campionati mondiali indoorCOMPETITIVI E VINCENTIdi Guido Lo Giudice – Foto World Archery

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COMPETITIVI E VINCENTI
di di Guido Lo Giudice – Foto World Archery

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L’Italia chiude la stagione internazionale al chiuso con 1 oro, 3 argenti e 1 bronzo nella rassegna di Yankton. Tripletta iridata per le azzurrine del ricurvo e grandi prove dei compound

L’Italia ha cominciato la stagione internazionale confermandosi tra le migliori al mondo. Questo dicono i risultati ottenuti dagli azzurri ai Mondiali Indoor che si sono svolti negli States dal 15 al 19 febbraio, presso l’ormai rinomato NFAA Easton Yankton Archery Complex.
Ad attendere gli oltre 200 arcieri in gara in rappresentanza di 31 Nazioni un freddo gelido che, per quanto riguarda gli azzurri, è stato ben mitigato dalle prestazioni e dai successi. Il medagliere dice che l’Italia, con 1 oro, 3 argenti e 1 bronzo, è la terza Nazione come numero di medaglie vinte, al 5° posto del medagliere che ha visto i padroni di casa USA al primo (5 ori, 1 argento, 2 bronzi), l’Olanda seconda (3 ori, 1 bronzo), la Russia terza (2 ori, 4 argenti) e la Germania quarta (2 ori).
Il risultato è stato ottimo se si considera che nel ricurvo senior femminile, nel ricurvo e nel compound junior maschile avevamo un solo atleta, escludendo quindi la possibilità di giocarsi anche le gare a squadre.
Per i coach e per i dirigenti presenti – per la prima volta ha preso parte a una trasferta internazionale il nuovo Segretario Generale Marcello Tolu – è stato un Mondiale che ha messo in evidenza la qualità del lavoro svolto dagli azzurri al termine della chiusura della stagione estiva 2017. Dopo la scorpacciata di medaglie arrivata la scorsa estate, con i numerosi allori ottenuti nelle varie rassegne iridate, nell’evento clou della stagione al chiuso abbiamo difeso quanto conquistato in passato in questa specialità che, da sempre, ci vede tra i migliori.
Se la perla più splendente è arrivata dal ricurvo grazie al trio junior femminile, come al solito non hanno tradito le attese i compound, che hanno rimpinguato la bacheca italiana con altre 4 medaglie.
3° TITOLO IRIDATO CONSECUTIVO PER LE AZZURRINE – Quando cambiano alcuni interpreti, ma il risultato resta massimale, significa che si sta andando nella direzione giusta. Questo hanno voluto sottolineare le junior arco olimpico italiane. I Mondiali si sono infatti tinti d’oro e d’azzurro grazie alle frecce di Tatiana Andreoli, Tanya Giaccheri e Aiko Rolando che vincono la finale a squadre contro la Russia (Budaeva, Gomboeva, Plotnikova). Il match è stato caratterizzato dal dominio assoluto del trio italiano che si è aggiudicato il primo parziale 58-56, si è ripetuto con il 59-58 del secondo e ha chiuso i conti con il 59-57 che è valso il 6-0 conclusivo, senza mai dare la possibilità alle avversarie di rientrare in partita.
Una vittoria che vale triplo, essendo questo il terzo titolo consecutivo per l’Italia in questa categoria e divisione. A tenere sempre in mano il filo dei tre successi è stata Tatiana Andreoli, l’unica presente in tutte e tre le finali. Insieme a lei nel 2016 c’era Tanya Giaccheri, che quindi ha firmato il bis mondiale a Yankton, e Loredana Spera. Nel 2014, invece, oltre alla Andreoli c’erano la Spera e Sara Ret, che nel frattempo è passata al compound e a Yankton è riuscita a imporsi sul podio a squadre anche in questa divisione. Niente male vero?
A vincere il Mondiale negli States come new entry è stata invece Aiko Rolando, compagna di società della Andreoli, alla sua prima grande affermazione internazionale.
Un risultato eccellente, che fa il pari con lo storico titolo iridato conquistato da Tatiana Andreoli, Lucilla Boari e Vanessa Landi ai Mondiali outdoor della scorsa estate in Argentina. Insomma, l’Italia del ricurvo femminile, che a Rio 2016 aveva sfiorato il podio raggiungendo il miglior risultato di sempre, può guardare al futuro con fiducia, consapevole che potrà far crescere ulteriormente questi talenti anche nella categoria senior.
ARGENTO PER SERGIO PAGNI – Se quello delle junior è stato il primo grande acuto del Mondiale, il match di chiusura della rassegna iridata si è concluso con l’argento nella finale individuale compound in cui Sergio Pagni è stato superato 146-145 dall’olandese Mike Schloesser. Per il fuoriclasse azzurro, che aveva ottenuto il titolo individuale nel 2014, è arrivata la possibilità del bis contro un altro pezzo da novanta della disciplina. Come quasi sempre accade in una sfida tra campioni, la partita si è risolta all’ultima freccia, che ha portato al sospiro di sollievo di “Mr. Perfect”, riuscito con un 9 stranamente impacciato a mantenere intatto il punto di vantaggio che gli è valso il primo oro iridato al chiuso.
L’azzurro, che aveva pareggiato il primo parziale 29-29, è andato sotto nel secondo (30-29), per poi infilare altri due 29 con cui prima firma il pari (29-29 la terza volée) e poi perde il quarto parziale (30-29). Nelle ultime tre frecce il mancino della Nazionale vince 29-28, ma non è bastato per ribaltare la sorte della finalissima che, negli Stati Uniti, è dedicata all’amatissimo compound piuttosto che all’olimpico, come invece accade nel resto del mondo.
ARGENTO PER ELISA RONER – Nell’individuale l’Italia sfiora il titolo anche con la giovane Elisa Roner che, nella finale compound junior si arrende alla statunitense Cassidy Cox per 145-143. Il match inizia subito bene per la giovane trentina che vince la prima volée 30-28 e mantiene il vantaggio nelle successive sei frecce chiuse con i parziali di 29-29 e 28-28.
Nell’ultima tornata però la sua avversaria sale di colpi piazzando gli ultimi sei tiri tutti sul 10, andandosi ad aggiudicare i singoli parziali 30-27 e 30-29. Un finale che le servirà da esperienza per il futuro, ma che nulla toglie a una prestazione complessiva da applausi.
BRONZO PER LE AZZURRINE COMPOUND – Elisa Roner era stata in precedenza anche protagonista della finale che è valsa il bronzo del trio compound giovanile. Insieme a Sara Ret ed Elisa Bazzichetto, ha avuto la meglio (233-231) sulla Gran Bretagna (Annison, Gibson, Sargeant), rifacendosi ampiamente della semifinale persa contro il Canada 233-231, dopo che era stato raggiunto anche il miglior punteggio in qualifica, 1729 punti, 4 in più degli USA che sono poi andati a vincere il titolo.
ARGENTO PER IL TRIO COMPOUND – Anche l’altro alloro italiano a squadre ha una storia bella da raccontare. L’Italia era campione uscente, ma in gara insieme a Sergio Pagni non ci sono Luigi Dragoni e Michele Nencioni, che con lui avevano vinto nel 2016, bensì il giovane Viviano Mior, che ha esordito tra i senior come se ci avesse sempre gareggiato, e il vicecampione paralimpico in carica Alberto Simonelli, sempre più determinato a riscrivere la storia del tiro con l’arco paralimpico e non.
Il terzetto italiano, testa di serie numero due del tabellone grazie all’ottima qualifica guidata dagli USA, nelle eliminatorie ha battuto prima l’Iran (Ebadi, Kazempour, Mahboubi Matbooe) 239-234 e poi la Croa-zia (Buden, Vavro, Markes) 239-231, in entrambi i casi realizzando il nuovo record italiano, migliorato di 2 punti. Gli ultimi avversari per il match che vale l’oro mondiale sono, neanche a dirlo, gli Stati Uniti padroni di casa e grandi specialisti del settore, vincitori di ben 8 titoli iridati col trio maschile a partire dal 1995.
La finale si chiude con gli italiani superati di misura da Broadwater, Morgan e Schaff per 235-234 al termine di un match equilibrato e palpitante.
La Nazionale a stelle e strisce parte meglio e con sei 10 di fila costringe l’Italia a rimanere in scia nella prima volée (60-58); la risposta azzurra è da manuale con il 59-57 che rimette la partita in equilibrio. Nel terzo parziale il nuovo sorpasso degli States che si rivelerà decisivo: dopo il 59-58 della terza tornata di frecce, infatti, la quarta e ultima finisce in parità 59-59, regalando così il successo ai padroni di casa e un altro brillante argento all’Italia.
LE ALTRE SFIDE DEGLI ITALIANI – Per quanto riguarda gli altri match che hanno visto in gara gli azzurri, nelle prove a squadre amaro in bocca per il trio ricurvo maschile: Massimiliano Mandia, Mauro Nespoli e David Pasqualucci vengono superati ai quarti allo shoot off dalla Russia (Baldanov, Makhenko, Tsybekdorzhiev) 5-4 (29-20). Si fermano ai quarti anche le arciere del compound Marcella Tonioli, Irene Franchini ed Eleonora Sarti sconfitte dal Canada (Groszko, Hart e Mcclean) 230-224.
Nell’individuale, a parte Pagni e Roner nel compound, tutti gli altri azzurri non sono arrivati a giocarsi la medaglia. Nel compound si fermano ai quarti Viviano Mior, la campionessa uscente Irene Franchini e Marcella Tonioli. Stesso discorso per il ricurvo, che ha visto arrivare ai quarti Max Mandia, mentre gli altri italiani si sono arresi agli ottavi. •

Italia pigliatutto nell’indoor
Le gare internazionali al chiuso sono ormai terra di conquista per gli azzurri. Nella precedente edizione dei Mondiali, svolti ad Ankara nel 2016, la Nazionale riuscì a vincere 10 medaglie (5 ori, 2 argenti e 3 bronzi) portandosi a casa il primo posto nel medagliere. In Turchia a prendersi il titolo iridato furono: Irene Franchini e la squadra maschile composta da Sergio Pagni, Luigi Dragoni e Michele Nencioni nel compound e tra gli Junior dell’olimpico David Pasqualucci e le due squadre formate allora da Pasqualucci, Dino Bizzotto e Yuri Belli, nel maschile, e da Tatiana Andreoli, Loredana Spera e Tanya Giaccheri al femminile.
La linea di tiro turca portò sul podio anche Claudia Mandia, bronzo individuale nell’olimpico, Tatiana Andreoli, argento tra le Junior, la squadra compound femminile (Franchini, Longo, Sarti), argento, la squadra Junior compound maschile (Sut, Festi, Mior), argento e la squadra compound Junior femminile (Grascelli, Tozzi, Alberti), bronzo.
I successi del 2016 sono stati ripetuti anche nella passata stagione quando gli azzurri hanno dominato l’Europeo di Vittel con 10 medaglie di cui sei d’oro, due d’argento e 2 di bronzo.
Anche precedentemente le prestazioni dell’Italia avevano fatto esultare gli appassionati: ai Mondiali di Nimes del 2014, infatti, gli azzurri si classificarono al secondo posto del medagliere, conquistando in totale 3 ori, 1 argento e 1 bronzo. I titoli erano arrivati grazie a Sergio Pagni, che si impose nel compound e sempre grazie al trio junior ricurvo femminile, che contava in squadra su Tatiana Andreoli – che vinse anche l’oro individuale – Loredana Spera e Sara Ret.
Naturalmente se il viaggio a ritroso relativo ai Mondiali indoor andasse avanti, si scoprirebbe che l’Italia non ha ottenuto nemmeno un podio solamente nella seconda edizione della rassegna iridata, quella del 1993 a Perpignan, in Francia. Nella prima edizione, nel ’91 a Oulu in Finlandia arrivò un oro con Lucia Panico nel compound e poi, dal ’95 in avanti, non è mai capitato che gli azzurri tornassero a bocca asciutta, conquistando nel complesso ben 26 titoli iridati, che diventano 27 grazie all’oro delle azzurrine nella 14esima edizione di Yankton.
E in effetti la trasferta negli USA non ha fatto altro che confermare la competitività degli azzurri nelle gare internazionali al chiuso.




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I vincitori delle finali di Las Vegas

La World Cup Indoor 2018 va in archivio mettendo a referto quattro nuovi campioni. A Las Vegas vince nell’arco olimpico maschile il coreano Han davanti al padrone di casa Ellison e al giovane olandese Wijler, al femminile a spuntarla è la tedesca Lisa Unruh. Argento alla russa Tsyrempilova, bronzo alla coreana Jin. Nel compound maschile tripletta statunitense con Broadwater primo, Schaff secondo e Gellenthien terzo; tra le donne ha la meglio la russa Savenkova, davanti alla danese Jensen e alla coreana So.
La corsa degli italiani – Nell’arco olimpico maschile sono due gli italiani che hanno avuto accesso agli scontri delle finali di Coppa del Mondo grazie anche ai piazzamenti delle altre tappe.
A fare più strada è Massimiliano Mandia delle Fiamme Azzurre che si ferma ai piedi del podio battuto solamente nella finale per il bronzo dall’olandese Steve Wijler 6-0. In precedenza per Mandia sono arrivati i successi, tutti allo shoot off, con il coreano Min Byeongyeon 6-5 (10-9) e lo statunitense Jack Williams 6-5 (10*-10) e la sconfitta in semifinale con il coreano Han Jaeyeop 7-3. Si interrompe al primo turno la corsa di Matteo Fissore, battuto 6-0 dall’austriaco Andreas Gstoettner. Nell’olimpico femminile Claudia Mandia, anche lei portacolori delle Fiamme Azzurre, esce al primo scontro diretto sconfitta 6-4 dalla russa Sayana Tsyrempilova che andrà poi a vincere l’argento.
Nel compound maschile Sergio Pagni chiude la sua avventura ai quarti di finale dopo il 149-148 inflittogli dallo statunitense Jesse Broadwater: in precedenza l’arciere italiano aveva vinto 147-146 con il turco Demir Elmaagacli. Federico Pagnoni si arrende invece al primo turno inchinandosi davanti all’olandese Mike Schloesser 149-144. Nessuna italiana ha invece partecipato agli scontri finali.

 

 

 

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