Dopo le estenuanti settimane di lockdown per la pandemia di Covid-19, contraddistinte da numerosissime iniziative “a distanza”, dal 25 maggio è finalmente ripartita l’attività delle Società. La FITARCO ha emanato il protocollo cui attenersi per tornare a fare centro in sicurezza
Che voglia di tornare sulla linea di tiro! Inutile dire che è stato un periodo difficilissimo per tutti e nessuno di noi riuscirà a dimenticare questi lunghi mesi di chiusura forzata dovuti alla pandemia di Covid-19. Per fortuna però, nonostante le tragiche notizie che ci hanno circondato, si comincia a veder un po’ di luce in fondo al tunnel.
Sia chiaro, gli esperti dicono che sarà necessario imparare a convivere con il virus attraverso i comportamenti individuali e a rispettare la “distanza sociale” finché non si troveranno cure efficaci e un vaccino ma, dopo aver contato per giorni e giorni le piastrelle del bagno, aver sfornato pane e pizza in quantità industriali, esserci cimentati in ogni tipo di bricolage, aver assistito i figli nelle videolezioni scolastiche e aver perso ore e ore sui social a pontificare sul nulla, abbiamo di nuovo la possibilità di uscire di casa e tornare sui campi per fare sport.
Certo, la cosiddetta “fase 2” comporta comunque una lunga serie di restrizioni ma, per mettere a tacere le tante polemiche che si sono scatenate sulla data che permetteva il ritorno alla pratica sportiva, non possiamo non mettere sul piatto della bilancia la sensazione fantastica di aver riacquisito una libertà che sembrava svanita e soprattutto la possibilità di riprendere la mira all’aria aperta per centrare un bersaglio a 50 o 70 metri invece che a 2-5 metri, come hanno potuto fare quei fortunati che durante il lockdown si sono ingegnati tra un salone, un corridoio o un balcone solo per mantenere la confidenza col proprio arco.
LE INIZIATIVE SU TUTTO IL TERRITORIO – La dirigenza FITARCO, tanto quella nazionale quanto i rappresentanti sul territorio, hanno provato in ogni modo a dare un segno di vicinanza ai tesserati. Per il Consiglio Federale c’è stata l’enorme difficoltà di dover trasferire agli arcieri italiani le decisioni prese dalle autorità preposte in merito alla chiusura degli impianti e a come prepararsi per poter tornare a praticare sport. I Comitati Regionali hanno ottenuto la massima disponibilità da parte dei dirigenti, dello staff tecnico e degli atleti della Nazionale per portare nelle case di tutti i tesserati, attraverso chat sui social o videoconferenze, i più svariati seminari di approfondimento per rendere meno pesante e stressante, oltre che proficua, la clausura, potendo approfondire le conoscenze arcieristiche di tutti in questo lungo periodo di cattività forzata.
IL RINGRAZIAMENTO – Se quindi il primo ringraziamento da parte degli italiani va rivolto a tutti coloro hanno lavorato in questi mesi per permettere agli altri cittadini di rimanere al sicuro in casa – in primis naturalmente a chi ha lavorato in prima linea negli ambienti sanitari – il nostro ringraziamento lo estendiamo a tutti quelli che si sono messi a disposizione per portare nuove conoscenze attraverso le videoconferenze. Ringraziamento che va esteso a tutti i tesserati FITARCO che hanno partecipato attivamente e che sono riusciti a mantenere alto il loro livello di pazienza, conservando la voglia di tornare sulla linea di tiro.
Adesso però dobbiamo superare un nuovo esame: quello di saperci comportare in maniera idonea sui campi delle Società, tenendo al sicuro noi stessi e gli altri. Mai come in questo momento è giusto ricordare che dovremo essere bravi a rimanere #distantimauniti.
LA STAGIONE AGONISTICA – Per quanto riguarda le decisioni prese dalla Federazione, inutile fare una vera e propria cronistoria delle comunicazioni avvenute dopo le molteplici riunioni informali del Consiglio Federale in questi mesi. Numerose, infatti, le decisioni prese, in primis riguardo la stagione agonistica, seguendo naturalmente le indicazioni delle autorità governative da una parte, del CIO e di World Archery dall’altra. Da qui, il provvedimento che rimanda tutti gli Eventi Federali del 2020 al prossimo anno. Ad oggi sono anche annullate tutte le altre competizioni in calendario, almeno fino al 31 agosto. L’estate ci dirà se nell’ultima parte dell’anno potremo tornare davvero a gareggiare oppure se la pandemia ci costringerà a dire definitivamente arrivederci alla stagione all’aperto. Decisioni che ricalcano naturalmente quanto deliberato da World Archery, che ha rimandato praticamente tutte le competizioni internazionali al 2021, i Mondiali Campagna di Yankton negli USA al 2022, lasciando aperta l’ipotesi di far disputare le tappe delle Indoor World Series e, tra queste, anche il Roma Archery Trophy.
LA RIAPERTURA – In merito alla cosiddetta “Fase 2”, i momenti salienti sono stati fondamentalmente due: il DPCM del 26 aprile, che autorizzava le sessioni di allenamento degli atleti di discipline sportive individuali di alto livello (professionisti e non professionisti), in seguito al quale la Federazione ha diramato l’elenco degli arcieri di interesse nazionale che potevano tornare ad allenarsi “a porte chiuse”; successivamente è stata comunicata la data di riapertura delle Società che, per quanto riguarda il tiro con l’arco, è stata fissata al 25 maggio.
Per ognuna di queste determinazioni non sono mancate le polemiche, soprattutto perché la Federazione si è sempre affidata alle comunicazioni ufficiali del Governo e non a quelle dei singoli enti locali, che in alcuni casi avrebbero permesso di riaprire prima del 25 maggio. Questo ha purtroppo causato malumori e spaesamento nei tesserati – comprensibilmente impazienti di tornare il prima possibile ad allenarsi sui campi –, ma è altrettanto naturale che la FITARCO non potesse aderire alle numerose e diversificate delibere avanzate da 21 Regioni o da centinaia di Comuni, dando assoluta precedenza ai decreti emanati dal Governo, permettendo così a tutte le Società di avere il tempo di prepararsi per mettere in sicurezza i campi per la riapertura, indirizzando a tutti i propri iscritti una comunicazione univoca.
PROTOCOLLO E LOCANDINE – Per questo motivo sono state prodotte ed inviate a tutte le Società le linee guida della FITARCO con il protocollo “igienico-sanitario-logistico”, già aggiornato in seguito al DPCM del 17 maggio, dove sono elencate le procedure per garantire la sicurezza degli atleti all’interno dei campi di allenamento. In aggiunta a questo, la Federazione ha inoltrato ai Presidenti delle Compagnie, grazie al supporto dei Comitati Regionali, due locandine illustrative da affiggere in tutti i campi: quella della Federazione e quella del Ministero dello Sport.
Attraverso il buon senso e il comportamento responsabile dei tesserati possiamo tornare a fare centro. Ma è importante in questo delicato frangente prestare la massima attenzione e rispettare le regole che, seppur scomode, servono a tenere a distanza lo spauracchio di un secondo lockdown.
In base all’evoluzione del numero dei contagi e alle conseguenti direttive emanate dagli organi preposti, la Federazione potrà modificare ulteriormente le regole per l’attività sui campi. La speranza di tutti è che si possano “allentare” le limitazioni e che, quanto prima, si possano praticare gli allenamenti con maggior spensieratezza.
Ben sapendo che la voglia di tutti i praticanti è di tornare il prima possibile anche a disputare le competizioni, la dirigenza federale sta analizzando varie soluzioni che permettano di gestire in massima sicurezza un “prototipo” di gara vera e propria per andare incontro alla passione degli arcieri italiani. Dobbiamo, quindi, trovare la forza per avere ancora un po’ di pazienza prima di tornare a giocarci un podio, ma nel frattempo godiamoci il senso di libertà che abbiamo riacquisito tornando ad allenarci sulla linea di tiro.



