Fin dall’alba dei tempi l’iconografia ha utilizzato come simbolo l’arco caricandolo di significati profondi e spesso celati
Quello dell’arco è forse uno dei simboli maggiormente presi in prestito dall’iconografia di tutti i tempi. La sua origine risale a epoche antichissime e a popoli sparsi in tutto il mondo che non solo ne fecero lo strumento principale per la caccia e la guerra, ma lo caricarono di significati così profondi da giungere fino a noi. In tempi più recenti. Lo troviamo per esempio all’interno del celebre simbolo della pace, creato nel 1958 da Gerald Holtom.
Inizialmente il logo nacque per la lotta al disarmo nucleare: l’icona era costituita infatti da due lettere, N e D, iniziali di Nuclear Disarmament, inserite in un cerchio a rappresentazione del mondo. Fu la marcia di Aldermaston, fatta partire da Trafalgar Square e terminata appunto ad Aldermaston (80 km da Londra), a battezzare per la prima volta pubblicamente il simbolo della pace. Mai coperta dal copyright, presto l’icona venne importata negli Stati Uniti dall’attivista Bayard Rustin, consigliere di Martin Luther King, per essere utilizzata come simbolo di pace nelle manifestazioni per i diritti civili o contro la guerra in Vietnam.
Il simbolo, se osservato con più attenzione, mostra un collegamento con la cultura nordica. All’interno del cerchio compare infatti la runa di Yr, in italiano “tasso”, l’ultima runa magica (16 in tutto). Il suo significato nella lingua nordica è “arco di legno di tasso”, il materiale con cui fin dall’antichità venivano costruiti gli archi. Se la si guarda bene, YR rappresenta una freccia incoccata e pronta per essere scagliata. Non a caso, l’abilità dei Paesi nordici nel tiro con l’arco è celebre e il culto di Ulrr, dio dell’arco e della caccia, è il più antico nella tradizione di questi popoli.
Ma la simbologia dell’arco non si ferma qui. In astronomia, il segno del Sagittario è rappresentato dalla figura mitica del centauro pronto a scagliare una freccia verso il cielo. Ad eccezione di Chirone, il più saggio tra loro, i centauri erano creature metà uomini e metà cavalli, bestiali e feroci, essenzialmente selvaggi. Nel simbolo del Sagittario, il lato animale della creatura rimane collegato alla terra mentre la freccia puntata verso il cielo rappresenterebbe il lato umano che si eleva verso l’alto per poter raggiungere una sorta di equilibrio dell’anima.
Ancora più interessante è ritrovare questo simbolo nei Tarocchi. Nell’arcano n°6, soprannominato “Gli Innamorati”, troviamo rappresentati due amanti sopra le cui teste vola un arciere, probabilmente Cupido, pronto a scagliare una freccia che faccia scoppiare l’amore tra i due.
Il simbolo della pace, il segno del Sagittario, un tarocco: segni e oggetti che quotidianamente, o quasi, capitano sotto i nostri occhi ma che raramente osserviamo con attenzione. I popoli antichi avevano l’abitudine di attribuire significati profondi a quelli che erano oggetti o immagini semplici: era un modo per avere risposte a domande che solo la scienza, secoli dopo, avrebbe dato.
Nell’era della massima digitalizzazione, “l’essenziale è invisibile agli occhi”, citando un famoso passo del “Piccolo principe”, e l’uomo moderno non si chiede più. Dovremmo imparare dagli antichi, forse troveremmo altri archi nascosti nel quotidiano.
COSA SONO LE RUNE?
Le rune (inizialmente 24 poi ridotte a 16) sono l’insieme di caratteri e segni grafici dell’alfabeto germanico antico. In Europa settentrionale, durante il Medioevo, questi segni venivano utilizzati a scopi religiosi o durante riti magici. La parola gotica runa vuol dire infatti “segreto da sussurrare” e da qui nasce l’attribuzione magica a questi particolari segni. Le rune venivano incise sulla pietra o sul legno e, cariche di significati esoterici o spirituali, coloro che sapevano leggerle erano molto rispettati e il loro responso non veniva mai messo in discussione. Ogni runa ha un significato proprio e, secondo gli antichi popoli del Nord, non indicano un destino inevitabile bensì una proiezione degli effetti delle azioni che svolgiamo. È come se, proteggendoci da ciò che potrebbe farci del male, ci indirizzassero verso la forma più giusta da dare al nostro destino. •




