Il Responsabile Tecnico di settore Stefano Carrer fa una disamina sulla stagione conclusa e illustra i progetti per il futuro e la crescita degli azzurrini: “È stata una stagione positiva, ma non ci fermiamo”
Il 2019 del tiro con l’arco volge al termine ed è arrivato il tempo dei bilanci. La stagione della Nazionale Giovanile è stata come sempre intensa con i ragazzi della FITARCO che hanno girato l’Europa e il mondo a caccia di successi. I tanti giovani approdati nella Nazionale maggiore danno la stima del grande lavoro fatto dai tecnici degli azzurrini, ma l’imperativo è non fermarsi mai, considerando che gli eventi internazionali non fanno altro che sottolineare la costante crescita del movimento globale.
IL 2019 DELL’ITALIA – Così la lunga strada che si prefigge la maturazione e i progressi dei talenti italiani continua: “il percorso svolto è soddisfacente – racconta il Responsabile Tecnico della Nazionale Giovanile, Stefano Carrer – come spesso accade. Il 2019 è stato un buon anno per noi, già nell’indoor a inizio anno abbiamo ottenuto buoni risultati, poi sono arrivate le gare all’aperto e direi che ci siamo confermati tra le migliori Nazioni soprattutto in Europa”.
Tra la primavera e l’estate il banco di prova è stata la Youth Cup “in cui abbiamo ottenuto due terzi posti – spiega Carrer – e la stessa posizione nella classifica generale dimostrandoci sempre competitivi tanto con le squadre quanto nell’individuale e nel mixed team”.
Il momento clou è stata però l’avventura iridata a Madrid che il CT commenta così: “un’esperienza sicuramente positiva in cui abbiamo portato a casa due medaglie con i compound di Elisa Bazzichetto ed Elisa Roner a cui vanno fatti i complimenti per tutta la stagione, non solo per i bronzi mondiali. Nell’olimpico ci siamo resi conto per l’ennesima volta che il livello è stratosferico, non abbiamo vinto medaglie ma siamo stati competitivi al cospetto di atleti che molto spesso sono titolari con le rispettive Nazionali senior”.
Discorso a parte va fatto per Tatiana Andreoli, che sta concludendo il suo ultimo anno da junior: “da lei ci aspettavamo un risultato importante a Madrid – spiega Carrer –. Il fatto che non sia arrivato dipende soprattutto dalla lunga, difficile e vincente stagione vissuta con la Nazionale maggiore. Voglio ringraziarla perché per cinque-sei anni ha ottenuto degli ottimi risultati con la Giovanile a tutti i livelli. Buona è stata anche l’annata dell’arco olimpico maschile con Alessandro Paoli e Matteo Balsamo sugli scudi. Abbiamo molti atleti interessanti, di prospettiva, e la prossima sarà una stagione importante, anche perché tutti gli Allievi passano Junior e si contenderanno il posto in squadra”.
IL FUTURO – Fatto il bilancio del recente passato è arrivato il momento di guardare al futuro: “La prima novità sarà il far allenare Allievi e Junior separati in alcune occasioni. Alcuni raduni saranno dedicati alle singole Numeri, anche se ovviamente in altri momenti lavoreranno tutti insieme. Il calendario 2020 della Nazionale Giovanile avrà poche gare con l’evento più importante che saranno gli Europei di Lilleshall, in Gran Bretagna, dal 17 al 22 agosto. Come detto nell’olimpico avremo tanti Junior pronti, ma la nostra attenzione sarà anche rivolta sugli Allievi che, nel 2021, si giocheranno la qualificazione per le Olimpiadi Giovanili del 2022 in Senegal. Per i più grandi, gli attuali atleti Juniores, c’è allo studio la possibilità di farli esordire durante i Grand Prix con la maglia azzurra dei ‘grandi’, ma tutto dipenderà da loro e dai programmi generali della preparazione”.
LA RICERCA DEL TALENTO – Il futuro dell’arco italiano dipende non solo da chi in Nazionale già c’è, ma da chi deve ancora spiccare il volo ed esordire con la maglia azzurra. Per questo, al fianco di fruttuosi progetti avviati da anni come la Scuola Federale e il Progetto Talenti, una sempre più rilevante importanza assumono i raduni di osservazione in cui i tecnici degli azzurrini incontrano i giovani atleti più meritevoli e i loro allenatori personali per proporre un percorso di crescita condiviso. Per Carrer non c’è dubbio sulla bontà del progetto: “in questa stagione i numeri sono stati altissimi, abbiamo coinvolto sei territori per riuscire a coprire quasi tutto il Paese e visionato 250 atleti. Molti di loro sono stati coinvolti nelle tre settimane di raduno svolte a Rovereto e i risultati sono stati talmente buoni che alcuni sono già stati convocati nella Nazionale Giovanile. La grande novità l’anno prossimo sarà quella di operare sul territorio in maniera più continuativa andando a lavorare durante tutta la stagione nei centri più idonei e non solo una volta all’anno”. A dare manforte per ottenere la maturazione dei nuovi talenti e gestire i rapporti con i tecnici federali si aggiungerà la grande esperienza di Ilario Di Buò, al quale è stato affidato proprio lo sviluppo di questi incontri sul territorio.
Il futuro è già qui e l’Italia non vuole rimanere indietro: è vero gli altri corrono, ma gli azzurri non si sono mai fermati e di certo non lo faranno nei prossimi anni. •
Scuola Federale di Cantalupa
Da anni la FITARCO ha investito in un progetto ambizioso e importante: la Scuola Federale di Cantalupa. All’interno del Centro Federale, in provincia di Torino, i migliori giovani arcieri azzurri lavorano per diventare campioni, senza dimenticare lo studio.
Una sorta di college del tiro con l’arco del quale fanno parte ad oggi Niccolò Lovo (Arcieri Del Cedro), Federico Fabrizzi (Arcieri Montalcino), Simone Guerra (Arcieri Vicenza), Federico Musolesi (Castenaso Archery Team), Aiko Rolando (Arcieri Iuvenilia) e Karen Hervat (Trieste Archery Team). Da questo settembre nel gruppo sono stati accolti anche Matteo Balsamo (Arcieri di Artemide) e Giulia Rossi (Arcieri Thyrus). Per tutti loro c’è una grande novità: “Già da qualche mese a seguire la scuola sarà un tecnico molto preparato come Fabio Olivieri”, spiega Stefano Carrer che poi traccia un bilancio fino ad oggi: “Il lavoro svolto a Cantalupa è stato ottimo e anche i risultati sono arrivati, basti pensare che due delle tre campionesse del mondo giovanile del 2017 arrivano proprio da questo progetto. Dopo la generazione dei vari Boari e Pasqualucci, che hanno esordito ai Giochi di Rio quando erano ancora junior, adesso tocca a quelli che da qualche anno sono al centro del progetto prendere il testimone per tentare il grande salto”.
E il futuro si annuncia roseo: “Alcuni hanno già vestito la maglia della Nazionale maggiore e sono già stati inseriti nel gruppo che si allena con i senior e altri, dopo le Olimpiadi di Tokyo 2020, potranno esordire con la Nazionale maggiore. Il livello è sempre più alto, tutte le Nazioni crescono e io penso che la Scuola Federale sia il modo giusto per mantenere l’Italia competitiva ai massimi livelli”.
Progetto Talenti 2020
Da anni la FITARCO fa parte del Progetto Talenti creato dal CONI Trento con diverse Federazioni coinvolte. L’obiettivo fin dal primo giorno è stato quello di sviluppare il talento dei ragazzi a tutto tondo, non restando ancorati al solo gesto tecnico. “Il progetto per noi è sempre molto importante – spiega Stefano Carrer – ma se possibile l’anno prossimo sarà ancora più importante. Tra i 18 che sceglieremo, divisi tra olimpico e compound, ci saranno alcuni che saranno in pianta stabile con la Nazionale Giovanile per poi giocarsi le qualificazioni alle Olimpiadi Giovanili”.
A Rovereto i ragazzi tirano con l’arco e non solo “e il fatto che questi atleti durante i raduni siano seguiti da psicologi, nutrizionisti e preparatori fisici è molto importante. Stando a contatto con questi professionisti crescono non solo nel tiro con l‘arco ma in tutto l’ambito sportivo e umano”. Questa la testimonianza del Responsabile degli azzurrini che continua: “ogni anno andiamo due volte al CeRiSM per svolgere test tecnici e psicologici che fino ad oggi ci sono serviti a raccogliere dati. Adesso si entra nella seconda fase del programma, quella di analisi dei dati per capire se alcuni di loro ci possono far capire se ci sono dei fattori che influiscono sul talento nella nostra disciplina ed eventualmente come intervenire per sviluppare al meglio le loro potenzialità”.




