Se mi guardo indietro, ho difficoltà a ripercorrere nella memoria un’estate tanto lunga e ricca di emozioni. Abbiamo vissuto tre mesi a dir poco intensi tra Giochi Olimpici, Giochi Paralimpici e due rassegne continentali, quella 3D e quella Field. Ebbene, grazie alle prestazioni superlative dei nostri arcieri possiamo affermare che questo lungo periodo ha davvero il sapore della vittoria.
Il tiro con l’arco italiano ha saputo interpretare al meglio il suo ruolo, si è distinto in ogni appuntamento, scrivendo nuove pagine di storia e di successi. Tutto lo sport italiano ci ha regalato un’estate dai risultati agonistici incredibili e la Fitarco ha portato il suo sostanzioso contributo di medaglie, dimostrando di essere ancora una delle Nazioni leader grazie ad atleti di eccellente valore e a uno staff tecnico di primissimo ordine, coadiuvati dal fondamentale supporto delle Società, dei Gruppi Sportivi Militari e dei tecnici personali degli azzurri.
A tutti loro va il mio ringraziamento per quanto hanno fatto, un ringraziamento che estendo a tutti i componenti della dirigenza federale e agli arcieri italiani: i risultati raggiunti questa estate ci ripagano di ogni sforzo e del grande investimento emotivo che ha accompagnato un periodo ricco di speranze, ma anche di incertezze dovute alle tante incognite e preoccupazioni che la pandemia ha portato con sé.
Partiamo dai Giochi Olimpici: il bronzo di Lucilla Boari e l’argento di Mauro Nespoli sono il frutto di un lavoro eccellente e il giusto premio per due grandi campioni. La nostra Olimpiade non era cominciata benissimo, ma la loro capacità di rialzare la testa dopo le sconfitte a squadre, la loro volontà di provarci e di dare tutto, fino all’ultima freccia, sono state premiate con due medaglie che riscrivono la storia del tiro con l’arco italiano. Lucilla è la prima donna a salire sul podio ai Giochi, il giusto seguito al 4° posto a squadre di Rio 2016; Mauro ha vinto la prima medaglia individuale dopo due podi a squadre. Col suo argento la FITARCO ha anche festeggiato la prima Olimpiade con due podi nella stessa edizione. Sono stati momenti magici e commoventi che non dimenticheremo.
Magici e commoventi come quelli vissuti qualche settimana dopo ai Giochi Paralimpici. Anche in questo caso le nostre grida di gioia hanno sottolineato risultati storici. Da Tokyo abbiamo riportato il bronzo compound di Maria Andrea Virgilio, nonostante fosse all’esordio è suo il primo podio femminile in questa divisione, dove Eleonora Sarti ha pure firmato un record paralimpico; bellissimo probabilmente nonché inatteso l’argento di Enza Petrilli nel ricurvo, ricordando che è arrivato contro un’avversaria come la Nemati da un’atleta all’esordio che ha ancora ampi margini di miglioramento. Infine, dopo la delusione per l’immeritata eliminazione ai quarti, Elisabetta Mijno si è dimostrata ancora una volta una grande campionessa: insieme all’esordiente Stefano Travisani ha infatti concluso la Paralimpiade con l’argento mixed team olimpico. Un modo eccellente per salutare il Giappone e guardare con fiducia Parigi 2024 che, è bene ricordarlo, arriverà tra soli tre anni.
Ripensando a quei momenti, prima carichi di tensione e poi di gioia, posso dire che aver assistito di persona a questi successi insieme ai vertici dello sport italiano e aver partecipato attivamente alle premiazioni sono state soddisfazioni senza pari che mi riempiono di orgoglio.
Così come ci hanno gonfiato il petto di fierezza gli azzurri che hanno primeggiato agli Europei 3D in Slovenia e agli Europei Field in Croazia: in entrambe le rassegne continentali l’Italia ha letteralmente dominato il medagliere, raggiungendo picchi inarrivabili nel campagna, dove abbiamo conquistato ben 26 podi, surclassando gli avversari. Atleti e tecnici sono stati stratosferici ribadendo la qualità elevatissima del nostro movimento che ha tutte le intenzioni di proseguire su questo percorso e crescere ulteriormente, come dimostra il riassestamento del settore giovanile e le uscite internazionali degli azzurrini tra Youth Cup e Mondiali, arrivate dopo il lungo stop alle trasferte dovuto al Covid.
Riavvolgendo il nastro della memoria e ripercorrendo queste vittorie, che meritano un posto d’onore nella nostra storia, esiste solo un’espressione per esprimere la gratitudine mia e di tutto il movimento arcieristico: GRAZIE AZZURRI!!! •
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