Mentre va in stampa la rivista Arcieri ci troveremo in pieno clima Mondiale. Le gare in Olanda ci diranno se l’Italia ha ottenuto i pass per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020. Come sapete è questo il primo grande obbiettivo da raggiungere nel corso del quadriennio.
È stato svolto un lungo lavoro per arrivare preparati a questo appuntamento. Sono stati cambiati alcuni membri dello staff tecnico, sono stati svolti numerosi raduni, alcuni anche all’estero e gli atleti hanno avuto il sostegno che serve per prepararsi al meglio. Poi ci sono state le gare internazionali che hanno inaugurato la stagione, dalle quali abbiamo ottenuto nel complesso indicazioni positive, anche se sappiamo che la rassegna iridata di ‘s-Hertogenbosch avrà numeri e difficoltà molto maggiori rispetto alle partecipazioni che l’hanno preceduta.
Mi riferisco per la Nazionale Paralimpica alla trasferta di Dubai e alla Para-Archery European Cup di Olbia dove, oltre a un’organizzazione impeccabile, già pronta per ospitare gli Europei Para-Archery del 2020, l’Italia ha dimostrato di essere competitiva ma, allo stesso tempo, ha potuto valutare quali siano gli ostacoli maggiori da superare ai Mondiali in Olanda.
Stesso discorso per la Nazionale Olimpica. Nella prima tappa di Coppa del Mondo a Medellin abbiamo raggiunto con le ragazze del ricurvo la finalissima contro le maestre della Corea del Sud. Tatiana, Vanessa e Lucilla hanno fatto un percorso di gara esaltante, ma hanno pagato dazio nel match con le asiatiche. Sfide come queste servono al nostro giovane terzetto per avere uno stimolo in più per arrivare lontano e maturare una maggiore capacità di gestione se si presenterà un’altra occasione.
Inutile dire che l’Italia in Colombia si è distinta nuovamente nel compound con un bellissimo oro della squadra maschile e un meritato bronzo con le ragazze. Il compound aveva già fornito una grande prova al Grand Prix di Bucarest, dove abbiamo ottenuto grazie a Marcella Tonioli l’unico pass che ci mancava per i Giochi Europei di Minsk. Andremo quindi in Bielorussia al completo e siamo entusiasti di questo esordio del compound nella competizione.
E se la Nazionale Campagna ha già svolto due raduni, uno per il giovanile e l’altro per senior e junior in vista degli Europei, si è già guadagnata meritati applausi la Nazionale Giovanile nella prima tappa di Youth Cup a Catez, esprimendosi ad alti livelli in entrambe le divisioni.
In attesa di sapere se dai Mondiali arriveranno le soddisfazioni che tutti noi auspichiamo, concludo questo editoriale ringraziando di cuore chi ha partecipato attivamente all’Assemblea Federale di Roma, vivendo in prima persona un’importante momento di incontro, di trasparenza e democraticità fondamentali per il movimento, votando alcuni rilevanti cambiamenti dello Statuto. Ringrazio anche il Presidente CONI Giovanni Malagò, il Presidente CIP Luca Pancalli e il Segretario Generale CONI Carlo Mornati: tutti e tre sono intervenuti all’Assemblea e, come hanno sottolineato, la FITARCO è stata la prima Federazione Sportiva Nazionale ad approvare il nuovo Statuto recependo i principi fondamentali del CONI.
Malagò ha definito il tiro con l’arco italiano “un’eccellenza dello sport italiano sul versante economico agonistico e organizzativo” e se davvero possiamo essere definiti un’eccellenza, il merito è di tutti voi, che vi impegnate giornalmente per continuare a rendere grande il tiro con l’arco in Italia e nel mondo. Senza il lavoro della base certi successi non si raggiungono. Per questo ringrazio e faccio i complimenti a tutti i tesserati per il loro impegno quotidiano e a tutti gli atleti, ai tecnici, agli arbitri e ai dirigenti di società che si sono guadagnati con merito un riconoscimento all’Assemblea.
Per ogni altra considerazione sull’operato della dirigenza Federale nel biennio, vi rimando alla mia relazione che troverete all’interno della rivista. •




