arco e tv PRODUZIONE TELEVISIVA del Tiro alla TargaAlessandro Rizzo

arco e tv
PRODUZIONE TELEVISIVA del Tiro alla Targa
di Alessandro Rizzo

4
0

Una gara outdoor presenta molte differenze rispetto alle competizioni al chiuso. A partire dalla gestione della luce e degli altri agenti atmosferici e alla capacità di sfruttare al meglio gli scenari architettonici e paesaggistici

L’organizzazione delle riprese televisive in un campo di gara all’aperto, nelle quali si svolgono le manifestazioni di tiro alla targa, presenta alcune caratteristiche interessanti da analizzare.
Solitamente questo tipo di gara viene fatto disputare in località molto suggestive dal punto di vista paesaggistico e architettonico che arricchiscono la qualità finale del prodotto.
Rispetto ad una manifestazione indoor, una produzione di tiro alla targa in esterna presenta delle differenze importanti: la luce naturale, gli agenti atmosferici e la logistica sono alcuni degli aspetti più significativi.
Durante le riprese in esterna, il sensore delle telecamere beneficia della grande quantità di luce; in linea di massima l’illuminazione naturale è migliore di quella artificiale per eventi sportivi di questo genere ma bisogna sempre considerare che potrebbero nascere delle problematiche e imprevisti.
I migliori momenti della giornata per produrre buone immagini sono le prime ore della mattina e al tramonto, mentre l’orario peggiore è quello che va dalle 12:00 alle 15:00 circa quando il sole è allo zenit.
Quando il sole è alto, la luce diretta e troppo intensa, soprattutto nei mesi estivi nei quali si svolge normalmente un Campionato Outdoor, potrebbe creare alcune difficoltà. I raggi solari, perpendicolari al terreno creano infatti delle ombre troppo nette soprattutto sul viso degli arcieri.
In questa situazione è complicato bilanciare correttamente la differenza che si crea tra l’ombra sul viso degli atleti e l’ambiente circostante che risulterà essere molto più illuminato.
Quando invece la luce non è diretta ma più morbida e uniforme la resa sarà molto definita con colori ben saturi e contrastati.
In questo caso si noteranno anche i dettagli sul viso degli arcieri che saranno ben illuminati come il resto del background.
Un ulteriore aspetto da considerare durante le riprese outdoor è la possibilità di un cambiamento di luce repentino causato dalla comparsa di nuvole.
Mentre l’occhio umano si adatta autonomamente a qualsiasi cambiamento di luce, le telecamere professionali devono essere tarate per ogni tipo di illuminazione differente.
Se ciò non succedesse non riscontreremmo nelle riprese video l’autenticità dei colori che percepiamo dal vivo.
Dunque, all’inizio delle riprese, vengono calibrate tutte le telecamere con una precisa temperatura colore, in base all’intensità e al tipo di luce presente.
La temperatura colore standard di una giornata di sole è infatti di 5600 gradi Kelvin (K). Nelle giornate nuvolose la temperatura del colore sale dai 6500K fino agli 8000K.
Un rapido cambiamento climatico con la comparsa di nuvole consistenti senza degli accorgimenti tecnici potrebbe mettere a rischio la buona riuscita delle riprese e, per questo motivo, prima dell’inizio della gara, si devono preventivare le possibili soluzioni con largo anticipo.
Un altro aspetto organizzativo da valutare è la presenza di gazebo, che dovranno essere posizionati in prossimità delle telecamere e degli operatori per ripararli dal sole o dalla pioggia.
Piazze e palazzi storici, monumenti o scenari naturalistici fanno da teatro e cornice alle manifestazioni di tiro alla targa.
La capacità di sfruttare lo scenario che si presenta è un elemento fondamentale in questo tipo di riprese e arricchisce la qualità finale del risultato più di quanto si possa fare in una gara che si svolge in un ambiente chiuso.
Il posizionamento delle telecamere, dunque, potrà variare in funzione alle caratteristiche della location cercando di metterla in risalto il più possibile.
Nel contesto del set delle riprese televisive, le posizioni migliori a favore di camera sono alle spalle degli arcieri e dietro ai bersagli.
Se si ha la necessità di valorizzare una determinata opera architettonica si deve organizzare il campo di gara in maniera tale che questo elemento possa trovarsi dietro gli atleti o dietro le targhe, naturalmente sempre tenendo presente l’orientamento del campo di gara per garantire la performance degli arcieri.
Altre volte invece si tende ad aggiungere una telecamera con un’ottica grandangolare, distante dal campo di gara. Questa ottica ha la funzione di ampliare l’angolo di ripresa rispetto alle altre con una focale superiore.
Le ottiche grandangolari, inoltre, offrono una maggiore profondità di campo, utile nel caso ci sia un particolare panorama, esaltandone la sensazione di spazio e profondità. La telecamera che monta questo tipo di ottica dovrà essere posizionata distante dal campo di gara perché il grandangolo tende ad accentuare un effetto di distorsione che deforma la prospettiva.
Nonostante ci siano molti punti in comune tra una gara indoor e una gara outdoor, abbiamo visto come le necessità organizzative siano differenti in base alla logistica ed agli altri elementi analizzati.
Aspetti come la luce naturale e le condizioni climatiche influiscono sia positivamente che negativamente sul risultato delle riprese all’aperto e sta alla capacità del service riuscire a gestirle al meglio, preventivando le variabili che possono intervenire, per ottenere un prodotto video di qualità che metta in risalto tutte le componenti di un evento: in primis il racconto agonistico e la prestazione degli atleti, dando però grande rilevanza anche al set di gara che deve sempre dare risalto anche ai banner pubblicitari e, naturalmente, alle bellezze storiche, architettoniche o naturali del paesaggio che rappresentano il teatro del campo di gara. •

Condividi
Share

NO COMMENTS