzurri vivono giornate di delusione: possono sperare solo nelle medaglie individuali, le più difficili da raggiungere.
ELIMINATORIE INDIVIDUALI – Martedì 27 luglio cominciano i match. Mauro Nespoli scende in campo e batte ai 1/32 Ravnikar (Slo) 6-0 e ai 1/16 Gankin (Kaz) 6-2. Un ritorno in grande stile mentre esce a sorpresa contro il tedesco Unruh l’autore del nuovo record olimpico, Kim Je Deog.
Mercoledì 28 nessun italiano in gara, le tre azzurre scendono in campo giovedì 29. Il tabellone prevede il derby tra Rebagliati e Boari ai 1/16 dopo che Rebagliati batte la svedese Chrisitne Bjerendal per 6-2 e Boari supera la polacca Sylvia Zyzanska 6-0. Il match tra le italiane premia la rimonta di Lucilla Boari che, sotto 0-4, raddrizza la sfida portandosi sul 4-4 e poi supera la compagna al quinto set, con un 27-25 che vale il 6-4 finale. Per Tatiana Andreoli invece stop ai 1/32 con la francese Lisa Barbelin, vincente 6-2.
LUCILLA BOARI SCRIVE LA STORIA – La 24enne di Rivalta sul Mincio firma la storia del tiro con l’arco italiano venerdì 30 luglio. Nonostante un meteo in continua mutazione, il livello delle prestazioni della Boari è stato un crescendo fino a una medaglia di bronzo difficile da pronosticare alla vigilia, una sorta di rivincita per la medaglia sfiorata al Sambodromo di Rio quando, ancora 19enne, vide sfumare il bronzo a squadre con Guendalina Sartori e Claudia Mandia.
A inizio giornata la portacolori delle Fiamme Oro supera gli ottavi vincendo in rimonta allo spareggio 6-5 (10-9) sulla bielorussa Hanna Marusava. Ai quarti la vittoria per nulla scontata sulla cinese Wu Jiaxin che, come Lucilla, vantava una presenza ai Giochi di Rio quando era la n.6 al mondo. L’atleta cresciuta con gli Arcieri Gonzaga chiude la partita 6-2 e va in semifinale con la russa Elena Osipova (ROC). Questo è stato l’unico momento in cui la rosata dell’azzurra si è allargata e l’avversaria ne ha approfittato per guadagnarsi la finale con la sudcoreana An San, ma sarà quest’ultima a imporsi vincendo il terzo oro al suo esordio olimpico, con una sfida risolta allo shoot-off 6-5 (10-8).
Per quanto riguarda Lucilla Boari, in molti hanno temuto che, dopo la sconfitta in semifinale, fossero piombate le ombre di Rio 2016 e il timore di giocarsi una medaglia contro un’atleta di valore come la statunitense Mackenzie Brown, superata in semifinale da An dopo lo spareggio. E invece Lucilla ha reagito da campionessa, ha archiviato la delusione ed è tornata sulla linea di tiro con la concentrazione di chi non vuole lasciarsi sfuggire l’ultima occasione. La finale la vince 7-1: dopo il 28-28 iniziale, Lucilla spiazza l’avversaria con un 29-28 e guadagna altri due punti con il terzo set, che chiude 28-25. La statunitense deve provare il tutto per tutto, ma Lucilla non le dà spazio e chiude la partita con un 27-26: braccia al cielo, un lungo abbraccio con il tecnico Natalia Valeeva e gli sportivi italiani vanno in visibilio per questa ragazza che ha riscritto la storia dell’arcieria italiana.
Un successo frutto del carattere di chi, ancora giovanissima, si è trasferita alla Scuola Federale di Cantalupa e si è impegnata per arrivare in alto seguendo i consigli del coach personale Amedeo Tonelli e degli altri membri dello staff, purtroppo rimasti a casa per le restrizioni Covid.
NESPOLI D’ARGENTO – Passata la sbornia di festeggiamenti per la vittoria di Lucilla Boari, il lavoro dell’Italia allo Yumenoshima Park Archery Field non era ancora finito. A preparare faretra, frecce e arco è Mauro Nespoli, dopo aver assistito e tifato per Lucilla dalla tribuna stampa. Incurante di una nottata quasi insonne e del caldo afoso che ha imperversato per tutta la giornata, Mauro Nespoli è sceso in campo il mattino alle 9, nel primo match degli ottavi, battendo il brasiliano Marcus D’Almeida per 6-0. Poi tante e lunghissime ore di attesa. Nel pomeriggio, ai quarti, la vittoria sul tedesco Florian Unruh al termine di una lunga battaglia conclusa 6-4 e poi, in semifinale, Nespoli non ha tremato e si è imposto 6-2 con i parziali 29-27, 28-30, 28-27 e il decisivo 29-28 sul giovane atleta di Taipei, Tang Chih-Chun, che aveva battuto l’iridato sudcoreano Kim Woojin.
A quel punto è arrivata la finalissima col turco Mete Gazoz che, nonostante i suoi 22 anni, ha dimostrato una volta ancora di essere già atleta di classe superiore: per lui vittoria ai quarti sul n.1 al mondo Brady Ellison (Usa) e vittoria in semifinale sull’atleta di casa Furokawa, entrambe per 7-3. Il beniamino di casa Furokawa ha poi vinto il bronzo superando Tang 7-3.
Tornando alla finale, la sfrontatezza di Gazoz e la capacità di mantenere alta la fiducia anche nei momenti di massima pressione, probabilmente figlia dell’esperienza maturata a Rio 2016, gli hanno permesso di tenere testa a un Nespoli mai rinunciatario. L’azzurro si è portato avanti sul 2-0 nel primo set (29-26) e purtroppo manca per un soffio (un 9 invece che un 10 all’ultima freccia) la possibilità di portarsi sul 4-0: la seconda volée termina 28-28, si va sul 3-1 e Gazoz riprende fiducia e stringe la rosata andando sul 3-3 col parziale di 26-27, figlio del primo 8 di Nespoli. Nel quarto set che si conclude sul 29-29 arriva il 4-4 e nel quinto e decisivo set al primo 9 di Gazoz arriva in risposta un 8 di Nespoli che l’atleta turco sfrutta centrando due 10 che chiudono la partita sul 6-4.
Mauro Nespoli sorride lo stesso e fa bene: sul petto ha un argento che brilla e premia la pervicacia e la volontà di un atleta riuscito in una grande impresa. Aveva dichiarato per mesi che sarebbe tornato da Tokyo con una medaglia. Lo ha detto e lo ha fatto. •
Boari: “Un bronzo che pesa come oro”
Lucilla, circondata dai giornalisti in zona mista e poi in conferenza stampa, ha detto: “è un bronzo, ma pesa come un oro. Sono felice di essere stata io a portare per prima questa medaglia in Italia. Ma deve essere solo l’inizio. Siamo un gruppo bello e solido, abbiamo fatto bene in questi ultimi periodi e spero che questa sia solo la prima di tante altre medaglie olimpiche. È un giorno importante, credo di aver fatto la storia e questa medaglia è il frutto dei miei sacrifici, ho iniziato a 7 anni seguendo mio padre che tirava e non ho più smesso. La medaglia la dedico all’Italia, a tutta l’Italia”.

Nespoli: “È un argento vinto”
Il pensiero di Nespoli è chiaro anche subito dopo aver disputato la finalissima: “Non sento di aver perso l’oro, sono felice di aver vinto l’argento. Il livello dei match è stato sempre più alto e sono soddisfatto di come ho gestito la tensione. Per questo mi faccio i complimenti da solo. Abbiamo lavorato tantissimo per raggiungere questa medaglia. Ho avuto fiducia nel mio tiro e ho rimesso in piedi una situazione complicata. Questo non è il punto d’arrivo, perché Parigi è vicina e ho ancora voglia di confrontarmi a questi livelli. Non sarebbe male chiudere la carriera arrivando fino a Brisbane 2032, visto che in Australia non ci sono ancora mai stato…”.

Le gare allo Yumenoshima Park Archery Field hanno portato a galla tante storie sorprendenti, qualche grande delusione e qualche medaglia inattesa. Si è passati dal miglior risultato di sempre di un arciere israeliano, Itay Shanny che raggiunge gli ottavi, al medagliere che non vede da nessuna parte gli USA, compresa la star incontrastata Brady Ellison che veniva dato tra i favoriti. Gli atleti e le squadre del vecchio continente tra Olanda, Germania, Russia e Italia si sono invece fatte valere, così come i padroni di casa del Giappone e il Messico.
Ciò che non è mancata è stata la costante assoluta della disciplina, da Seoul ’88 a oggi: il dominio della Corea del Sud che, ancora una volta, si è perpetrato tanto nel maschile quanto nel femminile. Questa era l’edizione dove esordiva la competizione a squadre miste e, come se non fossero sufficienti l’oro del trio maschile e quello femminile, la Corea del Sud ha fatto tris conquistando il primo titolo olimpico mixed team con una coppia di esordienti giovani e già strabilianti, cui si aggiunge l’oro individuale femminile di An San.
Nel complesso 4 podi e primo posto nel medagliere condito anche da tre record olimpici: il primato realizzato da An San, 680 punti sulle 72 frecce superando i 673 dell’ucraina Lina Gerasymenko. Dietro An le compagne di squadra Jang Minhee (677) e la primatista mondiale Kang Chae Chang (675) che realizzano anche il record olimpico a squadre mettendo a referto 2032 punti, 28 in più del loro precedente primato realizzato nel 2004, oltre al record del misto An-Kim, di 1368 punti.
Ai 4 ori degli asiatici hanno risposto con 2 podi Italia, Russia e Giappone, mentre Turchia, Olanda, Taipei, Germania e Messico sono tornate a casa con una medaglia.








