In vista del Mondiale di qualificazione olimpica l’Italia non ha tradito le attese: nelle tappe di Coppa a Medellin e Antalya conquistate 6 finali e, nel complesso, 1 oro, 2 argenti, 1 bronzo e 2 quarti posti
Siamo ormai giunti al momento decisivo della stagione. Quello per cui si è lavorato per più di metà quadriennio. La qualificazione per Tokyo 2020 che passa soprattutto attraverso i Mondiali in Olanda è arrivata. Si è lavorato tanto e si continua a lavorare con la speranza di non tradire le attese e di riuscire a far meglio degli avversari, sempre più numerosi e sempre più competitivi.
L’Italia doveva tornare nel clima delle grandi occasioni e si è fatta trovare pronta. Sarà poi la linea di tiro di ‘s-Hertogenbosch a dirci se gli azzurri riusciranno al primo colpo a guadagnarsi i biglietti per il Giappone. Va detto che le indicazioni arrivate dalle due tappe di World Cup alle quali l’Italia ha preso parte hanno dato un responso positivo. Nella prima prova, quella di Medellin, gli azzurri sono tornati dalla Colombia con tre medaglie: nel compound un oro grazie al trio maschile e un bronzo con le donne, mentre l’argento se l’è guadagnato il trio ricurvo femminile che ha ceduto in finale solamente alla Corea del Sud. Poi, saltata la tappa di Shanghai alla quale l’Italia ha preferito svolgere raduni tecnici e anche un giro di perlustrazione nella sede della rassegna iridata di ritorno dalla Colombia, è arrivata la tappa di Antalya, dove gli italiani si sono confermati competitivi raggiungendo altre tre finali: in questa occasione è arrivato l’argento del trio maschile ricurvo nella finale con la Cina e due quarti posti, quello di Mauro Nespoli nel ricurvo e quello del misto compound con Pagni e Tonioli. Al termine di questo percorso c’è quindi la consapevolezza di aver maturato esperienze importanti in chiave Mondiale, anche se a ‘s-Hertogenbosch, ogni risultato ottenuto va azzerato considerando che sarà un’edizione con numeri record, senza alcuna defezione come invece accaduto nella World Cup.
LE MEDAGLIE DEGLI AZZURRI
A MEDELLIN
Andreoli, Boari e Landi d’argento – Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Vanessa Landi dopo un percorso eccellente che le ha viste superare 6-0 il Cile (Bassi, Elier Dabner, Marquez Rojas), 5-3 la Cina (Lan, Wu, Zhai) e in rimonta con successo allo shoot-off la Spagna (Canales, Garisteo, Marin) 5-4 (27-26), non riescono poi nell’impresa di stoppare la corazzata Corea del Sud (Chang, Choi, Kang). La finale per l’oro è infatti un assolo delle asiatiche che vincono tutti i set e si aggiudicano il primo posto con un secco 6-0. Tutta esperienza in vista della trasferta in Olanda per le giovani italiane.
Pagni, Pagnoni e Mior d’oro – Sergio Pagni, Federico Pagnoni e Viviano Mior vincono invece la medaglia d’oro nel compound maschile grazie al successo contro la Francia (Peineau, Deloche, Boulch) 234-231. Una vittoria arrivata al termine di una emozionante rimonta che ha fatto vacillare tutte le certezze dei transalpini. Nella coda della partita il terzetto italiano scocca tutte le frecce sul 10 mentre la Francia subisce la pressione e il parziale si chiude 60-55 ed è decisivo ottenere il gradino più alto del podio.
Anastasio, Tonioli e Ret di bronzo –Conquistano il bronzo Anastasia Anastasio, Marcella Tonioli e Sara Ret superando in finale senza patemi l’inesperto terzetto del Perù (Ariaga Hurtado, Canevaro Guevara, Palomino Gutierrez) 222-195.
LE MEDAGLIE AZZURRE AD ANTALYA – Dopo la tappa asiatica è arrivata quindi la terza fase di Coppa: l’ormai classica tappa di Antalya, in Turchia, ultimo test prima della trasferta in Olanda.
Galiazzo, Nespoli e Pasqualucci – È d’argento l’Italia al termine delle finali a squadre della divisione olimpica. Gli avieri Marco Galiazzo, Mauro Nespoli e David Pasqualucci concludono col secondo posto, superati per 5-1 dal giovane terzetto della Cina (Ding, Feng, Wei) che è stato pronto a sfruttare le opportunità arrivate quando le frecce degli italiani non sono state perfette.
Mauro Nespoli ai piedi del podio – Mauro Nespoli si giocava il bronzo col padrone di casa turco Mete Gazoz, che aveva fatto meglio di lui per un solo punto nel ranking round. L’aviere azzurro si è giocato le sue chance ma il giovane avversario è riuscito a trovare gli acuti che sono valsi il terzo gradino del podio, andando a vincere il match 7-3.
Tonioli-Pagni quarti nel mixed team – Non riescono a portarsi a casa la medaglia di bronzo nemmeno i due volte iridati Sergio Pagni e Marcella Tonioli. Nella sfida per il bronzo mixed team compound il duo azzurro si piega ai padroni di casa Yesim Bostan e Muhammed Yetim che vincono il match 154-152.
I CAMPIONATI MONDIALI
DI ‘S-HERTOGENBOSCH
E adesso la Nazionale può dirsi davvero pronta per la grande sfida stagionale in Olanda. Dal 9 al 16 giugno sono in palio a ‘s-Hertogenbosch i pass per Tokyo 2020 e sarà un’avventura difficilissima ancor più che in passato. Come sempre il modo più semplice per qualificarsi è quello di accedere ai quarti di finale nelle prove a squadre. Ma, rispetto al passato, i numeri e la qualità degli avversari continuano a crescere, tanto che è stato abbattuto il record di partecipanti, giunti a 610, in rappresentanza di ben 92 Nazioni. La categoria più numerosa è nel ricurvo maschile con 211 arcieri, seguita dall’olimpico femminile con 161. Nel compound 139 uomini e 99 donne.
La qualificazione olimpica – La difficoltà di ottenere la qualificazione olimpica nasce anche dal fatto che, tra le 54 squadre maschili e le 45 del femminile, non basterà passare un turno eliminatorio come è stato prima di Rio 2016: se al termine del ranking round gli azzurri non rientreranno tra i primi 8, dovranno infatti affrontare anche i 12esimi di finale prima di cercare di superare gli ottavi. Insomma, ci sarà da battagliare per raggiungere Tokyo alla prima occasione utile.
Il programma di gara – Il programma della rassegna iridata di ‘s-Hertogenbosch prevede per lunedì 10 e martedì 11 giugno le 72 frecce di ranking round e i primi turni eliminatori e mixed team. Mercoledì 12 e giovedì 13 giornata cruciale per la qualificazione Olimpica, visto che si disputeranno le eliminatorie individuali e a squadre di tutte le divisioni, mentre venerdì 14 giugno è previsto il “Torneo Secondario” di qualificazione per Tokyo 2020. Sabato 15 si disputeranno invece le finali del compound e domenica 16 si chiude con l’assegnazione dei titoli iridati del ricurvo. •
La Finale di World Cup a Mosca nella Piazza Rossa
World Archery ha ufficializzato sede e data della finale di Coppa del Mondo dopo le tappe di Medellin, Shanghai, Antalya e Berlino, che si disputerà la prima settimana di luglio. Archiviate le edizioni di Roma 2017 e Samsun 2018, nel 2019 la finalissima del circuito di approda nella Piazza Rossa di Mosca. La capitale della Russia ospiterà i migliori arcieri del mondo il 6 e il 7 settembre.
Il d.t. Mauro Berruto festeggia i 50 anni
con l’uscita di “Capolavori”
Quando si pensa alla parola capolavori, il primo pensiero va al mondo dell’arte: pittura, scultura, architettura, ma anche cinema, teatro, musica, scrittura. Difficilmente si pensa allo sport. Non è così per Mauro Berruto, una vita dedicata ad allenare, per lui non c’è differenza tra un capolavoro di Michelangelo e uno di Maradona.
Proprio nel giorno del suo 50esimo compleanno, il Direttore Tecnico della Nazionale Olimpica FITARCO vede l’uscita in libreria di “Capolavori. Allenare, allenarsi, guardare oltre”, il suo libro Add editore (208 pagine, euro 14,40) che è stato presentato ufficialmente giovedì 9 maggio alla Fiera del Libro di Torino.
In queste pagine Berruto mette insieme un racconto biografico e una riflessione molto ricca e dettagliata sul concetto di allenare e di costruzione di un capolavoro. Nel libro c’è molto sport, pallavolo e tiro con l’arco soprattutto, tanta arte, tanta letteratura e cinema. Un libro che racconta cos’è e come si cura il gesto dell’allenatore e dell’allenarsi.
In queste pagine Mohammad Alì e Kostantinos Kavafis recitano insieme poe-sie, Diego Armando Maradona palleggia con Michelangelo, Jury Chechi sfida William Turner: calciatori, schiacciatori, arcieri, artisti e poeti fanno parte della stessa squadra ossia di uno spazio in cui ogni individuo può esprimere il proprio talento e compiere il proprio personale capolavoro.
A metà fra racconto e biografia, “Capolavori” è una mappa per trasformare il potenziale in eccellenza, in cui anche il gesto dell’allenare, si tratti di una squadra o di qualsiasi gruppo di lavoro, è un’arte che rende le persone capaci di realizzare il proprio talento. Ma c’è un segreto che Berruto vuole condividere in questo racconto: per creare il proprio capolavoro come allenatore e come persona bisogna saper guardare e cercare altrove i propri strumenti.
Un libro per chi sogna di vincere una medaglia olimpica, di disegnare un’opera d’arte, di ottenere un risultato accademico, di raggiungere un budget, di conquistare una quota di mercato oppure, semplicemente, di poter dare in ogni occasione il meglio di sé.







