“Il Giudice di Gara è responsabile del rispetto da parte degli organizzatori, degli atleti e di quanti hanno accesso al campo di gara, dei regolamenti e delle disposizioni federali”. Art 1 del Regolamento Ufficiali di Gara.
In Italia sono operativi al momento circa 130 Giudici di Gara, dislocati nelle regioni di residenza. Sembra un grosso numero, ma non sempre è sufficiente a coprire tutto il territorio e la grande mole di competizioni.
Nell’ottica di una capillare distribuzione sul territorio, sono essenziali la formazione di nuovi Giudici di Gara e la promozione di corsi. Ogni anno, in ragione delle necessità delle regioni, vengono organizzati dei seminari per formarne di nuovi. Nel corso del 2019 Lombardia, Piemonte, Veneto, Abruzzo e Sicilia hanno infatti promosso la formazione di nuovi arbitri.
Il candidato ideale è appassionato, ha voglia di conoscere, vuole crescere e ha una mentalità aperta.
Il percorso di formazione del Giudice di Gara inizia dalla compilazione del modulo di iscrizione, i dati inseriti sono poi verificati affinché si abbia la certezza che tutti i requisiti per l’accesso alla qualifica siano rispettati. Il candidato deve aver compiuto il diciottesimo anno di età e deve essere tesserato Fitarco per almeno due anni consecutivi.
Stabiliti luogo e date si dà inizio al corso che solitamente si svolge in sei giornate esami compresi, prevalentemente nei weekend. I docenti nella maggior parte dei casi sono Giudici di Gara in forza alla regione organizzatrice che hanno conseguito come minimo la qualifica di Giudice di Gara Nazionale, ma non è raro che dei Giudici di Gara extra regione tengano delle masterclass su argomenti specifici. L’esame invece è in ogni caso tenuto da un membro della Commissione Ufficiali di Gara.
Al fine di allineare il processo di formazione, la Commissione Ufficiali di Gara ha predisposto i materiali che vengono utilizzati per lo svolgimento di tutti i corsi, ovunque essi abbiano luogo: il motivo di questa scelta è rendere la formazione base omogenea, con l’utilizzo di un programma base identico, ma suscettibile di essere ampliato con insegnamenti extra ed approfondimenti. I materiali utilizzati subiscono un continuo aggiornamento, in linea con le modifiche apportate ai regolamenti.
Gli argomenti affrontati sono moltissimi e impegnativi, e il programma è denso di contenuti. In genere, indipendentemente dal luogo di svolgimento, si segue la medesima scaletta. Il primissimo approccio che i corsisti hanno con il seminario è quello con i regolamenti in linea generale in cui viene analizzata la struttura dei libri del Regolamento Tecnico di Tiro, del Regolamento Organico, del Regolamento Sportivo e dello Statuto: la conoscenza di questi argomenti è alla base di ogni altra competenza.
Vengono poi prese in esame le varie tipologie di gara, analizzandole nei minimi particolari: dal tiro alla targa outdoor e indoor, alle competizioni tiro di campagna e 3D. Queste lezioni “tecniche” sono affiancate a momenti di pratica sul campo e a momenti di dibattito in cui i candidati hanno la possibilità di chiarire eventuali dubbi in vista dell’esame.
Per l’ultimo weekend di corso è previsto un esame, che consta di un test scritto e di un colloquio orale. I candidati che superano l’esame diventano a tutti gli effetti Giudici di Gara, ma prima di essere operativi appieno nelle competizioni, dovranno fare un apprendistato ed essere affiancati a Giudici più esperti che ne cureranno la formazione dal punto di vista pratico.
Tra corso e affiancamenti, perché “nasca” un nuovo Giudice di Gara pienamente operativo in autonomia, sono necessari circa sei mesi.




