Mentre vi scrivo sono in partenza per i Giochi Olimpici di Tokyo. Quella che vivremo in Giappone non sarà purtroppo un’Olimpiade come le altre. A causa del Covid-19 ci aspettano mille restrizioni, gli atleti scenderanno in campo con stadi vuoti e la meravigliosa atmosfera che si vive ogni quadriennio in questa occasione sarà strana e particolare.
Certo, se i nostri atleti dallo Yumenoshima Park Archery Field ci riportassero in Italia una medaglia sono sicuro che verremmo ripagati di tutte le difficoltà vissute in questi mesi davvero stressanti. Per questo ci tengo ad augurare a nome mio, del Consiglio Federale e di tutta la famiglia del tiro con l’arco italiano, il più coinvolgente in bocca al lupo agli atleti e allo staff che ci rappresenteranno a Tokyo. Alle azzurre Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati, che si sono meritate di vivere questa avventura da protagoniste dopo averci fatto gioire al torneo di qualificazione di Parigi. A Mauro Nespoli che, per la prima volta, non scenderà in campo con la squadra, ma proverà a mettere in mostra le sue grandi qualità nella competizione individuale e in quella a squadre miste, che farà il suo esordio olimpico proprio a Tokyo. L’Italia va in Giappone cercando di confermare quanto di buono fatto in passato. Ai nostri atleti non possiamo chiedere altro che mettercela tutta.
Purtroppo a Parigi non abbiamo qualificato anche il terzetto maschile. Inutile dire che è stata una grande delusione: avevamo affiancato a un atleta esperto come Mauro due giovani come Paoli e Musolesi che si sono guadagnati questa opportunità a suon di punti, giocandosela con tutti gli altri membri del gruppo azzurro. Avevano iniziato la gara in maniera eccellente, ma poi si sono fermati a un passo da una qualificazione che, considerando il lavoro svolto, avrebbero meritato. Ma nello sport bisogna anche saper incassare le sconfitte. Siamo usciti dal campo a testa alta e sono sicuro che dalla delusione di Parigi i nostri atleti troveranno gli stimoli per riprendersi ciò che hanno lasciato sul campo in Francia in vista di Parigi 2024.
La prima reazione a questa sconfitta è arrivata proprio nella capitale francese: Federico Musolesi ha ottenuto il suo primo podio individuale in Coppa del Mondo, concludendo la tappa con un ottimo bronzo. In quella stessa occasione Mauro Nespoli e Federico Pagnoni si sono guadagnati la qualificazione per la finale di World Cup negli USA. Ma l’Italia ha anche portato a casa altre medaglie con la divisione compound: il bronzo mixed team a Parigi di Federico Pagnoni e Paola Natale, oltre al bronzo della squadra femminile composta da Tonioli, Ret e Franchini agli Europei di Antalya.
Nel complesso continuiamo ad essere uno dei team migliori al mondo, come dimostrano anche i risultati della Nazionale Para-Archery al torneo di Nove Mesto. In Repubblica Ceca abbiamo ottenuto nel W1, grazie alla bravissima Asia Pellizzari, l’8° e meritatissimo pass per To-kyo. E se non siamo riusciti a fare l’en plein qualificando anche un W1 maschile e un altro ricurvo maschile arrivando a quota 10 qualificati, ci siamo rifatti ottenendo nel complesso 6 podi al termine del World Ranking Tournament. Insomma, i presupposti per avere una Nazionale vincente a Tokyo ci sono tutti. Prima della loro partenza per il Giappone a fine agosto i nostri atleti e lo staff dovranno solo limare gli ultimi dettagli per poi tentare l’assalto al 10° podio consecutivo alle Paralimpiadi.
Fatemi concludere questo editoriale rientrando nei nostri confini. Negli scorsi mesi si sono disputati degli Eventi Federali che attendevamo da oltre un anno a causa della sospensione delle gare per il Covid. Tra il Targa Para-Archery di Grottaglie, la Coppa delle Regioni di Asti, la neonata Coppa Italia Master di Atri, la Finale del Trofeo Pinocchio dedicato alla memoria di Odilia Coccato ad Abano Terme e il Campionato Italiano Campagna di Abbadia San Salvatore, abbiamo rivisto in giro per l’Italia centinaia di arcieri, con i dirigenti, i tecnici e gli accompagnatori. Queste gare sono state contraddistinte dal sorriso di chi è tornato a rivivere quelle profonde emozioni che uno sport come il tiro con l’arco sa regalarti. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato a vario titolo alle competizioni e ai comitati organizzatori per il loro sforzo. È stato bello vivere questi momenti di vera rinascita.
Adesso, in attesa del prossimo Evento Federale, la neonata Coppa Italia Arco Nudo che si disputerà a settembre a Massa, avremo il tempo per sostenere fino in fondo i nostri atleti impegnati a Tokyo. Le frecce azzurre voleranno verso il sogno olimpico e se riusciranno a far diventare realtà ciò che hanno sempre desiderato, noi saremo pronti a ringraziarli e a dedicare loro uno spazio indelebile nei nostri cuori e nella nostra memoria. •




