Un connubio interessante con scambio di esperienze tra gli azzurri della Scuola Federale e i musicisti dell’Associazione Ensemble Xenia. L’incontro tra due mondi che hanno molti punti in comune
Viviamo in un momento storico in cui lo scambio intergenerazionale e la nascita di attività legate all’arte e allo sport possono implementare un “network relazionale” che dia ai giovani contenuti di valori e idee che possano essere ispiratori di nuovi progetti.
Quello che è nato a Cantalupa, lo scorso 28 luglio, potremmo definirlo un “laboratorio creativo”, che va ad implementare quel “network relazionale” in grado di convogliare la musica e lo sport, potenziando la vita associativa dei giovani coinvolti, con scambi di esperienze in una formula di condivisione anche sociale. Nato da un incontro, un’occasione fortuita, tra gli arcieri della Scuola Federale FITARCO e i partecipanti del XXIII Xenia Chamber Music Course – Corso Internazionale di Musica da Camera per giovani strumentisti ad arco. Tra i due gruppi, di giovani atleti e giovani musicisti, la parola arco ha fatto da trait d’union, spingendo lo staff dell’Associazione Ensemble Xenia a prendere contatti con Fabio Olivieri, Responsabile tecnico della Scuola Federale di Cantalupa, proponendo un momento di confronto incentrato, in particolare, sulle tecniche di preparazione a livello emotivo e mentale tra i due gruppi.
Ne abbiamo parlato con Eilis Cranitch, violinista e Presidente dell’Associazione Ensemble Xenia, Giorgia Delorenzi, pianista e Vicepresidente dell’Associazione Ensemble Xenia.
Da sempre l’idea della musica nello sport ha solo un contorno da colonna sonora di grandi eventi. Quello del 28 luglio, tra la Nazionale giovanile FITARCO e i ragazzi dell’Associazione Ensemble Xenia è stato un incontro culturale, tra musica e sport, nato per caso. Chi ha dato il La, per dirla in gergo musicale?
“Lo Staff Xenia si trovava a Cantalupa per prendere gli ultimi accordi di preparazione dello Xenia Chamber Music Course quando abbiamo saputo che avremmo alloggiato nella stessa struttura che ospita la Nazionale giovanile di tiro con l’arco. Abbiamo pensato che sarebbe stato interessante e stimolante per gli studenti strumentisti ad arco (violinisti, violisti e violoncellisti) incontrare giovani atleti della loro stessa fascia di età impegnati nell’allenamento intenso in una disciplina specifica ad alto livello competitivo. E così l’Associazione Ensemble Xenia ha chiesto di incontrare gli arcieri e il loro allenatore”.
La musica è ritmo con tempi che vanno rispettati. Ma anche lo sport, nel nostro caso il tiro con l’arco, ha i suoi passaggi fisici con tempi da rispettare, ma tutto in pentagrammi e spazi diversi. C’è una similitudine tra le due diverse arti, oltre al nome di un mezzo per loro indispensabile.
“Sì, assolutamente! Durante il nostro incontro sono emersi moltissimi punti di somiglianza tra tiro con l’arco, studio di uno strumento ad arco e musica da camera in tutte le fasi di allenamento, preparazione ed esibizione o gara”.
In che modo si è confrontata con il coach Fabio Olivieri?
“Gli abbiamo chiesto di presentare caratteristiche e obiettivi del tiro con l’arco e di raccontare ai nostri studenti come si svolge la preparazione fisica e mentale dei giovani atleti della sua squadra. L’intervento del coach è stato molto approfondito e dettagliato, sviluppato con l’utilizzo di linguaggio tecnico ma sempre adatto anche ai non addetti ai lavori. È riuscito, e con lui anche i componenti della squadra, a far capire ai musicisti il fascino del tiro con l’arco e la dedizione e costanza necessarie ad affrontare questa disciplina”.
Come hanno reagito i giovani musicisti ad un incontro così diverso dai loro studi?
“Quando abbiamo comunicato ai nostri studenti che ci sarebbe stato un incontro con gli arcieri della squadra giovanile, alcuni di loro hanno espresso stupore e perplessità. Poi, quando Fabio ha iniziato a introdurci al mondo del tiro con l’arco sono rimasti rapiti ad ascoltare e capire quanto abbiano in comune le nostre discipline, a tal punto che si è sviluppato un dialogo tra atleti e musicisti proseguito anche oltre l’incontro”.
La tipologia di approccio al confronto, al tema che avete condiviso, dei giovani arcieri e dei giovani musicisti, le è sembrata essere la stessa?
“Abbiamo avuto la fortuna di conoscere giovani atleti con un obiettivo decisamente chiaro e preciso. Nel nostro caso corrisponderebbero ad un giovane musicista che vuole vincere il primo premio in un concorso internazionale prestigioso. In questo tipo di ambizione si identifica solitamente chi vuole fare il concertista solista. Nel nostro caso non tutti i musicisti che frequentano lo Xenia Chamber Music Course ambiscono a questo obiettivo in una competizione organizzata, finalità precisa degli arcieri, ma lavorano comunque al massimo per la preparazione dell’esibizione in concerto che non è un’occasione di competizione con avversari, ma un momento di espressione e condivisione della musica col pubblico. Nonostante la differenza di obiettivi e risultati, la preparazione fisica e mentale di arcieri e musicisti ha tantissimi punti in comune”.
In cosa sono simili i musicisti di uno strumento ad arco e gli arcieri?
“Entrambi lavorano con costanza e approfondimento sulla conoscenza di se stessi, dell’arte e del proprio strumento per raggiungere un obiettivo molto preciso: il bersaglio a 70 metri degli arcieri, l’orecchio e il cuore del pubblico, fino ad arrivare a chi è seduto nell’ultima fila di una sala da concerto per i musicisti”.
Quali sono stati i temi che arcieri e musicisti hanno affrontato?
“I temi affrontati sono stati molteplici e quasi tutti condivisi. Hanno toccato allenamento e salute fisica, rapporto con lo strumento, gestione ed organizzazione del tempo per la scuola e per l’allenamento con costanza, dedizione e sacrificio; modalità di preparazione alle gare, ai concerti, ai concorsi e strategie di gestione della performance durante il suo svolgimento”.
Concentrazione, psicologia e fisico. Insomma, avete affrontato argomenti come forza fisica e forza psicologica?
“Sì, sono stati rilevati molti punti in comune riguardo ad applicazione costante, sviluppo della tecnica specifica dello strumento e preparazione psicologica. È emerso che spesso i musicisti non si prendono cura della conoscenza del proprio corpo e del rapporto del corpo con lo strumento. La materia con la quale lavorano i musicisti è fatta di idee, strutture ed emozioni e spesso ci si dimentica che per realizzare e comunicare queste cose al pubblico non si utilizzano solo la mente, il cuore e lo strumento, ma anche il corpo, tanto che molti musicisti soffrono di patologie fisiche regolari, come tendiniti e infiammazioni, che li costringono a lunghi periodi di inattività e talvolta a dover smettere di suonare. Gli arcieri hanno invece, da questo punto di vista, un approccio molto più attento ed olistico rispetto alla propria disciplina: investono nella conoscenza e nell’allenamento del proprio corpo non solo per la pratica sana ed efficace della disciplina, ma anche per la prevenzione delle lesioni da sforzo ripetuto per garantirsi una carriera sportiva duratura. Da questa attenzione all’allenamento costante del corpo noi musicisti possiamo imparare molto”
L’evento ha avuto un momento importante nel concerto del 30 luglio. Come una finale sportiva. Potrebbe nascere un progetto comune per la visione di tutte le arti?
“Ce lo auguriamo! Purtroppo per mancanza di tempo non abbiamo avuto la possibilità di conoscere gli arcieri e i loro strumenti in azione. Tuttavia i punti in comune nell’allenamento in ogni aspetto sono tanti che sarebbe interessante poter pensare allo sviluppo di progetti condivisi”. •
L’incontro visto dalla parte degli arcieri
“È stato un incontro sportivo culturale tra due mondi che hanno saputo approcciarsi integrandosi attraverso le conoscenze dell’uno e dell’altro, un momento di crescita che ci ha visti insieme protagonisti. Musica e sport sono due scuole di vita”. Così ha riassunto quanto accaduto a Cantalupa il Responsabile Tecnico e coach della scuola federale, Fabio Olivieri. “Nel mio intervento – ha proseguito – ho evidenziato l’importanza della cultura sportiva nella conoscenza dell’intelligenza emotiva, come quello di creare un gruppo sano e omogeneo, una vera squadra che fonde passione, divertimento e sacrificio. Sulla forza di un gruppo di lavoro mi è stata fatta una domanda ben precisa sulle prestazioni di squadra. Ho cercato di far capire ai giovani musicisti che vengono fatte delle scelte tecniche e non sempre mi affido ai punteggi più alti, ma come avvenuto in passato, compongo la squadra inserendo gli atleti che sanno interagire tra loro: ognuno deve sentirsi coperto dal proprio compagno per ottimizzare la prestazione di gruppo. Insomma un po’ come suonare in un’orchestra unita e amalgamata. Molti i temi che ci hanno coinvolto dai quali, tra l’altro, non si può prescindere. La comunicazione, per esempio, uguale per un maestro di violino come per un tecnico di tiro con l’arco. Riuscire a inserirsi in quel canale dove l’allievo percepisce, recepisce e analizza non sempre è facile, per questo è fondamentale il rapporto che si instaura, adattandosi alla differenza generazionale e ai numerosi cambiamenti che accompagnano i nostri giovani, siano sportivi o musicisti”.
Tra gli argomenti trattati, la gestione dell’emotività e altri fattori, anche fisici, che per i musicisti sarebbe importamnte approfondire: “Dall’emotività alla capacità di fare gruppo, per passare ai problemi fisici, il passo è stato breve – continua Olivieri –. Forse quello che per un musicista può apparire un non problema, si è invece rivelato importante anche per la qualità di vita, per questo abbiamo affrontato argomenti come la gnatologia, la tensione del bulbo oculare per uno scorretto posizionamento della testa, le posture non idonee e le tensioni che queste creano nei fasci muscolari, sia a noi arcieri che agli strumentisti. Per le posture non corrette vengono a concorrere vari fattori neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali. Ho proposto al responsabile dello staff Xenia di contattare le Università di Scienze Motorie e Fisioterapia per metterli a conoscenza delle loro problematiche. Quello con l’Ensemble Xenia – conclude il tecnico degli azzurrini – è stato un momento di progettualità e di grande crescita per tutti gli arcieri presenti”.
L’associazione Ensemlbe Xenia
L’Associazione Ensemble Xenia, costituita a Torino nel 1995, ha come scopo istituzionale la diffusione della musica da camera di repertorio e contemporanea attraverso concerti, conferenze, corsi e altre manifestazioni. La sua attività si è sviluppata a partire dal 1998 in Italia e all’estero lungo due assi: concertistico e didattico.
L’Associazione ha fondato un proprio ensemble “Ensemble Xenia” dedicato alla musica contemporanea e moderna che nel 2017 ha preso il nome di NEXT-New Ensemble Xenia Turin. Dopo il suo debutto al festival internazionale “Settembre Musica” di Torino –MiTo l’ensemble si è esibito in diversi prestigiosi festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero. Ha anche tenuto seminari sulla musica contemporanea italiana presso vari Conservatori ed Università tra i quali Mosca, Cork e Londra. Il cd dell’Ensemble “Eastern Approaches” è dedicato alle musiche di Kancheli, Ali-Zadeh e Yanov-Yanovsky. Attraverso la sua attività, l’Ensemble esporta la musica italiana e porta in Italia musicisti e compositori stranieri.
IL CORSO – Dal 1998 lo Xenia Chamber Music Course – Corso Internazionale di Musica da Camera per Giovani Strumentisti ad Arco è un’occasione unica di formazione che permette a studenti tra i 10 e i 24 anni provenienti da tutto il mondo di partecipare ad un’esperienza di musica da camera in cui apprendere e perfezionare le tecniche e imparare a suonare in gruppo.




