Dopo il ritorno in raduno degli azzurri compound, il Responsabile Tecnico Flavio Valesella parla delle prospettive del gruppo, tra giovani e campioni, in vista della stagione internazionale 2021
Il Palakosmos di Rovereto ha abbracciato anche la Nazionale Compound a fine luglio. Il 24 del mese è stato un momento speciale per gli azzurri che hanno potuto tornare ad allenarsi tutti insieme per la prima volta dopo la fine delle restrizioni dovute alla pandemia di Coronavirus.
La stagione 2020 è saltata ma non per questo i compoundisti italiani hanno perso entusiasmo, come racconta il Responsabile Tecnico di settore Flavio Valesella: “certamente gli arcieri erano poco allenati, ma ho trovato tutti molto motivati e con una gran voglia di gareggiare”. I mesi passati senza arco sono stati duri “anche se – continua il coach – abbiamo cercato di lavorare il più possibile in via telematica e chi poteva si allenava, alcuni anche in ufficio o in cantina”. Ora è anche più facile guardarsi indietro: “sono stati mesi duri che hanno lasciato in tutti noi un pochino di serenità in meno rispetto al recente passato, ma è arrivato il momento di ripartire”.
VERSO IL 2021 – Tornare a gareggiare è quello che vogliono tutti, ovviamente in sicurezza, e per l’anno prossimo si profila una vera e propria scorpacciata di eventi internazionali da preparare a partire dalle competizioni nazionali che, pur mantenendo il protocollo Covid-19, sono nuovamente valide per il ranking e per la qualificazione ai Campionati italiani: “Il calendario 2021, se confermato così come è, sarà molto duro, impegnativo e interessante – spiega Valesella –. Ci saranno tantissime gare, i Mondiali e gli Europei ovviamente, ma non solo quelli che restano comunque gli appuntamenti clou dell’annata. L’obiettivo è quello di far esordire i giovani nelle due tappe di European Grand Prix che apriranno la stagione e ci stiamo organizzando per farlo. Nel femminile ci sono ragazze interessanti come Bazzichetto, Roner e Natali, che hanno talento. Nel maschile abbiamo tanti profili importanti che dovranno esser testati anche nelle gare di più alto livello”.
Il lavoro con i giovani resta una delle priorità di tutto il settore del compound azzurro e la strategia è già pronta: “Il passaggio dalle classi giovanili a quella senior è sempre delicato. In tanti pagano lo scotto ed è per questo che stiamo lavorando per far arrivare i più giovani in maniera graduale alla Nazionale maggiore. I ragazzi e le ragazze che hanno talento salgono tra i ‘grandi’ già intorno ai 19 anni per iniziare a capire cosa vuol dire tirare con i campioni; speriamo che quando avranno 21 anni e passeranno tra i senior saranno più abituati e quindi più pronti a gareggiare anche ad altissimo livello. Questo metodo inizia già a far vedere i suoi frutti perché notiamo che i giovani si responsabilizzano sia dentro che fuori dal campo”.
LA NAZIONALE COMPOUND MASCHILE – Giovani e promettenti sì, ma nei grandi eventi poi conta anche l’esperienza e nel settore maschile questa importante componente non manca: “l’obiettivo primario è quello di arrivare pronti ai Mondiali. Nel maschile penso che possiamo essere tra le migliori quattro nazionali del mondo. Insieme ad atleti già affermati come Sergio Pagni e Federico Pagnoni, ci sono arcieri su cui puntiamo per completare il terzetto”. E Flavio Valesella è un tipo schietto, uno di quelli a cui fa piacere fare i nomi. “Una pedina importante potrà essere Marco Bruno che aveva già il biglietto pronto per Guatemala City nel 2020. Sarebbe stato il suo esordio in Coppa del Mondo; è stato sfortunato perché la pandemia ha bloccato tutto, ma il suo turno arriverà. Per il resto siamo coperti dai 22 anni fino ai 50 anni, ci sono i più giovani come Mior, che ha già esordito, Sut e Boggiato che sono sicuramente forti e poi c’è Bernardini, un atleta non più giovanissimo ma che resta molto competitivo”.
LA NAZIONALE FEMMINILE – Il momento è più delicato per il settore femminile. “La situazione rispetto al maschile è un po’ diversa – ammette Valesella – qui abbiamo tre grandi certezze come Marcella Tonioli, Sara Ret e Irene Franchini, poi c’è uno stacco generazionale. Per questo abbiamo già deciso di iniziare a lavorare con arciere giovanissime come Elisa Bazzichetto, Elisa Roner e Paola Natale. Le tre ragazze hanno talento, e vogliamo che lavorino sia con la Nazionale Giovanile che con i senior per continuare a crescere”. Crescere e vincere, magari, come hanno già fatto le due Elisa che, agli ultimi Mondiali giovanili di Madrid, sono salite sul podio iridato ottenendo il bronzo individuale, un buon assaggio di quello che si spera possa essere la loro carriera anche dopo il passaggio di categoria.
Prima di chiudere Flavio Valesella analizza la situazione del compound italiano nel suo complesso, non solo rispetto alla Nazionale, un movimento in evoluzione che deve continuare a crescere: “Come tecnico lavoro sui ragazzi che già conosco, ma tutti noi, grazie alla Federazione, cerchiamo di essere su molti campi ogni volta che ci è possibile per vedere anche come sta crescendo il settore. In presenza è molto più facile accorgersi delle qualità dei giovani rispetto a quando si guardano solo i punteggi delle gare. Abbiamo grande tradizione e le società ci dovranno dare una mano a continuare a mantenerci ad alto livello, magari capendo anche alcune situazioni. Mi viene in mente Sara Ret, per esempio. Ha iniziato con l’olimpico, poi gli è stato consigliato il compound e con questo ha raggiunto altissimi livelli. Cambiare non è facile, e serve tanto coraggio, ma spesso porta a ottimi risultati”. •




