finale world cup – moscaBRILLA LA STELLA DI NESPOLI Guido Lo Giudice...

finale world cup – mosca
BRILLA LA STELLA DI NESPOLI
di Guido Lo Giudice – Foto World Archery

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L’aviere azzurro chiude una grande stagione con l’argento nella finalissima di Mosca, salendo al 4° posto del ranking mondiale. Brady Ellison nel ricurvo e Sara Lopez nel compound firmano la storica quinta vittoria del trofeo. Si ferma ai quarti Sergio Pagni nel compound
Il 2019 da incorniciare di Mauro Nespoli si conclude con l’argento nella finalissima di Coppa del Mondo. Per l’azzurro la campagna di Mosca vale l’ennesimo alloro internazionale in una stagione superlativa e il risultato conseguito il 7 settembre in Russia serve anche ad ottenere con un sol colpo il passaggio dal 6° al 4° posto del ranking World Archery. Insomma, se mai ce ne fosse stato bisogno, Nespoli ha ribadito che i migliori del mondo dovranno vedersela con lui in tutte le principali competizioni internazionali.
Quello conquistato sul campo davanti al Luzhniki Stadium è il primo podio individuale per l’atleta dell’Aeronautica Militare nelle 4 finali disputate finora: Parigi 2013, Roma 2017 (dove ha gareggiato solo nel mixed team), Samsun 2018 e ora Mosca 2019.
Purtroppo è mancata la medaglia azzurra nel compound, visto che il “Re di Coppa” Sergio Pagni si è fermato ai quarti di finale senza riuscire ad ottenere l’ennesimo podio in questa competizione che lo ha visto partecipare all’atto conclusivo del circuito per ben 7 volte, ottenendo l’oro nel 2009 a Copenaghen e nel 2010 a Edimburgo, per poi festeggiare quest’anno, nella quarta tappa di Berlino, l’invidiabile record delle 50 presenze nelle tappe di Coppa, insieme a Peter Elzinga e Martin Damsbo.

I FINALISTI DI MOSCA
Gli sfidanti di Nespoli nel ricurvo – Mauro Nespoli si è guadagnato la qualificazione alla finale di Mosca dopo aver chiuso col 4° posto individuale la tappa di Antalya, dove aveva anche ottenuto l’argento a squadre e, successivamente, conquistando il bronzo individuale e a squadre miste nella quarta tappa a Berlino. Il podio in Germania ha portato i punti necessari per entrare nel novero degli 8 finalisti, ma sarebbe meglio dire 7+1, visto che World Archery lascia uno slot libero a un atleta della Nazione ospitante.
Inutile dire che gli altri partecipanti erano tutti avversari di altissimo valore, a partire dal favorito alla vigilia, il campione del mondo in carica Brady Ellison (Usa), vittorioso nelle tappe di Coppa a Medellin e Antalya, autore di una stagione magistrale; oltre a lui il giovane Mete Gazoz (Tur), vincitore della tappa di Berlino, attualmente 5° nel ranking; gli olandesi Sjef van den Berg e Steve Wejler, che occupavano rispettivamente il 7° e il 3° posto nel ranking prima di gareggiare a Mosca; l’olimpionico sud coreano Kim Woojin (2° nella graduatoria World Archery) e il connazionale Bae Jaehyeon (22°) che ha preso il posto di altri due sudcoreani che avevano rinunciato alla partecipazione: Lee Soo Seok e Lee Seungyun a chiudere l’atleta di casa russo, Artem Maknhenko, 23enne e numero 23 al mondo, qualificato d’ufficio.
Gli sfidanti di Pagni nel compound – Nel compound l’Italia scendeva in campo con Sergio Pagni, n.7 del ranking che, dopo aver vinto questo inverno il Vegas Shoot, ha ottenuto la qualificazione per Mosca dopo essersi piazzato 6°, 7° e 8° nelle tappe di Medellin, Antalya e Berlino, tappe in cui ha anche ottenuto l’oro a squadre in Colombia e il 4° posto misto in Turchia. Per l’atleta toscano in forza agli Arcieri Città di Pescia era un ritorno alla finale dopo due anni: l’ultima disputata a Odense nel 2016, dove chiuse al 6° posto.
Insieme a lui solo grandi campioni: il n.2 del ranking e recordman mondiale Mike Schloesser, oro nella tappa di Medellin, bronzo ad Antalya e argento a Berlino; il n.1 del ranking Braden Gellenthien (Usa), vittorioso a Shanghai e già vincitore di due finali di Coppa a Tokyo nel 2012 e a Roma nel 2017; il turco Evren Cagiran, 4° nel ranking mondiale vincente nella tappa di Berlino; lo slovacco Jozef Bosansky, n.23 del ranking qualificato grazie ai piazzamenti ottenuti ad Antalya (5°) e a Berlino (7°); l’astro nascente del compound statunitense James Lutz, 5° nel ranking, vincitore ad Antalya e successivamente, a soli 21 anni, oro ai Mondiali di ‘s-Hertogenbosch; il colombiano Daniel Munoz, n.7 del mondo, che vanta su 22 presenze nelle tappe di Coppa 3 ori e 3 argenti a squadre. A chiudere, il padrone di casa Anton Bulaev, qualificato d’ufficio, n.8 del ranking e vincitore questa estate, nello splendido palcoscenico della Reggia di Caserta, dell’Universiade estiva.

IL SORTEGGIO
Non essendo riusciti a sfruttare la Piazza Rossa per la competizione come preventivato in origine (il 6 settembre le gare del compound e il 7 quelle della divisione olimpica), World Archery però ha potuto effettuare lo scorso 5 settembre almeno il sorteggio a due passi da uno dei luoghi più iconici e conosciuti al mondo. Gli abbinamenti per le sfide dei quarti di finale sono infatti stati decretati in una serata di gala all’interno del centro commerciale GUM, affacciato sulla Piazza Rossa.
Nel ricurvo maschile Mauro Nespoli trova nell’urna il sudcoreano Bae Jaehyon. Sullo stesso lato del tabellone la sfida tra Mete Gazoz (Tur) e Kim Woojin (Kor) e, dall’altra parte, le sfide tra Brady Ellison (Usa) e Artem Makhnenko (Rus) e il derby olandese tra Sjef van den Berg e Steve Wijler.
Nel compound il sorteggio mette Sergio Pagni a confronto con Daniel Munoz (Col), mentre Braden Gellenthien (Usa) è abbinato a Evren Cagiran (Tur). Sull’altro lato del tabellone Mike Schloesser (Ned) e Jozef Bosansky (Svk), Anton Bulaev (Rus) e James Lutz (Usa).
Questo il primo turno del compound femminile: Alexis Ruiz (Usa)-Natalia Avdeeva (Rus), Tanja Jensen (Den)-Danelle Wentzel (Rsa), Toja Ellison (Slo)-Sophie Dodemont (Fra), So Chaewon (Kor)-Sara Lopez (Col).
Il tabellone dell’arco olimpico femminile ha proposto invece le sfide Tan Ya-Ting (Tpe)-Tomomi Sugimoto (Jpn), Melanie Gaubil (Fra)-An Qixuan (Chn), Zheng Yichai (Chn)-Ksenia Perova (Rus), Sayana Lee (Rus)-Kang Chae Young (Kor).

LE SFIDE DEL COMPOUND
Come detto, non è andata oltre i quarti l’avventura di Sergio Pagni. Il compoundista azzurro, già vincitore della competizione nel 2009 e nel 2010, bronzo nel 2011 e nel 2013, non riesce a rimpinguare il suo fornito palmarès di un altro podio perdendo la sfida d’esordio contro il colombiano Daniel Munoz 143-141.
Eppure lo specialista toscano aveva iniziato bene portandosi sul 29-28 dopo la prima volée. Il sudamericano ha però ribaltato la situazione nelle successive sei frecce con entrambi i parziali vinti 29-28. Pagni cerca di rimanere agganciato alla sfida con il 29-29 della penultima volée, ma nelle ultime tre frecce arrivano due “8” per Pagni che Munoz sfrutta senza farsi pregare, chiudendo la partita con il 28-27 che vale il 143-141 conclusivo.
Il colombiano al termine delle gare è andato a vincere il bronzo battendo in finale il russo Anton Bulaev 147-146. L’oro va invece al collo di Mike Schloesser. L’olandese, tra i più attesi a Mosca, ha superato nel match conclusivo Braden Gellenthien (USA) 147-144: una sfida niente male, che metteva sulla linea di tiro i migliori due del ranking.
Nel compound femminile vince invece la Coppa del Mondo 2019 la colombiana Sara Lopez. La sudamericana in finale batte con una prova superlativa la padrona di casa Natalia Avdeeva con il risultato di 149-139. Terzo posto per la francese Sophie Dodemont che nella finalina per il bronzo ha superato la danese Tanja Jensen 143-141.

IL PERCORSO DI MAURO NESPOLI
Le sfide di Mosca per Mauro Nespoli sono iniziate con due vittorie in fila tra quarti e semifinali contro i maestri della Corea del Sud. È chiaro che in queste competizioni nulla può essere dato per scontato, ma le immagini dell’aviere di Voghera sul campo, sostenuto dalla sorella Tamara alle sue spalle nelle vesti di coach, sono quelle di un atleta maturo che sa quello che vuole e sa come poterlo ottenere. E infatti Nespoli è sceso in campo senza far trasparire il minimo tentennamento e ha preso in mano la situazione fin dalle prime frecce.
Il primo asiatico ad arrendersi è Bae Jaehyeon con il risultato di 7-1 ma è in semifinale che l’arciere italiano compie un vero capolavoro, vincendo contro il campione olimpico Kim Woojin, n.2 del ranking, con uno schiacciante 6-0, sfruttando ogni minima esitazione dell’avversario con grinta e naturalezza.
Poi è arrivato l’atto conclusivo: la finalissima. Mentre Nespoli superava i due atleti asiatici, dall’altra parte del tabellone Brady Ellison vinceva ai quarti 7-1 col russo Maknhenko e in semifinale 6-2 con l’olandese Van Den Berg che poi va a guadagnarsi il bronzo battendo Kim Woojin 7-1.
Una volta salito sulla linea di tiro a fianco allo statunitense, Mauro Nespoli ha cercato di scrollarsi di dosso i trascorsi tra i due, che vedono Ellison in vantaggio negli scontri diretti con Nespoli, l’ultimo dei quali era stato la semifinale dei Mondiali di s’-Hertogenbosch.
E in effetti l’aviere azzurro ha sbagliato davvero poco. In pratica in tutti e tre i match disputati il nostro Olimpionico ha messo una sola freccia fuori dal giallo, un 8, arrivato purtroppo nella terza volée della finale. Per il resto, insomma, nulla da rimproverarsi.
Dopo la quarta volée il risultato premia con il 6-2 il campione del mondo in carica. La sfida era iniziata in perfetta parità con entrambi gli arcieri a piazzare due 10 e un 9 e chiudere la prima volée sul 29-29. Nel secondo parziale Ellison accelera e sale sul 3-1 grazie al punteggio di 29-28. Nespoli non si arrende, inizia il terzo set con un 8, ma grazie a due 10 di fila riesce a pareggiare 28-28 e rimanere agganciato al match. Nella quarta volée Ellison però non si lascia raggiungere: mantiene la sua media mettendo nel giallo due 10 e un 9, andando a vincere il parziale 29 a 28 e mettendo a referto il 6-2 che gli vale lo storico 5° successo nella finale di World Cup. •
La manita di Sara Lopez e Brady Ellison
Per Sara Lopez si tratta di un successo storico ed esaltante: la 24enne campionessa colombiana, che ricopre il 2° posto nel ranking mondiale, ha portato a 5 le sue vittorie nell’atto conclusivo della World Cup. Quella di Mosca è la terza consecutiva, dopo che si era regalata la doppietta nel 2014 e 2015. Un risultato epico per la due volte iridata colombiana, considerando che di finali in carriera ne ha disputate 6, cui si aggiungono 22 presenze nelle tappe del circuito dove ha conquistato, tra podi individuali e a squadre, 19 ori, 7 argenti e 5 bronzi.
“Sono veramente felice – ha detto la campionessa colombiana a fine gara – Sono felice perché anche se non ho vissuto l’anno migliore della mia vita, ho fatto la storia con questa vittoria e il successo ai Giochi Panamericani. Quelli erano i miei obiettivi principali della stagione. E sono orgogliosa. È stato davvero un lungo viaggio verso questo evento. È stato un anno molto lungo ma ho finalmente ottenuto quello che volevo davvero”.
Se Sara Lopez è riuscita nell’impresa il 6 settembre, non ha fatto passare più di 24 ore Brady Ellison per mettersi subito a paro arrivando anche lui a quota 5 vittorie in Coppa del Mondo: quella di Mosca si aggiunge infatti alle vittorie di Edimburgo 2010, Istanbul 2011, Losanna 2014 e Odense 2016.
“Sono davvero eccitato per questa quinta vittoria – ha detto lo statunitense a fine gara – Ho vinto la mia prima finale e adesso questa di Mosca, che è la decima alla quale partecipo. È stato un anno infernale e ora sento solo la necessità di tornare a casa e ricominciare ad allenarmi, tornare in palestra per prepararmi al massimo in vista del prossimo anno. La finale contro Mauro? Non ero certo di riuscire a vincere. Pensavo sarebbe stata una battaglia fino alla fine, ma sfortunatamente per lui e fortunatamente per me, l’unica volta che entrambi abbiamo tirato una brutta freccia oggi è stato nello stesso match e mi è capitato di essere il più fortunato dei due…”.
Ellison va così a occupare con merito il primo posto del ranking. D’altronde il suo palmarès e la sua inarrestabile crescita parlano da soli: 3 Olimpiadi con 2 argenti a squadre (2012 e 2016) e il bronzo individuale (2016); 7 Mondiali targa con 2 titoli iridati, a squadre nel 2013 e individuale nel 2019; 47 tappe di Coppa del Mondo con 19 ori, 9 argenti e 12 bronzi tra medaglie individuali e a squadre; un argento ai World Games 2017, 3 Mondiali campagna con 4 ori, 1 argento e 1 bronzo e poi tutte le medaglie vinte tra Giochi Panamericani, Mondiali indoor e Coppa del Mondo indoor. Insomma, parliamo di un atleta che a 30 anni è anche titolare del record mondiale sulle 72 frecce (702 punti su 720) e che nonostante abbia ottenuto un numero di successi impressionante, non è per nulla appagato visto che il suo primo pensiero dopo la vittoria di Mosca è stato di tornare a casa per preparare la prossima stagione.

Nespoli: una stagione da incorniciare
“Sono super felice per questo risultato – ha detto a caldo il 31enne azzurro al termine della finalissima – Sono orgoglioso di come ho gestito la competizione, dalle tappe precedenti fino a questa finale. Ho lavorato molto e il lavoro ha pagato. Ho tirato al meglio in questo match e anche in semifinale. Mi considero sicuramente soddisfatto di quello che ho fatto. Ho solo bisogno di abituarmi a gestire in modo ancor migliore queste situazioni e sono certo che la prossima volta andrà meglio”.
L’atleta dell’Aeronautica Militare, che vanta tra i vari allori del suo palmarès l’oro a squadre ai Giochi di Londra 2012, preceduto dall’argento a squadre a Pechino 2008, si è confermato la punta di diamante della Nazionale.
Questa estate ai Mondiali di ‘s-Hertogenbosch in Olanda ha raggiunto il 4° posto individuale che è valso il pass per Tokyo 2020, aggiungendoci il bronzo mixed team con Vanessa Landi.
Subito dopo è volato a Minsk per i Giochi Europei dove ha vinto il bronzo a squadre, l’oro individuale e l’oro mixed team con Lucilla Boari che ha assicurato all’Italia anche il pass Olimpico al femminile.
Nelle tappe di World Cup ha messo in bacheca il 4° posto individuale ad Antalya (Tur), dove ha anche vinto l’argento a squadre e, successivamente, ha conquistato il bronzo individuale e a squadre miste nella quarta tappa a Berlino: risultati che lo hanno qualificato tra gli 8 finalisti di Mosca.
Naturalmente per lui ora inizia un percorso che lo porterà fino a Tokyo 2020, con la voglia di raggiungere i Giochi in Giappone insieme alla squadra e non solo nell’individuale: una qualificazione che l’Italia cercherà di sfruttare il prossimo giugno nella tappa di Coppa di Berlino dove saranno in palio gli ultimi 3 pass per le squadre maschili e 3 per quelle femminili.

I NUMERI

36 Gli arcieri in gara (comprese le sfide mixed team)
15 Le Nazioni rappresentate a Mosca
12 Le medaglie in palio
4 Le finali di Coppa disputate da Mauro Nespoli
40 Le presenze in Coppa di Mauro Nespoli
7 Le finali di Coppa disputate da Sergio Pagni
50 Le presenze in Coppa di Sergio Pagni

intervista al protagonista Mauro Nespoli
di Guido Lo Giudice – Foto World Archery

Dopo una stagione lunghissima sei riuscito a regalarti un po’ di vacanza?
“Sì, 3-4 giorni a Grosseto da Vanessa (Landi n.d.r.) e poi poco divertimento, abbiamo cominciato un trasloco, andremo a vivere insieme a Voghera. Nel frattempo ho già incontrato il mio preparatore Roberto Finardi e, dopo 3 settimane di recupero, ho pronto il programma anche per arrivare ai Mondiali Militari di metà ottobre in maniera adeguata”.
Che giudizio dai al tuo 2019 e a quello della Nazionale?
“Un giudizio ottimo, da 9,5. Le mie prestazioni di tutto l’anno sono soddisfacenti. Quel mezzo voto che manca è per la mancata qualificazione della squadra alle Olimpiadi. Abbiamo 2 pass individuali, ma con quelli a squadre avremmo potuto lavorare con maggior tranquillità.
Cosa servirà per raggiungere Tokyo con le squadre?
“A Berlino dobbiamo ottenere il pass ben sapendo che non c’è margine di errore perché le avversarie, tutte fortissime, dagli USA alle Nazionali europee, vogliono altrettanto. Dobbiamo essere soddisfatti per le prestazioni di Antalya e Minsk, ma serve un miglioramento generale. Sia a Berlino che ai Giochi è una singola gara e dovremo essere quasi perfetti in 30 giorni. Quando ti giochi tutto in un evento ogni dettaglio è determinante, dai carichi di lavoro, alla metodologia, dall’aspetto mentale e psicologico a quello tecnico, per finire a quello logistico e organizzativo. I punti servono in quel giorno X e non c’è prova d’appello”.
Facciamo un calcolo: quante frecce hai tirato nel 2019 prima della finale di Mosca?
“Dipende dai periodi dell’anno: di norma tiro il 30% in più d’inverno rispetto all’estate. Quest’anno ho tirato un po’ di meno, intorno alle 500 frecce al giorno, mentre in passato sono arrivato fino a 700. Queste cifre cambiano perché se è alto il volume di frecce tirate sono più semplici gli esercizi che svolgo e viceversa”.
Sei conosciuto anche come “braccio di ferro” per l’altissimo libbraggio. È ancora così?
“Nel 2019 ho tirato a 68 libbre, nel 2018 ne avevo 63. Per il 2020 penso di assestarmi tra le 60 e le 61 e tornare a una configurazione di arco un po’ più pesante. A Mosca ho calato un po’ le libbre e appesantito l’arco, sempre tenendo presente il rapporto volume-intensità”.
Dopo il podio di Pechino cosa ti aspettavi dal tuo futuro?
“L’argento di Pechino è stato un grande successo ma mi mandò in crisi e ci misi 2 anni a superare una freccia sbagliata in finale. Ogni volta che affrontavo una gara combattevo contro i miei demoni. Non avevo la certezza di uscire dal tunnel, ma non ho mai pensato di smettere, anche se non avrei giurato di riuscire ad arrivare ai successi che poi ho ottenuto”.
E dopo questa stagione cosa vedi nel futuro di Mauro Nespoli?
“L’obiettivo a breve termine è arrivare a Tokyo e portare a casa più medaglie possibili. Punto a un podio individuale perché i risultati mi fanno credere di averne la possibilità. Allo stesso tempo abbiamo vinto tanto nel misto e quindi sarebbe stupido non provarci. Se saremo in grado tutti, singoli atleti, staff e dirigenti di raggiungere la qualificazione con la squadra dobbiamo puntare anche a quella medaglia. Ci siamo riusciti da Atlanta ‘96 in poi, abbiamo fallito a Rio, ma poi abbiamo vinto un Mondiale e le possibilità per far bene ci sono: l’importante è smettere di guardare al passato, perché se prima erano gli altri a inseguirci, ora qualcuno ci ha superato e dobbiamo essere noi a riprenderlo. Se invece guardo a un futuro prossimo non mi dispiacerebbe allenare per trasmettere agli altri la mia esperienza. Se qualcuno vorrà darmi questa possibilità sarà un onore, ma nel frattempo faccio l’arciere”.
Per diversi anni ti sei dedicato ai bambini. Trovi ancora il tempo per allenarli?
“In questi ultimi anni non ho avuto abbastanza tempo per seguire i giovani nelle scuole come facevo prima, un’esperienza che mi è piaciuta e non mi dispiacerebbe riprovare. Oggi però sarei più orientato ad aiutare chi ha già deciso di praticare questo sport”.
Se dovessi rivelare a un giovane un segreto per diventare un campione, cosa gli diresti?
“Di avere la testa più dura del paglione. Continuare a tirare nonostante i momenti più o meno piacevoli per cercare di migliorarsi sempre, senza mai accontentarsi.”
Sei diventato il n.4 del mondo: cosa ti manca per salire sul podio?
“Serve vincere qualche scontro individuale in più andando a giocarsi le medaglie. Dal punto di vista tecnico ho poco da migliorare, anche se ci sono margini, per esempio nel rilascio. La conoscenza dei materiali, la messa a punto e il feeling con l’attrezzo invece possono sempre migliorare. Da qui devo partire: quando hai confidenza con l’arco e col tuo stato fisico, è più facile gestire i match decisivi. A Mosca sentivo di aver maturato consapevolezza e sono riuscito a fare il mio gioco indipendentemente da chi mi trovavo di fronte. La gara è con il tuo bersaglio e non contro l’avversario. Se sei un arciere professionista, pagato dalle Forze Armate, devi puntare solo a fare 10… Ho superato i due coreani in questa maniera e poi ho provato a fare altrettanto anche nella finale con Brady Ellison. Non ho avuto nessuna sensazione negativa quando l’ho affrontato: avrei potuto fare poco di più. Non so dire se lui trova maggiori stimoli contro di me, visto che nelle sfide precedenti aveva tirato un po’ meno bene, ma merita di essere il n.1 per la continuità e la qualità delle prestazioni, oltre che per le vittorie. La finale l’ha vinta lui, non perché l’abbia persa io. Ciò che è sicuro è che quando affronti atleti di questo livello devi dare il 110%”.
Se dico Tokyo 2020 qual è il tuo primo pensiero?
“Ho un film in testa, ma per scaramanzia lo tengo per me. Preferisco concentrarmi su ciò che devo fare dal 1° ottobre in avanti. Naturalmente però non voglio andare in Giappone a fare lo spettatore”.

Scheda tecnica
MAURO NESPOLI (Aeronautica Militare)
31 anni – N.4 Ranking World Archery
Riser: FIVICS TITAN EX 25”
Flettenti: FIVICS TITAN EX FOAM
Libbraggio: 68#
Stabilizzazione: FIVICS PHOENIX 1500D
Mirino: AXCEL ACHIEVE RX
Diottra: BEITER 12mm
Bottone: BEITER
Rest: SHIBUYA
Clicker: BEITER
Tab: FAIRWEATHER ARCHERY
Parabraccio: AAE CAVALIER
Dragona: INDICE-POLLICE
Frecce: EASTON X10 325
Lunghezza: 30 3/4
Punta: EASTON TUNGSTEN 140grani
Cocca: PIN BEITER /1
Alette: ELIVANES P1.75
Allungo AMO: 30 1/2
Sedute di allenamento settimanali (media): Indoor 12 – Outdoor 10
Frecce tirate per seduta (media): Indoor 250 – Outdoor 150
 

 

 

 

 

 

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