Intervista al segretario generaleCONTAMINAZIONE, UMILTÀ E GRANDE ENTUSIASMOGuido Lo Giudice – Foto...

Intervista al segretario generale
CONTAMINAZIONE, UMILTÀ E GRANDE ENTUSIASMO
di Guido Lo Giudice – Foto Michele D’Annibale

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Il Segretario Generale Marcello Tolu si presenta: dalla Polisportiva delle Fiamme Azzurre alla Fitarco, passando per progetti rivolti al sociale. Il dirigente Fitarco è chiaro: “non bisogna avere paura delle contaminazioni, perché aprirsi significa arricchirsi. Al centro di tutto deve
esserci l’atleta”

Una carriera dirigenziale di altissimo livello alla guida del Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria, dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, in scienze politiche e un master in management dello sport. Nato e cresciuto a Roma, classe ’66, dopo 33 anni nell’Amministrazione, il Commissario Gavino Marcello Tolu è approdato la scorsa estate alla Fitarco per ricoprire il ruolo di Segretario Generale, fondamentale per la gestione di una Federazione Sportiva Nazionale.
Da sempre nel mondo dello sport, sposato con Monia, ex azzurra del ciclismo ora nell’organico tecnico della FCI, papà di due splendide bimbe, Aurora e Vittoria, Marcello Tolu ha ricevuto l’apprezzamento pubblico per il suo operato da dirigente anche dal Presidente CONI Giovanni Malagò, che ha da subito espresso grande entusiasmo per l’ingresso nella Federazione dell’ex Commissario della Polizia Penitenziaria.
Il suo obiettivo è mettere a disposizione della Federazione l’esperienza messa a frutto nella Polisportiva delle Fiamme Azzurre, dove ha avuto modo di conoscere in profondità tante realtà differenti. Da ognuna si può prendere qualcosa per far crescere il tiro con l’arco, per questo Marcello Tolu è stato subito un grande sostenitore dell’arrivo di un uomo carismatico come Mauro Berruto nelle vesti di direttore tecnico, giocando insieme al Presidente Scarzella un ruolo decisivo per ottenere il sì e l’ingresso nel tiro con l’arco italiano dell’ex c.t. della pallavolo.
Nel giro di pochi mesi Tolu si è messo subito a disposizione del mondo arcieristico, nonostante il suo avvicendamento con il Maestro di Sport Alvaro Carboni sia avvenuto in un momento non facile: era piena estate, a Roma si sarebbe ospitata a inizio settembre la finale di Coppa del Mondo e le Nazionali azzurre erano in procinto di affrontare tre rassegne iridate. Con la calma che lo contraddistingue è riuscito ad assorbire il colpo, passando ore a leggere carte e approfondire la conoscenza con i dipendenti e i dirigenti federali. Poi il suo primo incontro con gli azzurri al CTF di Cantalupa e una full immersion in ufficio che prosegue tutt’oggi per tenere salde le redini di un lavoro che dovrà portare la Federazione fino al termine del quadriennio olimpico. L’obiettivo è fare squadra per far crescere il movimento arcieristico sotto tutti gli aspetti, forte del traino dei successi degli azzurri in ambito internazionale, mantenendo i capisaldi amministrativi e regolamentari di una Federazione Sportiva Nazionale, puntando all’ammodernamento per continuare ad essere al passo coi tempi.

Dalla finale di Coppa del Mondo di Roma alla Coppa delle Regioni, dai Tricolori Indoor di Rimini passando per la trasferta negli Usa per la World Cup e i Mondiali al chiuso: il Segretario Generale si è ormai calato a tutti gli effetti nella realtà arcieristica?
“Devo dire che i campi di gara su cui sono stato, sia in Italia che all’estero, mi hanno regalato una sensazione positiva, quasi sconvolgente. Ho toccato con mano l’altissimo livello agonistico e organizzativo del nostro movimento, senza contare lo spessore sociale di questi eventi: avere sulla stessa linea di tiro campioni olimpici, ragazzi giovani e arcieri di tutte le età è assolutamente straordinario e un esempio lampante sono i Tricolori di Rimini”.
Gare importanti anche per il livello agonistico e la Fitarco in questo senso è una garanzia grazie a un movimento che continua ad essere vincente. Che idea si è fatto del mondo del tiro con l’arco italiano?
“In questa Federazione ci sono basi solidissime. Il vivaio è ricco, i campioni non li scopro certo io ma soprattutto ho notato che tutti gli atleti di livello hanno l’atteggiamento giusto. Ora dobbiamo riuscire ad interpretare nel modo corretto tutto questo potenziale e aiutare questo talento a sprigionarsi nella maniera migliore, ponendo un occhio di riguardo anche alla crescita della base su tutto il territorio”.
Fiamme Azzurre, Fitarco e non solo. Chi è il Segretario Generale Marcello Tolu?
“Prima di tutto devo dire di essere una persona molto fortunata perché sono riuscito a fare nella vita quello che realmente mi piaceva. Da giovane ho praticato sport, lo faccio ancora oggi, ma è da dirigente che sono riuscito a dare un contributo di alto livello. Questo lo devo alla mia carriera nella Pubblica Amministrazione che mi ha portato ad entrare e a dirigere una Polisportiva come quella delle Fiamme Azzurre che da anni è una base importante per lo sport italiano. Avendo a che fare con 23 discipline diverse più il calcio ho imparato ad avere una certa capacità di analisi, di programmazione e una visione precisa delle cose. Queste mie capacità le metterò a disposizione della Fitarco con umiltà e grande entusiasmo. Sono innamorato di questo mondo che ho conosciuto grazie anche ai tanti arcieri presenti nelle Fiamme Azzurre”.
Tra i primi successi l’approdo in Federazione del nuovo Direttore Tecnico Mauro Berruto. Anche il Segretario ha giocato un ruolo decisivo.
“L’arrivo di Mauro nasce da un invito che voglio fare a tutto il mondo dell’arco: non bisogna avere paura delle contaminazioni tra vari sport ed esperienze perché aprirsi significa arricchirsi. L’ho fatto nelle Fiamme Azzurre in molte delle 23 discipline all’interno della Polisportiva e questo ha portato grande crescita per tutti. La contaminazione è importante e come FITARCO siamo la prima Federazione a credere davvero in questo concetto. Da qui è nata l’idea Berruto, un uomo che fin dai primi incontri ci ha dimostrato di avere l’entusiasmo giusto per portarci qualcosa in più. L’arco italiano ha vinto tanto e si è strutturato in questo modo formidabile non per caso, ha sempre voluto migliorarsi e la scelta di nominare il nuovo Direttore Tecnico dopo le vittorie mondiali va proprio in questa direzione: cambiare per migliorare, non tanto per farlo. Mauro Berruto è stato scelto perché ha le capacità per inserire quei nuovi elementi anche mentali che sono alla base per restare a livelli assoluti”.
In molte occasioni il Presidente del CONI Malagò ha elogiato Tolu pubblicamente: una stima che arriva da lontano?
“Per chi come me ha voglia di fare e di sognare è importante trovare qualcuno ai vertici che lo sostenga. Con il Presidente ho percorso una parte meravigliosa della mia carriera professionale e ricordo ancora con emozione e profonda gratitudine la sua disponibilità e vicinanza nel sostenere il mio impegno volto a realizzare un progetto di grande valenza sociale a favore della popolazione detenuta. E, con altrettanta emozione, mi torna in mente il giorno in cui con Malagò e il Ministro della Giustizia abbiamo presentato il progetto ‘Lo Sport in carcere’, che porta la pratica sportiva negli istituti penitenziari per fare in modo che il reo abbia la possibilità di essere reinserito nella società attraverso lo sport in maniera professionale e non solo ludica. In quel momento avevo bisogno di un sostegno e il Presidente ha subito approvato l’idea incoraggiandomi e il suo impegno è proseguito visto che il progetto, dopo i grandi successi ottenuti, andrà avanti anche nei prossimi anni. Con lui ho poi condiviso la giusta idea di riportare al centro del progetto sportivo nazionale l’atleta: tutti dobbiamo lavorare per loro ed è anche questa la linea della FITARCO. Sono convinto che il nostro Paese, lo sport italiano e tutti noi avevamo un grandissimo bisogno di un uomo con la visione, i valori e la capacità di coinvolgimento come Giovanni Malagò”.
Che ambiente ha trovato in Federazione?
“Io devo solo ringraziare tutto l’ambiente che fin dai primi giorni mi ha fatto sentire subito a casa. Ho visto in tutti una grande disponibilità a fare e a mettersi in discussione. Tutti i dipendenti hanno un atteggiamento positivo e sono tutti validissimi sia sotto l’aspetto professionale che umano e, dico la verità, tutto questo è andato oltre le mie aspettative. Nessuno in ufficio guarda solo alla pratica, va oltre per sostenere un’attività importante che è fare sport ad alto livello e non solo: tutti si sono messi a disposizione e per questo non posso fare altro che ringraziare tutto l’ambiente. Ora l’invito è quello di continuare a non avere mai paura di mettersi in discussione.
Infine, vorrei dedicare un pensiero al Presidente Scarzella, perché grazie a lui ho fatto questa scelta e grazie a lui ho capito che c’era ancora la possibilità di crescere professionalmente nella totale condivisione di quelli che io considero i valori fondanti dello sport e della vita. Il Presidente è per l’arcieria e per tutto lo sport italiano un esempio non comune di grande capacità manageriale, di passione e di attaccamento alla causa. Il suo entusiasmo è veramente contagioso tanto da farci pensare che nessun traguardo sarà fuori dalla nostra portata”.
Passato, presente e ora futuro, con il mirino puntato su Tokyo 2020.
“Io, il Presidente Scarzella, Mauro Berruto e tutti gli altri lavoriamo in maniera maniacale, ora dopo ora, per le Olimpiadi. A Tokyo avremo cinque possibilità di medaglia e punteremo a tutte e cinque perché i campioni e i giovani che abbiamo a disposizione ci permettono di farlo. Ci aspettano due anni e più di grande abnegazione, dobbiamo credere in quello che facciamo per andarci a prendere Tokyo”. •

Rinnovato il protocollo d’intesa coni – Ministero della Giustizia
Lo scorso 29 novembre, il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, e il Sottosegretario di Stato alla Giustizia, Gennaro Migliore, hanno sottoscritto al Foro Italico il nuovo protocollo d’intesa tra il Comitato Olimpico Nazionale Italiano e il Ministero della Giustizia. Alla firma dell’accordo erano presenti il Vicesegretario Generale del CONI, Carlo Mornati, il Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Santi Consolo, il nuovo Responsabile del gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, Fabio Pichi, e l’ex Responsabile, ora Segretario Generale della FITARCO, Marcello Tolu che ne fu l’ideatore e promotore.
Il protocollo prevede il proseguimento della proficua collaborazione per l’attivazione di percorsi di pratica sportiva e formativa, mirati al coinvolgimento della popolazione detenuta, nelle strutture penitenziarie. L’intesa, oltre a prevedere interventi di riqualificazione degli ambienti dove svolgere le attività, contempla anche l’individuazione di detenuti che possano collaborare a titolo gratuito e volontario alle attività degli organismi sportivi, con modalità da stabilire e in base all’ordinamento penitenziario. Il Comitato tecnico-scientifico paritetico consentirà la pianificazione strategica degli obiettivi da perseguire, e si occuperà di stabilire il programma delle attività per i detenuti.
Per il neo Segretario Fitarco è stata una grande soddisfazione vedersi riconosciuti i meriti per un progetto sul quale ha creduto molto e le emozioni si sono susseguite, visto che, nella stessa giornata, insieme al Presidente Scarzella e al Vicepresidente Spigarelli, Tolu è tornato nella sede del CONI per accompagnare gli iridati Fitarco senior e junior dal Presidente Malagò, il quale aveva espresso la volontà di ringraziarli personalmente per i grandi successi ottenuti ai Mondiali.

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