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IL PRIMO ORO NON SI SCORDA MAI
di Guido Lo Giudice – Foto Simone Ferraro – CONI

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Prima affermazione internazionale da senior per Lucilla Boari che festeggia l’ingresso nelle Fiamme Oro con l’oro di Tarragona. Entrambe le squadre si fermano al 4° posto, ma l’arco è sempre a medaglia in sei partecipazioni. Italia Team prima nel medagliere

L’Italia si tinge d’oro grazie a Lucilla Boari e mantiene alta la tradizione arcieristica che la vede sul podio dei Giochi del Mediterraneo in tutte le sei edizioni alle quali ha preso parte. Una vittoria importante per la giovane atleta di Rivalta sul Mincio, che ha chiuso la sua esperienza come atleta junior al termine del 2017 e ha così esordito con una importante affermazione individuale la sua avventura tra le senior.
Il direttore tecnico Mauro Berruto era stato chiaro prima di stilare le convocazioni. Per i Giochi del Mediterraneo di Tarragona, in Spagna, le scelte sarebbero ricadute soprattutto sui giovani, perché in questa manifestazione multidisciplinare avrebbero potuto sperimentare, fatte le debite proporzioni, un ambiente che somiglia per diversi aspetti a quello dei Giochi Olimpici. Sarebbe stata per loro quindi una trasferta “allenante”, utile per maturare ulteriore esperienza internazionale. Agli arcieri che avevano la possibilità di guadagnare punti fondamentali in vista della finale di Coppa del mondo di Samsun è stata data invece la possibilità di partecipare alla trasferta per la tappa di World Cup a Salt Lake City.
Per questo motivo a Tarragona l’Italia ha presentato dei terzetti inediti. Nel maschile a fare da chioccia al gruppo l’olimpionico Marco Galiazzo, che vinse l’oro nell’edizione spagnola del 2005 ad Almeria, insieme agli altri avieri azzurri Amedeo Tonelli e David Pasqualucci. Nel femminile in campo Lucilla Boari e le junior Tatiana Andreoli e Tanya Giaccheri. Un trio cresciuto nella Scuola Federale di Cantalupa. Al seguito degli atleti, insieme al DT Mauro Berruto, il preparatore atletico Jacopo Cimmarrusti, lo psicologo Giuseppe Vercelli alla sua prima trasferta internazionale col gruppo e, per quanto riguarda i tecnici, due che i Giochi del Mediterraneo li hanno vissuti con profitto anche sulla linea di tiro: Ilario Di Buò, che vinse l’argento a squadre con Bisiani e Guidotti nel ’97 a Bari, e Natalia Valeeva, argento individuale e oro a squadre con Tonetta e Lionetti nel 2005.
A scanso di equivoci va detto che, nel complesso, la trasferta dell’Italia avrebbe potuto dare soddisfazioni maggiori: un oro e due quarti posti per le frecce italiane. Gli applausi e i sorrisi sono tutti dedicati alla splendente medaglia ottenuta da Lucilla Boari che, proprio nei giorni della gara in Spagna, è passata ufficialmente dalla sua società storica, gli Arcieri Gonzaga di Mantova, alle Fiamme Oro, il gruppo sportivo della Polizia di Stato che ha aperto ufficialmente le porte anche alla sezione arcieristica proprio con Lucilla e con l’azzurra Cinzia Noziglia. Un momento davvero importante per la Boari che, dopo aver partecipato da junior ai Giochi Olimpici di Rio 2016, in Spagna si è messa al collo il metallo più prezioso alla sua terza trasferta come senior, sottolineando la sua voglia di crescere e di trovare un posto stabile nel gotha dell’arcieria mondiale.

LE SQUADRE AI PIEDI DEL PODIO – Inutile nascondere la delusione per quanto riguarda i risultati a squadre: l’Italia è infatti arrivata a giocarsi il bronzo con entrambi i terzetti, ma non è riuscita a guadagnarsi il podio. Marco Galiazzo, David Pasqualucci e Amedeo Tonelli si fermano nella finale per il bronzo battuti dalla Spagna (Acha Gonzalez, Alvarino Garcia, Fernandez) 6-2, dopo che avevano vinto 6-0 con la Grecia (Aerikos, Kalogiannis, Karageorgiou) ai quarti e perso allo shoot off 5-4 (26-24) in semifinale con la Slovenia (Bizjak, Malavasic, Strajhar), superata nella finale per l’oro dalla Francia (Fichet, Jimenez, Koening) 5-3.
Finale bronzo poco fortunata anche per Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Tanya Giaccheri, che vengono superate 6-0 dalla Turchia (Aktuna, Anagoz, Cosku), dopo che avevano perso la semifinale con la Spagna (Galisteo Cruz, Lopez Sanchis, Marin Martinez) 6-2: padrone di casa che hanno poi perso l’oro 5-3 contro la Francia (Bordary, Cohendet, Rogazy).
In entrambi i casi parliamo di sfide alla portata dell’Italia, che avrebbero potuto cambiare il medagliere, considerando anche che ai Giochi del Mediterraneo la concorrenza non è al pari di una tappa di Coppa del Mondo o di un mondiale.
Con i due bronzi a squadre l’Italia avrebbe in effetti migliorato il suo terzo posto che la vede dietro alla Turchia, seconda con 1 oro e 2 bronzi e alla Francia che ha guidato la classifica con 2 ori.

LE ELIMINATORIE INDIVIDUALI – Lucilla Boari è perfetta fin dall’avvio. Per lei solo vittorie per garantirsi la finalissima: 6-0 sulla egiziana Reem Mansour, 6-4 nel derby con Tanya Giaccheri, in precedenza vincente 7-1 sulla francese Marion Bardare, e 7-1 sulla spagnola Alicia Martinez Marin. Tatiana Andreoli esce invece di scena al secondo turno sconfitta 6-2 dalla turca Aybuke Aktuna.
Non superano i quarti di finale gli uomini. Per Amedeo Tonelli doppia vittoria allo shoot off: la prima 6-5 (9*-9) sul portoghese Luis Goncalves e 6-5 (10-9) sullo spagnolo Miguel Garcia Alvarino. Poi però arriva la sconfitta per 6-4 col turco Ibrahim Gulacar. Stesso percorso per Marco Galiazzo che batte 7-1 il greco Vasileios Kalogiannis e 6-2 il francese Thomas Koenig ma si arrende 6-2 allo spagnolo Pablo Gonzalez Acha. Eliminato invece al secondo turno David Pasqualucci dopo il 6-2 nel match col greco Christos Aerikos.
LA FINALE CHE VALE ORO – Nella finale che chiude la trasferta azzurra a Tarragona, sotto un sole splendente, Lucilla Boari mette da parte le possibili insidie portate dal vento che spira con forti folate per tutta la gara. L’azzurra vince l’oro individuale al termine di una finale dominata contro la spagnola Monica Cruz Galisteo: vince i primi due set 26-25 e 29-28 portandosi in vantaggio 4-0, l’iberica pareggia il secondo (27-27) ma deve inchinarsi alle ultime tre frecce dove Lucilla si impone 27-25 che vale il 7-1 conclusivo. Di rito l’abbraccio con il coach Natalia Valeeva alle sue spalle e poi il tradizionale morso alla medaglia davanti agli obiettivi dei fotografi. Bravissima Lucilla, con l’auspicio che sia solo il primo di una serie di successi!

HANNO DETTO
LA DEDICA DI LUCILLA BOARI – Lucilla Boari è d’oro. L’arco azzurro si regala una gemma da incastonare nel palmarès dei Giochi del Mediterraneo, grazie alla vittoria dell’atleta tricolore contro la spagnola Monica Galisteo Cruz nella finale individuale. “Il quarto posto a squadre di Rio è stato già un grande risultato per noi – ricorda l’azzurra –, è stata un’emozione partecipare ai Giochi, ma questo oro vale un po’ di più. Sono contenta per me. È un gradino in più da cui partire per i prossimi traguardi. Dedico l’oro a papà, ho iniziato a tirare con lui, mi ha sempre seguito e penso sia la persona più orgogliosa di me. Volevo rifarmi del risultato a squadre, sono molto contenta”, le parole dell’azzurra, abbracciata dal Presidente federale Mario Scarzella, presente nelle vesti di Presidente World Archery Europe, insieme al Segretario Generale WAE Marinella Pisciotti.
LA SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE SCARZELLA – “Dopo le delusioni per i quarti posti delle squadre, l’oro individuale è stato un bel momento per Lucilla e per tutti noi, perché se l’è meritato davvero, tirando bene nonostante un vento fastidioso – ha detto Scarzella –. Complimenti per quello che ha fatto, siamo davvero soddisfatti di questa sua performance”. La stagione naturalmente prosegue e l’obiettivo dell’Italia è segnato: “Abbiamo la Coppa del Mondo, gli Europei e poi inizieremo a prepararci per i Mondiali del prossimo anno dove sono in palio i pass olimpici“, prosegue Scarzella. “In accordo con il direttore tecnico Berruto faremo un lungo raduno cercando il vento, perché in Olanda probabilmente ne troveremo molto e quindi dovremo essere preparati a tirare anche in questa situazione”.
LE PAROLE DEL DT MAURO BERRUTO – Soddisfatto ma realista il neo direttore tecnico Mauro Berruto, che “assapora” il primo oro da quando riveste questo nuovo ruolo. “Questo è uno sport che nelle fasi finali riserva molta adrenalina. Non è così all’inizio dove è tutto molto diluito e proprio per questo sto imparando tante cose. Come ad esempio che servono abilità diverse per gareggiare nella parte iniziale rispetto al momento che si assegnano le medaglie. Sono contento per Lucilla, che ha passato un inverno complicato ed invece da qualche mese ha cambiato marcia e ritmo. In generale, inutile nasconderci, ci aspettavamo di più da questa trasferta, in particolare dalle squadre”, ha detto Berruto. “Eravamo qui perché riteniamo i Giochi del Mediterraneo una competizione comunque di qualità, ma soprattutto di prestazione molto vicina a quella delle Olimpiadi, quindi tutto quello che è successo qui è utile e rappresenterà uno strumento di lavoro per i prossimi due anni, ma soprattutto per il prossimo anno perché il nostro obiettivo fondamentale rimane il Mondiale in Olanda che sarà la prima possibilità di qualificazione per Tokyo 2020”. •


Italia team in cima al medagliere

Con l’oro di Lucilla Boari il tiro con l’arco ha dato come al solito il suo apporto all’ottimo medagliere dell’Italia al termine della manifestazione. Il sito del CONI ha così celebrato il primo posto per Nazioni: “Come accade ormai da Almeria 2005, l’Italia chiude il medagliere in testa, forte delle sue 156 medaglie (56 ori, 55 argenti, 45 bronzi): troppe per essere raggiunta dai padroni di casa della Spagna, fermi a 122 (38 ori, 40 argenti, 44 bronzi); un abisso impossibile da risalire per la Turchia, terza a 95 (31-25-39)”. Il Presidente Giovanni Malagò ha salutato con un tweet la spedizione italiana che era stata guidata nella cerimonia di apertura da Giovanni Pellielo: “La conferma dell’Italia al vertice del medagliere mi riempie d’orgoglio. Il mio ringraziamento vada a tutti voi, cari Azzurri, per avere onorato alla grande questo impegno sportivo”.

L’arco azzurro ai Giochi del Mediterraneo

L’Italia dell’arco vanta una grande tradizione ai Giochi del Mediterraneo. Il primo acuto è datato 1979: a Spalato, nella ex Jugoslavia, l’attuale Vicepresidente Sante Spigarelli vinse l’oro individuale così come Franca Capetta e Giancarlo Ferrari l’argento.
Nel 1993 a Perols (Fra) altre quattro medaglie: argento individuale per Andrea Parenti e Maria Rachele Testa, secondo posto anche per il trio maschile (Parenti, Giacomoni, Rivolta) e bronzo per la squadra femminile (Testa, Forte, Romoli). Nel 1997 a Bari l’Italia vinse di nuovo l’argento con la squadra maschile (Bisiani, Guidotti, Di Buò) e arrivò seconda nell’individuale con Giovanna Aldegani. Nel 2005 ad Almeria, in Spagna, Marco Galiazzo, fresco vincitore dell’oro ai Giochi Olimpici di Atene 2004, conquistò l’oro individuale, mentre Natalia Valeeva, che è arrivata a Tarragona nelle vesti di coach, vinse l’argento individuale e poi l’oro a squadre insieme a Tonetta e Lionetti. Nell’edizione del 2013 a Mersin, in Turchia, l’Italia ha conquistato l’argento e il bronzo individuale con Michele Frangilli e Alberto Zagami oltre al bronzo a squadre maschile (Frangilli, Nespoli, Zagami). Nel femminile l’oro di Guendalina Sartori, il bronzo di Natalia Valeeva e l’oro a squadre (Mandia, Sartori, Valeeva). A questi grandi risultati si aggiunge quindi l’oro individuale di Lucilla Boari nell’edizione 2018 di Tarragona, in Spagna.
Il tiro con l’arco ai Giochi del Mediterraneo è stato assente nel programma della manifestazione nelle edizioni IX, X, XI, XIV e XVI (che si sono svolte a Pescara).

 

 

 

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