Ottimo esordio in Coppa per l’Italia che vince l’oro con le azzurre del ricurvo, il bronzo con le squadre maschili ricurvo e compound e l’argento individuale con Pagnoni. Buoni segnali in vista della qualificazione per Tokyo
I Giochi di Tokyo sono dietro l’angolo e, dopo oltre un anno senza competizioni internazionali a causa della pandemia, le settimane che precedono l’ultima gara di qualificazione olimpica che si disputerà a Parigi il 19 e 20 giugno in occasione della terza tappa di World Cup sono cruciali. Ogni appuntamento viene vissuto con la trepidazione di chi può veder sfumare per un nulla oltre 4 anni di lavoro e, in questo contesto, anche i raduni e le gare di valutazione interne assumono un peso specifico davvero rilevante.
Nonostante la tensione, gli azzurri e lo staff tecnico stanno affrontando questo periodo con l’impegno di chi sostiene una responsabilità importante: mantenere l’Italia ai massimi livelli internazionali. Con questo atteggiamento sono state affrontate prima le trasferte del Grand Prix Europeo di Porec e Antalya, poi la seconda tappa di Coppa del Mondo a Losanna, in Svizzera, considerando che alla prima tappa in Guatemala – di cui parliamo a parte – l’Italia non ha preso parte.
In linea generale i risultati arrivati dalle sfide internazionali fanno ben sperare in vista di Parigi. Se nei Grand Prix i giovani emergenti hanno recitato un ruolo da protagonisti, nella gara di Losanna sono arrivati ulteriori spunti di riflessione per lo staff tecnico che sta definendo quali saranno i titolari a Parigi e, successivamente, alle Olimpiadi.
Restando in argomento olimpico, dalla Coppa del Mondo di Losanna, pur sapendo che il novero dei partecipanti non comprendeva gran parte delle squadre asiatiche e alcuni degli avversari che l’Italia ritroverà in Francia per la gara di qualificazione, sono arrivate indicazioni rilevanti. Va aggiunto anche che i punteggi medi non sono stati elevatissimi e questo deve essere spunto per comprendere fino in fondo quali saranno i reali valori nella gara di qualificazione e successivamente ai Giochi Olimpici. Naturalmente il periodo di stop forzato dovuto alla pandemia può aver cambiato alcuni equilibri e reso più probabili eventuali exploit, oltre al fatto che a Losanna si è tirato con temperature molto rigide e a tratti anche con un vento non facile da gestire.

I RISULTATI DEGLI AZZURRI – Fatte tutte queste considerazioni, restano i risultati di ottimo livello ottenuti dall’Italia a Losanna, tanto nel ricurvo quanto nel compound. Gli azzurri infatti hanno chiuso la manifestazione vincendo l’oro con la squadra femminile olimpica, hanno ottenuto il bronzo con il terzetto maschile ricurvo e compound e Federico Pagnoni ha conquistato l’argento individuale compound.
Prima di tutto va detto che gli atleti convocati per questa trasferta sono il frutto delle valutazioni dei tecnici dopo i raduni, le gare di valutazione e i risultati ottenuti nelle precedenti uscite internazionali ai Grand Prix. Per questo sono stati formati due gruppi: uno titolare alla competizione di Losanna e un altro titolare agli Europei di Antalya.
In Svizzera, seguiti dal Coordinatore Tecnico della Nazionale Olimpica Sante Spigarelli, dall’assistente del c.t. Giorgio Botto, dai coach del ricurvo Matteo Bisiani, Natalia Valeeva e Amedeo Tonelli, dal coach del compound Flavio Valesella e dal fisioterapista Andrea Rossi, sono scesi in campo nell’olimpico gli avieri Mauro Nespoli e Marco Galiazzo, con i più giovani ma sempre più rampanti Alessandro Paoli e Federico Musolesi. Tra le donne le atlete delle Fiamme Oro Lucilla Boari e Tatiana Andreoli, l’arciera dell’Aeronautica Vanessa Landi e Chiara Rebagliati.
Anche per la divisione compound la convocazione ha previsto atleti esperti insieme ai più giovani e, in questo caso, anche un paio di esordienti. In campo sono andati Sergio Pagni, Federico Pagnoni, Viviano Mior, Marco Bruno, Elisa Roner, Marcella Tonioli, Irene Franchini e Paola Natale.
Per entrambi i gruppi, sono stati i risultati delle 72 frecce di ranking round a determinare la composizione delle squadre.
L’Italia ha ben figurato grazie a Mauro Nespoli, 1° in qualifica col suo 2° miglior punteggio di sempre, 689 punti, seguito da un ottimo Paoli, 7° con 675. Aggiungendo il 20° posto di Musolesi e i suoi 664 punti, l’Italia ha anche ottenuto il miglior punteggio in qualifica. Un risultato che poi ha fruttato agli azzurri un percorso che è valso il bronzo.
Stesso discorso anche per il trio compound maschile: i 2110 punti realizzati da Bruno, Pagnoni e Pagni, pur essendo il 5° punteggio in ranking, è valso il nuovo record italiano “squadre nazionali” in qualifica: il precedente primato era di 2105 punti, ottenuto nel 2013 a Wroclaw da Pagni, Pagnoni e Stefano Mazzi.
PAGNONI IN FINALE, NESPOLI QUASI – Nelle eliminatorie individuali l’Italia è arrivata fino in fondo solamente nel compound grazie a Federico Pagnoni. Nel ricurvo Mauro Nespoli ci è andato vicino, ma si è fermato ai quarti con uno spareggio da dimenticare.
L’olimpionico dell’Aeronautica ha sfiorato l’accesso alla semifinale ma è stato fermato allo spareggio dall’atleta delle Isole Vergini Nicholas D’Amour, che ha vinto il match 6-5 con lo shoot off nettamente a suo favore: 10-7. Nespoli, che in virtù del miglior punteggio in qualifica aveva avuto accesso diretto ai 1/16, ha prima battuto lo spagnolo Castro 6-4 e, agli 1/8, un altro spagnolo, Acha, sempre per 6-4. Alla fine della competizione è stato Brady Ellison a portarsi a casa la medaglia d’oro archiviando con l’ennesimo trionfo la sconfitta subita al primo turno in Guatemala. Il tedesco Weckmueller è secondo e lo spagnolo Yun Sanchez si prende il bronzo ai danni di D’Amour.
Come dicevamo, l’Italia ha però festeggiato grazie a Federico Pagnoni: non è arrivato il gradino più alto del podio, ma l’argento dell’arciere toscano è certamente un grande risultato. L’atleta del Montalcino è autore di un percorso netto da applausi: supera ai 1/24 il russo Bashkirev 148-138, ai 1/16 lo statunitense Schaff 148-144, agli 1/8 il russo Bulaev 146-145 e ai 1/4 il danese Damsbo 149-146. Il sabato, giornata di medaglie, batte in semifinale con sangue freddo il francese Adrien Gontier allo spareggio (che poi vincerà il bronzo): il match termina 144-144, Pagnoni centra il 10, il transalpino il 9 e l’azzurro si ritrova a giocarsi l’oro con “Mr. Perfect” Mike Schloesser.
Nella finalissima l’olandese, passato negli ultimi mesi da essere n.1 al mondo a n.2, va avanti a forza di 30: ne mette a referto 4 consecutivi che costringono Pagnoni a non sbagliare mai. L’azzurro si ritrova a -1 alla terza volée (90-89) e a -2 alla quarta (120-118). Nell’ultima volée Pagnoni mette a segno tre 9, mentre Schloesser esce dal 10 solamente con l’ultima freccia, quando ormai era sicuro della vittoria. Di fronte a prestazioni simili si può solo applaudire, anche perché l’argento di Federico Pagnoni è valso il 4° posto in classifica generale e la possibilità di qualificarsi per la finale. In questo caso sono già certi della finalissima lo statunitense Gellenthien, vincitore della prima tappa di Coppa, e Mike Schloesser.
BRONZO PER GLI AZZURRI DEL COMPOUND – In realtà Pagnoni aveva già festeggiato il giorno precedente, quando il programma prevedeva le eliminatorie a squadre e i match per l’assegnazione del bronzo. Il trio italiano, oltre a Pagnoni, contava su Sergio Pagni e sull’esordiente Marco Bruno. La finale che è valsa il terzo gradino del podio ha valore assoluto, visto che è arrivata battendo gli Stati Uniti d’America (Gellenthien, Lutz, Schaff) dopo un match equilibratissimo risolto con uno spareggio da lente d’ingrandimento. Al termine delle 4 volée la partita si era chiusa 235-235 e nello shoot off entrambe le squadre hanno realizzato 29 punti, ma uno dei 10 dell’Italia, più vicino al centro, ha portato la medaglia al collo degli azzurri.
In precedenza gli italiani avevano superato ai quarti la Francia 233-231 e poi sono stati fermati in semifinale dall’Olanda 234-232, mentre si erano arrese ai quarti le azzurre Paola Natale, Irene Franchini e Marcella Tonioli, superate dalla Russia 233-237.
MUSOLESI, NESPOLI E PAOLI DI BRONZO – A festeggiare a Losanna sono anche gli azzurri dell’olimpico. Mauro Nespoli e i giovani Alessandro Paoli e Federico Musolesi, che compongono il trio, possono essere soddisfatti visto che non avevano ancora avuto modo di confrontarsi con questo assortimento di squadra in campo internazionale.
Anche per loro è arrivata una medaglia dal valore assoluto, visto che si sono giocati il terzo posto contro un team vincente come l’Olanda (Van Den Berg, Van Der Ven, Wijler). Il match si conclude 5-1 per l’Italia, dopo il pareggiop nel primo set (54-54) e la vittoria nelle due volée successive con i parziali di 56-55 e 58-55.
In precedenza il trio italiano aveva superato agli ottavi la Mongolia 6-2, ai quarti la Gran Bretagna 5-3 e, in semifinale, era arrivata la sconfitta per 6-5 dalla Germania dopo lo spareggio: i tedeschi hanno messo a segno 30 punti e gli azzurri hanno chiuso con un 29.
ANDREOLI, BOARI E REBAGLIATI D’ORO – La soddisfazione più grande da Losanna la riportano però le azzurre Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Chiara Rebagliati che, dopo aver battuto agli ottavi la Spagna con un netto 6-0, ai quarti la Germania 6-2 e in semifinale la Russia con un altro 6-2, si presentano alla finalissima col Messico di Aida Roman, Alejandra Valencia e Ana Vazquez: una squadra che aveva già disputato, vincendola con l’India, la finale in Guatemala.
Va rimarcato che il nostro terzetto così assortito non aveva ancora vinto una medaglia in ambito internazionale. Oltre tutto, l’ultimo oro in Coppa del Mondo del trio femminile risaliva alla tappa di Berlino del 7 luglio 2019, quando in campo c’erano Elena Tonetta, Tanya Giaccheri e Chiara Rebagliati. In quell’occasione l’Italia salì sul primo gradino del podio dopo 10 anni dall’ultima vittoria nella World Cup. Ma la voglia di primeggiare è valsa in questa occasione un altro oro che ha anche permesso all’Italia femminile di scalare il ranking mondiale dal 4° al 2° posto.
La partita contro il Messico è cominciata in parità, senza che entrambi i terzetti entrassero mai nel 10: l’1-1 è frutto del parziale 51-51. Nella seconda serie Andreoli, Boari e Rebagliati si portano sul 3-1 chiudendo la volée 53-50. Nella terza tornata di frecce le messicane provano a mettere pressione sulle italiane che rispondono a tono: il match pare chiudersi sul 53-53, ma c’è un 9 molto vicino alla riga del 10 dell’Italia che, dopo il controllo del giudice di bersaglio, diventa 10 e vale il 54-53 che chiude la partita sul 5-1, permettendo alle azzurre di cantare l’inno di Mameli sul gradino più alto del podio. •
Le dichiarazioni delle Azzurre
Chiara Rebagliati, classe ’97, era l’unica del terzetto ad essere presente anche nella vittoria ottenuta nel 2019 a Berlino, insieme al coach Natalia Valeeva: “Siamo davvero felici e soddisfatte per come è andata – ha detto l’atleta savonese in forza agli Arcieri Torrevecchia – Dopo l’oro di Berlinoa, che mancava da 10 anni, è una grande emozione tornare sul gradino più alto del podio in Coppa del Mondo. È un ottimo risultato che ci fa ben sperare per i prossimi impegni in chiave olimpica”.
L’atleta delle Fiamme Oro Tatiana Andreoli entra nel dettaglio sulla gestione della gara contro il Messico: “La prima volée è sempre importante per entrambe le squadre, bisogna saper gestire l’emozione e la tensione – ha spiegato l’atleta piemontese, classe ’99 -. Normalmente attraverso le prime frecce si fissa il livello della prestazione e se cominci in vantaggio naturalmente è meglio. In questo caso non abbiamo cominciato benissimo, ma è arrivato l’1-1: dopo ci siamo svegliate e, alla fine, il match è andato come volevamo”.
Lucilla Boari, anche lei atleta in forza alle Fiamme Oro, si gode la vittoria e guarda al futuro: “Siamo felici per la vittoria, ci dà carica per i prossimi impegni – ha detto l’atleta mantovana, classe ’97 –. Gli Europei? Non saremo noi tre a scendere in campo ad Antalya, ci saranno le nostre compagne di squadra alle quali auguriamo di migliorare l’argento che abbiamo ottenuto due anni fa in Polonia. Le aspettative per il futuro? L’Italia deve sempre puntare al massimo e noi vogliamo arrivare alla qualificazione olimpica di entrambe le squadre. L’importante sarà mettercela tutta per riuscire a raggiungere questo obiettivo”.
I migliori avversari
A Losanna risultato storico per il Bangladesh: Ruman Shana e Diya Siddique hanno conquistato il miglior risultato internazionale arcieristico del loro Paese chiudendo con l’argento arco olimpico nel mixed team: la finale è stata vinta dall’Olanda (Gaby Schloesser e Sjef van den Berg).
Sempre guardando ai nostri avversari dell’olimpico, la Germania di Florian Unruh, Maximilian Weckmueller e Johannes Maier, dopo aver superato allo spareggio gli azzurri, ha sconfitto in finale gli spagnoli Miguel Alvarino Garcia, Daniel Castro e Pablo Acha, migliorando il bronzo conquistato in Guatemala. Si tratta per i tedeschi della prima medaglia d’oro a squadre maschile nel ricurvo nei 15 anni di storia della Coppa del Mondo. Per la Spagna è invece di una conferma, visto che nella prima tappa di Coppa aveva comunque vinto l’argento.
Al suo debutto nel circuito internazionale, l’arciera russa Svetlana Gomboeva ha sconfitto l’ex campionessa del mondo e compagna di squadra Ksenia Perova nella finale femminile ricurvo tutta all’insegna della Russia. Per la 22enne un risultato eccellente che vale anche l’accesso diretto alla finalissima di Coppa.
Il medagliere di questa tappa di Coppa del Mondo ha visto in cima alla classifica l’Olanda con 3 ori e 1 argento, secondi gli USA con 2 ori e 1 bronzo, terza la Russia con 1 oro, 2 argenti e 2 bronzi e quarta l’Italia con 1 oro, 1 argento e 2 bronzi.
european grand prix antalya
Musolesi sfiora il bronzo
Se nella prima tappa dell’European Grand Prix a Porec l’Italia si era guadagnata il bronzo nel ricurvo con Alessandro Paoli e quello nel compound con Elisa Roner, è stato Federico Musolesi ad andare vicinissimo a prendersi un terzo posto nella seconda tappa del circuito europeo che si è disputata ad Antalya, in Turchia, lo scorso aprile.
La manifestazione in Turchia è stata contraddistinta da un forte vento che ha messo a dura prova le prestazioni dei 230 partecipanti in rappresentanza di 30 Nazioni.
Per l’arciere bolognese è stata la seconda finale internazionale con la Nazionale senior che si conclude ai piedi del podio ad Antalya. Lo scorso ottobre, sempre in Turchia, Musolesi arrivò quarto anche quando disputò il primo evento internazionale dopo lo stop dovuto alla pandemia, organizzato appositamente per sondare il protocollo arcieristico anti covid. In quella occasione l’arciere bolognese si fermò di fronte al russo Gaslan Bazarzhapov, vincente 7-1.
Questa volta invece si è giocato le sue chance di vittoria portando il match fino allo shoot off dopo una partita equilibrata che poteva anche avere un esito diverso. Il 22enne del Castenaso Archery Team ha pareggiato il primo set con Jeff Henckels (Lux) col parziale di 25-25. Poi, con le singole frecce sempre in balia delle raffiche di vento, l’azzurro si è portato sul 3-1 vincendo la seconda volée 25-23. Nel terzo set Musolesi potrebbe portarsi sul 5-1, ma arriva un 8 alla terza freccia che rimette tutto in discussione: il parziale è 28-27 per il suo avversario e si va sul 3-3. Nella quarta serie Henckels riesce a portarsi sul 5-3, a un passo dalla vittoria, grazie al parziale di 27-26. Ma l’arciere bolognese reagisce di nuovo: questa volta è lui a gestire meglio il vento e si porta a casa lo spareggio vincendo 25-21, che vale il 5-5.
Nella freccia di shoot off il suo avversario va sulla linea di tiro e centra il 9, Musolesi sa che ha bisogno di un 10 per portarsi a casa la medaglia: la possibilità per farlo ce l’avrebbe, ma la tensione più che il vento gli gioca un brutto scherzo e arriva un 5 che regala la vittoria all’avversario.
LE PAROLE DI MUSOLESI – Queste le dichiarazioni di Federico Musolesi al termine della finale di Antalya. “La qualifica non era andata bene, non ero soddisfatto perché avevo buttato via tutta la seconda parte – ha detto l’azzurro ripensando alla prima giornata di gara – Poi però negli scontri diretti non ho avuto alcun problema e sono andato avanti tirando bene. Purtroppo quando sono arrivato a giocarmi la semifinale avevo già affrontato 4 match, quello precedente concluso con uno spareggio, quindi ho affrontato quella sfida con un po’ di stanchezza. A rendere la situazione più difficile ci si è messo anche il vento, che in quel frangente si è alzato ulteriormente, scatenando una vera bufera. È andata come è andata, il mio avversario è stato più bravo e fortunato di me, guadagnandosi la finale per l’oro”.
Poi l’analisi della finale per il bronzo con Henckels, anche questa contraddistinta dal vento che ha imperversato praticamente ogni giorno: “Il campo era ventoso, in alcuni frangenti è andato a favore mio, in altri al mio avversario. Sicuramente ha accompagnato tutta la nostra trasferta, incidendo sulle prestazioni di tutti. Posso dire comunque che mi ritengo soddisfatto della mia prestazione, perché i punteggi sono stati nel complesso buoni considerate le circostanze. La freccia di spareggio? Il vento non c’entra. Mi è scappata via la freccia decisiva, non ci sono scuse. Ho tirato male, fa parte del gioco e fa parte dell’esperienza che sto maturando con la Nazionale maggiore. Peccato, perché anche lo scorso ottobre qui ad Antalya sono arrivato quarto, ma questa volta sentivo di poter raggiungere la medaglia. Nel complesso però ho tirato bene, ho rimontato e sono arrivato a giocarmi un podio”.
L’azzurro guarda avanti, crede nella qualità del gruppo e strizza l’occhio alla qualificazione olimpica: “Ad oggi sappiamo che Mauro Nespoli è l’unico che può ritenere di avere già un posto da titolare. Io mi sto impegnando al massimo e continuerò a farlo perché voglio giocarmi con gli altri le mie chance per far parte della squadra che andrà alla gara di qualificazione olimpica a Parigi. Nel complesso credo che stiamo facendo un grande lavoro per riuscire a ottenere il pass di squadra per Tokyo: abbiamo tutte le qualità per farcela. Daremo il massimo e se non ce la faremo di sicuro usciremo a testa alta”.









