campionati italiani indoorRECORD, NUOVE SFIDE E PRESENTAZIONIdi Gianluca Strocchi – Foto Universalclick

campionati italiani indoor
RECORD, NUOVE SFIDE E PRESENTAZIONI
di di Gianluca Strocchi – Foto Universalclick

13
0

I Tricolori tornano a Rimini per la quinta volta e segnano nuovi record. Prima delle sfide per i titoli assoluti, il saluto del DT Mauro Berruto e la premiazione di Alberto Simonelli, miglior arciere paralimpico 2017

Un’invasione pacifica da parte di un esercito di un migliaio di atleti, armati di arco e frecce. È quella che nell’ultimo fine settimana di febbraio ha conosciuto Rimini, sede dei 45esimi Campionati Italiani Indoor di tiro con l’arco, andati in scena sabato 24 e domenica 25 nei padiglioni B5-D5 di Rimini Fiera. Un’edizione record come numero di iscritti, quella 2018: 941 arcieri fra prove individuali e a squadre (nel dettaglio: 430 nella specialità arco olimpico, 245 nella divisione compound e 266 nell’arco nudo), di un po’ tutte le età, dai Ragazzi fino ai Master passando per le stelle azzurre della disciplina, con 232 società rappresentate.
LA PRESENTAZIONE IN RESIDENZA COMUNALE – L’evento è stato presentato con una conferenza stampa svoltasi giovedì 22 febbraio, nella Sala Giunta della Residenza Comunale. “Dopo un anno di pausa la Federazione Tiro con l’Arco torna ad onorare la nostra città – ha sottolineato il ‘padrone di casa’, l’assessore allo sport del Comune di Rimini, Gian Luca Brasini – che ospita i Tricolori per la quinta volta. Un’ulteriore dimostrazione di come Rimini, al di là delle strutture ricettive legate al turismo, è in grado di fornire sedi idonee anche per manifestazioni sportive per le quali non basterebbe un palazzetto dello sport, proprio per l’imponente numero di partecipanti. E questo grazie ai padiglioni della Fiera, che consentono di portare alcune migliaia di persone nella nostra città in febbraio, dimostrandosi un prezioso fattore di destagionalizzazione, con ricadute importanti anche sul piano economico. Inoltre mi preme sottolineare che per questo genere di manifestazioni la Federazione si appoggia dove sa di poter contare su una società ben strutturata, il che rappresenta un ulteriore valore aggiunto”.
Ad illustrare i dettagli della macchina organizzativa è stato Raimondo Luponetti, Presidente del Comitato Organizzatore denominato “Team Italian Challenge” e formato da sei società emiliano-romagnole, con ruolo di primo piano giocato dall’Arco Club Riccione, insieme a Castenaso Archery Team, Arcieri Cesena, Arcieri Bizantini, Arcieri MASF Cotignola e Arcieri Aquila Bianca Modena, coadiuvate dal Comitato Regionale Emilia Romagna. “Rispetto al 2013, quando partimmo con questa sorta di scommessa, siamo progressivamente sempre cresciuti – ha spiegato Luponetti, affiancato nell’occasione dal Segretario Andrea Bertolino – nonostante l’impegno sia notevole e spesso anche le preoccupazioni per riuscire ad essere all’altezza. E se nelle precedenti edizioni eravamo arrivati a 124 paglioni, quest’anno abbiamo allestito una linea di tiro a 18 metri con 131 bersagli, senza tema di smentita unica al mondo, da Guinness dei primati se esistesse come casistica di omologazione. Da parte nostra è doveroso ringraziare il Comune di Rimini per il costante supporto, come pure l’Ente Fiera che ci mette a disposizione due padiglioni per questa competizione, ma anche e soprattutto le tante persone che dedicano il loro tempo e le loro energie per permettere di organizzare tutto ciò. Abbiamo 80 volontari da tutta l’Emilia Romagna e non solo, mossi semplicemente dalla passione e dall’amore per il tiro con l’arco. Insomma, dal 2013 possiamo dire che di strada ne abbiamo fatta, acquisendo man mano sempre più esperienza, riconosciutaci anche dai partecipanti stranieri”.

In rappresentanza della FITARCO era presente il Consigliere Federale Fabio Cinquini, anche nelle vesti di Delegato Tecnico dell’evento. “Porto il saluto del Presidente Mario Scarzella e dell’intero Consiglio Federale a un territorio famoso per la sua ospitalità e la cordialità della sua gente – le parole di Cinquini – A Rimini sappiamo di poter contare dal punto di vista logistico su una struttura di prim’ordine ma anche su un team di volontari ormai collaudato e che ha dimostrato nel tempo notevole affidabilità, e questa non è una peculiarità da poco. Sono certo sarà un weekend avvincente sul piano sportivo: non a caso siamo uno degli sport più medagliati alle Olimpiadi, sul podio per cinque edizioni di fila prima di Rio 2016, anche se a volte i media se lo dimenticano…”.
LA “PRIMA” UFFICIALE DEL D.T. MAURO BERRUTO – Proprio la rassegna tricolore indoor riminese è stata teatro della prima uscita ufficiale di Mauro Berruto nelle vesti di Direttore Tecnico della Federazione Italiana Tiro con l’Arco. L’ex C.T. della Nazionale italiana di pallavolo nel primo pomeriggio di sabato 24 è stato presentato dal Presidente Scarzella, circondato dai consiglieri FITARCO, dai Presidenti dei Comitati Regionali e dagli azzurri iridati.
“Sono onorato di essere qui con voi e devo ammettere che camminare in questi padiglioni mi è servito più di mille parole per capire che cosa è il movimento del tiro con l’arco italiano – ha sottolineato Berruto, che a fine gennaio ha accettato la nuova avventura professionale, con un progetto finalizzato alle Olimpiadi di Tokyo 2020 –. Mancano 881 giorni alla prossima edizione dei Giochi, in terra giapponese, quello che è il nostro grande obiettivo, puntando a recitare un ruolo di primo piano nelle cinque competizioni previste da questa disciplina. Sto toccando con mano un movimento straordinario, che per le sue caratteristiche ha un doppio vertice, vista la base che lo contraddistingue. Un movimento che proprio per questo merita di presentarsi all’appuntamento olimpico con qualche risultato di rilievo per lo sport italiano”.

SIMONELLI MIGLIOR ATLETA PARALIMPICO E IL TRIBUTO AGLI IRIDATI – Prima di introdurre il nuovo Direttore Tecnico, Scarzella ha voluto tributare un “momento di gloria”, chiamandoli accanto a sé al centro della linea di tiro, ai campioni mondiali in carica (David Pasqualucci, Mauro Nespoli e Marco Galiazzo), alle iridate junior a squadre nell’olimpico a Rosario 2017 (Vanessa Landi, Lucilla Boari e Tatiana Andreoli), alle quali si sono aggiunte Tanya Giaccheri e Aiko Rolando che con la Andreoli meno di una settimana prima dei Tricolori sono salite sul tetto del mondo sempre in ambito junior nella rassegna di Yankton, firmando il terzo oro iridato juniores consecutivo al chiuso.
La seconda delle tre intense giornate riminesi si era aperta con un altro momento forte, vale a dire la consegna ad Alberto Simonelli del premio World Archery quale miglior atleta mondiale paralimpico 2017, che l’arciere azzurro non aveva ricevuto il mese scorso alle Finali di Coppa del Mondo a Las Vegas perché assente. A proposito di arco paralimpico, ad illuminare il sabato in riva all’Adriatico anche il record mondiale stabilito ex aequo con 571 punti nel compound dalle due azzurre Eleonora Sarti e Giulia Pesci, entrambe promosse alle sfide ad eliminazione diretta di domenica.

I TITOLI INDIVIDUALI – Sfide, quelle della giornata conclusiva dei Tricolori indoor, che non hanno lesinato spettacolo ed emozioni, vedendo spesso e volentieri tra i principali protagonisti gli azzurri, reduci dalla rassegna iridata oltreoceano. Nell’arco olimpico maschile ha trionfato Massimiliano Mandia (Fiamme Azzurre): l’arciere salernitano si è imposto in semifinale sul campione uscente Michele Frangilli, poi salito sul terzo gradino del podio con il 6-4 su Amedeo Tonelli e nel match clou ha sconfitto per 6-2 l’azzurrino Federico Musolesi (Castenaso Archery Team), centrando il suo terzo titolo assoluto, con commossa dedica in diretta, condita pure da qualche lacrima, al coach Fabio Olivieri (“È il mio trentesimo titolo in carriera e senza di lui questo non ci sarebbe stato…”).
A gioire al femminile è stata invece la junior Tatiana Andreoli (Iuvenilia), che si mette al collo il primo oro assoluto indoor dopo quattro finali disputate negli anni passati. L’azzurra conferma il suo periodo eccezionale dopo il trionfo iridato a squadre juniores pochi giorni prima a Yankton: l’ultima ad arrendersi è stata Laura Baldelli (Arcieri Augusta Perusia), sconfitta in finale solamente allo shoot off 6-5 (10-8). Sale sul podio anche l’azzurra e campionessa uscente Lucilla Boari (Arcieri Gonzaga) dopo il 6-4 inflitto alla compagna in Nazionale Claudia Mandia (Fiamme Azzurre) nel testa a testa per il bronzo.
Altra prima volta nella divisione compound dove a vincere è Elia Fregnan (Compagnia Arcieri del Torrazzo), che dopo aver fatto segnare il miglior punteggio sulle 60 frecce di qualifica (594) così da guadagnare il titolo di classe si prende anche quello assoluto al termine di una finale palpitante contro l’azzurro Federico Pagnoni (Arcieri Montalcino): dopo il 146-146 al termine delle cinque volée, i due tirano lo spareggio entrambi sul 10 ma la freccia di Fregnan è più vicina al centro e vale quindi il tricolore. Un risultato eccellente se si pensa che Fregnan fino a poco tempo fa tirava col ricurvo e faceva parte della Scuola Federale Fitarco. Il bronzo va ad Alberto Simonelli (Fiamme Azzurre), campione uscente stoppato in semifinale proprio da Fregnan, nella finale per il terzo posto vittorioso su Jacopo Polidori (Arcieri Torrevecchia) per 147-140.
Nel compound femminile vince Anastasia Anastasio (Marina Militare) e anche per lei è il primo titolo italiano assoluto in carriera. L’atleta della Nazionale vince la finale per 143-142 contro Elisa Roner (Kappa Kosmos Rovereto), azzurrina reduce dal Mondiale di Yankton in cui ha vinto l’argento individuale e il bronzo a squadre tra le junior. Terzo posto per Serenella Cristiano (Maremmana Arcieri) che ha la meglio su Erica Benzini (A.G.A) per 141-140.
Nell’arco nudo si è laureato campione italiano 2018 il campano Giuseppe Fonti (Arcieri Normanni Aversa) grazie a un netto 6-0 in finale su Marco Nati (Arcieri Rocca Flea). A chiudere il podio Daniele Bellotti (Arcieri Fivizzano) dopo il 6-2 su Daniele Bruni (Frecce Apuane) nella finalina. Al femminile conquista il titolo Giulia Mantilli (Arcieri Romana) dopo una lunga battaglia conclusa 6-4 contro Eleonora Strobbe (Arcieri Altopiano Piné). Bronzo per Valeria Congiunti (Arcieri Mejlogu), campionessa 2017, che vince la finalina 7-3 con Fabia Rovatti (Ki Oshi).
I TITOLI A SQUADRE – Nelle competizioni a squadre la Iuvenilia (Melotto, Morello, Tonelli) sale sul primo gradino del podio nell’arco olimpico maschile prevalendo allo shoot off 5-4 (28*-28) sugli Arcieri Torrevecchia (Caruso, Mandia, Molfese) campioni nelle ultime quattro edizioni consecutive. L’A.N Polizia sezione Arcieri (Fissore, Palazzi, Ralli) si prende il bronzo con il 5-3 sugli Arcieri Città di Terni (Angeli Felicioni, Santi, Sparnaccini).
La finale per l’oro al femminile è la stessa di quella al maschile e ha anche lo stesso epilogo. La Iuvenilia (Andreoli, Rolando, Trapani) piazza infatti la doppietta vincente con il 5-3 sugli Arcieri Torrevecchia (Mandia, Rebagliati, Romoli). Completano il podio le portacolori della C.A.M – Arcieri Monica (Calloni, Coerezza, Frangilli) grazie al 6-0 sul Castenaso Archery Team (Bettinelli, Di Pasquale, Franceschelli).
Vittoria nel compound maschile per gli Arcieri Solese (Della Stua, Leotta, Simonelli) che battono in finale 232-227 il Kosmos Rovereto (Andreatta, Mior, Sut). Terzo posto alla capitolina Torrevecchia (Cancelli, Giacomoni, Polidori) con il successo 233-229 sulla Maremmana Arcieri (Cirillo, Falcinelli, Mazzi).
La società toscana (Cristiano, Romboli, Sarti) si può consolare festeggiando l’oro al femminile grazie al successo per 224-222 sul Torrevecchia (Anastasio, Menegoli, Spano). Medaglia di bronzo per gli Arcieri delle Alpi (Franchini, Foglio, Marinetto) dopo il 230-226 sugli Arcieri Montalcino (Lanchini, Santarelli, Tonioli).
Nell’arco nudo il titolo italiano è appannaggio delle Frecce Apuane (Bernacca, Bruni, Rappelli): in finale ad arrendersi sono gli Arcieri del Sole (Genova, Sivieri, Trolese) per 5-3. Sul terzo gradino del podio salgono gli Arcieri Certaldesi (Giovannini, Mancianti, Mecca) dopo lo shoot off vincente 5-4 (25-21) sugli Arcieri della Signoria (Ghiandelli, Iovi, Sani).
Ad aggiudicarsi il titolo in rosa sono gli Arcieri Romani (Giustini, Lampazzi, Mantilli) dopo il 6-0 nel “derby delle frecce” con la Lupa Capitolina (Bove, Papa, Perrone). Il bronzo va al Ki Oshi di Campeggi, Rovatti e Varvaro grazie al 5-1 sul CUS Roma (Grayson, Scarfoglio, Zarbà). •

 



   

 


ITALIAN CHALLENGE
(G.S.) Molto più di un gustoso antipasto. Sfide spettacolari ed equilibrate hanno infatti caratterizzato la quarta edizione dell’“Italian Challenge”, la gara internazionale mixed team che venerdì 23 febbraio ha aperto il lungo weekend all’insegna di frecce e bersagli, facendo da preambolo ai 45esimi Campionati Italiani indoor.
Una competizione la cui idea è nata quasi per gioco alcuni anni fa – come hanno spiegato gli organizzatori romagnoli – dopo che nell’ambito di ‘SportDays’ proprio in Fiera era stata proposta una gara sperimentale a coppie mista, formula che ancora non esisteva a livello indoor. Adesso invece l’“Italian Challenge” – con premi in denaro e materiali tecnici messi a disposizione dagli sponsor per i binomi vincitori – è iscritto a calendario internazionale World Archery per le divisioni compound e arco olimpico ed interregionale per arco nudo, con abbinato un Torneo Secondario individuale. Un appuntamento che si è ritagliato un suo spazio e attira come una calamita anche i big di questa disciplina, a maggior ragione dopo che la gara a coppie miste è stata inserita anche nel programma Olimpico.
I NAZIONALI LASCIANO IL SEGNO NELL’ALBO D’ORO – Dopo le 120 frecce di qualifica scoccate al mattino, si è entrati poi davvero nel vivo con i testa a testa ad eliminazione diretta. In un lotto di partecipanti di prim’ordine – tra i pretendenti al successo anche il duo formato da Mauro Nespoli e Vanessa Landi, binomio argento alle finali di Coppa del Mondo lo scorso settembre a Roma, o quello composto da Stefano Travisani ed Elisabetta Mjino, oro mixed team ai Mondiali paralimpici di Pechino la scorsa estate – nell’arco olimpico hanno conquistato l’oro e il premio da 3.000 euro gli azzurrini Antonio Vozza e Aiko Rolando, quest’ultima reduce dal titolo iridato a squadre junior a Yankton, che si sono imposti per 5-4 alla freccia di spareggio (20-19) sull’altro binomio della Nazionale composto da Federico Musolesi e Lucilla Boari. Proprio Vozza-Rolando avevano stoppato in semifinale (5-1) i due nazionali Massimiliano e Claudia Mandia. I fratelli salernitani, vincitori del Challenge dodici mesi prima, si sono parzialmente consolati con il bronzo prevalendo con un netto 6-0 sulla coppia ucraina composta da Sergii Makarevych e Solomiya Trapeznikova.
Nel compound si aggiudicano il primo premio di 3.000 euro e la medaglia d’oro gli specialisti Marcella Tonioli, che in questo caso non ha potuto impiegare il suo arco, andato disperso per aeroporti nel viaggio di ritorno dagli States e arrivato solo nel pomeriggio di gara a Malpensa, e Federico Pagnoni: i campioni europei in carica mixed team al termine di un confronto equilibratissimo hanno piegato con il punteggio di 156-154 i compagni di Nazionale Viviana Spano e Michele Nencioni. Il bronzo va alla coppia di azzurrini Elia Fregnan e Sara Ret grazie al 156-155 nel match per il terzo posto contro l’iridato paralimpico Giampaolo Cancelli ed Elena Menegoli.
Nell’arco nudo salgono sul gradino più alto del podio, portandosi a casa il montepremi di 800 euro, Davide Montanino e Natalia Trunfio superando per 6-2 nella finalissima Cristian Trolese ed Elisa Passiatore. Sul terzo gradino del podio Ferruccio Berti e Stefania Coppo dopo il 6-0 rifilato a Vito Mecca e Angela Padovani.

 



   

 


L’intervista
Alberto Simonelli “un premio inseguito 5 anni”
Un titolo iridato nel Para-Archery e un argento mondiale tra i normodotati sono solo due delle medaglie conquistate nel 2017 da Alberto Simonelli che, negli scorsi dodici mesi, è entrato in pianta stabile nella Nazionale compound. Un arciere qualsiasi sarebbe già contento così, ma Alberto Simonelli non sa cosa significhi sentirsi appagato e gli mancava ancora qualcosa… Quel qualcosa è arrivato a Rimini e a portarglielo da Las Vegas è stato il Presidente Scarzella che, in occasione dei Tricolori, ha consegnato a Rolly il premio World Archery come miglior arciere paralimpico del 2017.
“Per me è un sogno che si avvera – ha detto Simonelli – Erano cinque anni che lo inseguivo, ero sempre in nomination ma non mi era mai arrivato. Sono contento, ci tenevo parecchio e il Presidente mi ha fatto una sorpresa: non sapevo di averlo vinto e quindi non potevo immaginare che me lo avrebbe consegnato a Rimini”.
Il titolo di migliore arciere paralimpico dell’anno è logica conseguenza di un 2017 da urlo e il 2018 è partito molto bene. Simonelli ha vinto l’argento a squadre ai Mondiali Indoor, perdendo la finale ancora contro gli Stati Uniti: “È stato un peccato perché il nostro terzetto era proprio unito, abbiamo fatto una grande gara, poi in finale qualcuno ha detto che Mior aveva messo un piede sulla linea, non era vero, ma questo ha rallentato la nostra azione e ci ha condizionati. Siamo comunque felici anche perché abbiamo realizzato due volte il record italiano. La prossima volta vogliamo l’oro”.
Di ori e di medaglie Alberto ne ha vinti talmente tanti che ammette: “Le più importanti le ho messe su una mensola, tutte però non ci stanno e quindi le altre ho dovuto metterle in uno scatolone”, ma quello che impressiona di lui è la longevità, da oltre dieci anni ad altissimi livelli: “È vero – ammette – ma non ho segreti se non l’impegno. Questo sport mi ha ridato la vita, mi ha tirato fuori dall’ospedale, mi ha rimesso in pista e io non posso fare altro che non mollare mai”.
Eppure Simonelli ha vissuto anche momenti delicati in carriera: “Due soprattutto: l’intervento alla spalla che mi ha costretto ai box per nove mesi e quello alla testa dopo le Paralimpiadi di Londra, qui ho avuto veramente paura di non tornare più a tirare ad alti livelli perché come conseguenza di quella caduta sono arrivati alcuni problemi alla vista che per fortuna ho superato”.
Per chiudere non si può che parlare del futuro: “Devo rimboccarmi le maniche per affrontare il 2018 nel modo migliore e portare a casa qualche altra medaglia. L’anno prossimo ci sarà il Mondiale in Olanda e penso sia un’ottima idea che, come a Torino nel 2011, siano di nuovo uniti normodotati e paralimpici, spero che in futuro sia sempre così perché c’è bisogno che tutti sappiamo che gli arcieri paralimpici possono tirare insieme a tutti gli altri”.

 

 

 

gallery

 

 

 

risultati

 

 

 

Condividi
Share

NO COMMENTS