L’Italia chiude ancora una volta al primo posto il medagliere della rassegna continentale davanti ad Austria e Belgio con 12 podi: 4 ori, 3 argenti, 5 bronzi. Ottimo esordio nella gara mixed team: per l’Italia 3 medaglie in 4 finali
Italia pigliatutto o quasi a Maribor, in Slovenia, dove si sono svolti i Campionati Europei 3D, prima gara internazionale della disciplina dopo lo stop forzato dovuto alla pandemia. Gli azzurri ancora una volta sono saliti in cima al medagliere grazie alle 12 medaglie conquistate con 4 ori, 3 argenti e 5 bronzi, un successo con ampio margine visto che Austria e Belgio, rispettivamente seconda e terza, mettono in bacheca rispettivamente 7 e 5 podi.
La grande novità di questa edizione sono state le gare mixed team, inserite per la prima volta nel programma e subito terreno di caccia per la Nazionale azzurra che aveva cercato di prepararsi durante i raduni effettuati nei mesi precedenti.
I SUCCESSI A SQUADRE – Non è un caso che con le proprie coppie l’Italia vince l’oro nell’arco nudo grazie a Cinzia Noziglia e all’esordiente Alessandro Rigamonti, capaci in finale di spazzare via l’Austria con un netto, perentorio e mai in discussione 72-55. Primo gradino del podio sfiorato nel longbow per Paola Sacchetti e Giuliano Faletti, sconfitti per un punto dalla Spagna 43-42. Sono invece cinque i punti che dividono gli azzurri del compound Irene Franchini e Jesse Sut dall’oro, in finale arriva infatti il ko con la Svezia per 82-77. Piccolo rammarico nell’arco istintivo con Michela Donati e Fabio Pittaluga che lottano fino all’ultimo nella finale per il bronzo con la Slovenia padrona di casa, uscita dal match vincente di misura: 58-57.
Più forte di ogni avversaria è stata la squadra femminile formata da Irene Franchini, Iuana Bassi e Cinzia Noziglia. Il trio italiano ha conquistato il titolo europeo contro l’Austria in una finale in cui le azzurre sono riuscite a vincere 98-87 nonostante una M nella seconda volée. Bronzo invece per la squadra maschile di Jesse Sut, Alessandro Rigamonti e Giuliano Faletti che, dopo la sconfitta in semifinale con la Spagna, reagiscono alla grande battendo la Francia 107-104 al termine di un confronto tutto sul filo dell’equilibrio, spezzato grazie all’11 conclusivo di Faletti.
LE VITTORIE INDIVIDUALI – Le ultime finali disputate a Maribor, ma solo in ordine di tempo, sono state quelle delle gare individuali e anche su questo terreno l’Italia ha dimostrato la sua forza. La settimana magica della portacolori delle Fiamme Azzurre Irene Franchini si è conclusa con l’ennesimo titolo della sua carriera, quello compound ottenuto in finale con l’austriaca Laurila in uno scontro thrilling concluso alla freccia di spareggio 36-36 (11-8). La festa azzurra si è chiusa con il bronzo di Monica Finessi che, dopo la sconfitta nel derby in semifinale con Franchini, ha vinto 37-33 contro Ronacher. Terzo posto anche nell’arco nudo per Cinzia Noziglia, l’a-tleta delle Fiamme Oro conquista la medaglia battendo l’austriaca Altenberger 32-26.
Sono quattro in totale le medaglie azzurre nell’arco istintivo: nel maschile Fedele Soria e Fabio Pittaluga si sfidano in semifinale e poi il primo vince l’argento superato in finale 31-24 da Bakke e il secondo si prende il bronzo battendo Pedersen 34-27. Fanno ancora meglio le donne con Michela Donati che prima vince il derby con Sabrina Vannini 31-28 e poi si mette al collo l’oro battendo l’austriaca Novi 31-23. Per Vannini la riscossa arriva nella sfida per il bronzo con vittoria al fotofinish 21-21 (8-5) contro l’ungherese Kereszt.
Nel complesso l’Italia ha confermato per l’ennesima volta di essere squadra regina di questa disciplina, portando entusiasmo nel folto gruppo di azzurri che subito dopo la trasferta slovena sono partiti direttamente alla volta della Croazia per giocarsi dopo poche ore l’Europeo tiro di campagna.
Due ori nel 3D e un bronzo nel campagna: le due settimane di fuoco sono un grande successo per Irene Franchini che aggiunge altri podi al suo già incredibile palmares. L’arciera delle Fiamme Azzurre racconta in primis come è stato gareggiare in due competizioni così importanti nel giro di quindici giorni: “Sono sicuramente impegnative, è vantaggioso logisticamente, ma penso siano difficili da gestire soprattutto per chi non è un professionista e quindi si trova costretto a scegliere tra l’una e l’altra.
La sua analisi delle due gare è nel complesso decisamente positiva, anche se Irene è abituata ad essere autocritica per trovare ogni volta uno spunto per migliorarsi: Sono contenta dei risultati, mi dispiace un po’ per il campagna perché in qualifica potevo fare meglio”. Nel 3D invece tutto è andato alla perfezione: “Sono stati due ori diversi, a me piace molto la gara a squadre e ogni vittoria ha un sapore particolare perché la costruisci insieme alle compagne. Nell’individuale è sempre un po’ un terno al lotto perché alla fine ti giochi la vittoria su pochissime frecce. Sono stata brava ad azzeccare le distanze.
Due medaglie che meritano una dedica speciale: “Sicuramente devo ringraziare le Fiamme Azzurre che mi hanno permesso di trasformare la mia passione in una professione. La dedica va alla mia famiglia e ai miei figli e questa volta anche un po’ a me stessa”.
Infine Irene Franchini racconta le emozioni di tornare su una linea di tiro internazionale nel 3D e nel Campagna per la prima volta dopo oltre un anno: È stato molto bello, ma in un certo senso è come se da quelle linee non ce ne fossimo mai andati.






