L’ESORDIO PERFETTOGabriele Giovine – Foto Comitato Organizzatore

L’ESORDIO PERFETTO

di Gabriele Giovine – Foto Comitato Organizzatore

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L’Italia padrona di casa vince il medagliere conquistando 7 medaglie alla prima edizione della manifestazione targata WAE. Grandi prove degli esordienti e dei giovani azzurri

Non poteva esserci esordio migliore per la prima tappa, in assoluto, della Coppa Europea Para-Archery appena istituita da World Archery Europe. Non poteva che esserlo per il fatto che si è disputata in Italia, ad Olbia, che ha offerto un livello organizzativo eccellente e per le prestazioni degli azzurri, dimostratisi ancora una volta tra i migliori, nonostante i numerosi esordi internazionali.
Il circuito, al pari della Coppa Europea Giovanile, si gioca su due tappe al termine delle quali viene stilata la ranking finale individuale, per divisioni e mixed team, che ha contato ad Olbia 14 nazioni e 71 arcieri: 35 compound, 24 ricurvo e 12 W1. “L’appuntamento di Olbia è stato un esperimento, ma dall’edizione 2018 i numeri saranno più che raddoppiati. Grazie a questa programmazione quadriennale le Federazioni internazionali potranno infatti progettare l’attività nei loro calendari”, queste le parole del Vicepresidente FITARCO e Presidente del Comitato Organizzatore, Paolo Poddighe, che, insieme al Presidente degli Arcieri Torres Sassari, Bruno Derudas, e a numerosi volontari provenienti dal resto della Regione e addirittura dalla Corsica, con il fondamentale contributo della Polizia Penitenziaria per quanto concerne la logistica, ha creato un collaudato gruppo di lavoro che in Sardegna ha saputo ospitare numerosi eventi internazionali.
LE FINALI – Al termine delle 6 giornate di gare, nel ricurvo maschile a spuntarla è Roberto Airoldi, bronzo mixed team a Rio 2016 con Elisabetta Mijno, imponendosi 6-0 sull’ucraino Chopyk. Giulio Genovese, esordiente azzurro, non riesce invece ad afferrare l’ultimo gradino del podio, arrendendosi 2-6 al russo Khutakov. Al femminile è invece la vicecampionessa paralimpica a Londra 2012 Elisabetta Mijno ad arrendersi nella finale per il bronzo contro la turca Ozbey Torun per 4-6.
Nel compound maschile, Matteo Bonacina mette al collo l’argento, sconfitto in finale 130-133 dal turco Aygan. La prima medaglia d’oro arriva invece al femminile: Eleonora Sarti batte 135-128 la svedese Reppe; stesso punteggio, ma non sufficiente in questo caso, per Giulia Pesci che si arrende alla francese Chupin (135-140) nella finale per il bronzo.
L’argento che brilla di più in assoluto è quello di Asia Pellizzari, nel W1 femminile, battuta 111-123 dalla russa Krutova: una sconfitta sul campo ma non nel morale per la giovanissima ed esordiente promessa azzurra.
Per quanto riguarda le squadre ricurvo, ci pensano Airoldi-Tomasulo-Travisani, al maschile, e Mijno-Floreno-Rosada, al femminile, a far risuonare l’inno di Mameli battendo in finale 6-0 le rispettive squadre avversarie dell’Ucraina. A completare il medagliere olimpico, l’argento nel mixed team Mijno-Travisani in una finale con la Russia risolta allo spareggio (14-14*).
Nella finale per l’oro compound femminile gesto di fair play da ricordare dell’Italia. Le avversarie dell’Ucraina si sono infatti trovate con un’atleta fuori gioco perché infortunatasi al polso dopo la rottura del suo arco. L’arciera è stata prontamente curata dalla fisioterapista degli azzurri Chiara Barbi, ma il C.T. Willy Fuchsova, d’accordo con i dirigenti italiani, ha proposto ai giudici di gara internazionali di far svolgere lo stesso la finale facendo tirare ogni volée da due sole atlete italiane su tre, per garantire le stesse condizioni delle avversarie. Il match si è quindi disputato, con Eleonora Sarti, Giulia Pesci e Maria Andrea Virgilio che, a turno, non hanno scoccato le loro frecce. Un gesto premiato con la medaglia d’oro vinta dall’Italia col punteggio di 142-130.
Nel mixed team compound Sarti e Bonacina battono 153-150 la coppia russa conquistando il bronzo.
In totale 7 medaglie che consegnano all’Italia la prima posizione nel medagliere per Nazioni, con 3 ori, 3 argenti e un bronzo (alcuni eventi a squadre non erano infatti validi per la classifica finale, in quanto non presente il numero minino di team); seconda posizione per la Russia, con 5 medaglie, al pari della Turchia al terzo posto.
Non da ultimo, il Trofeo Mixed Team, in programma nella giornata del giovedì, ha sicuramente “abbattuto ulteriori barriere”, quelle tra nazioni. Il Trofeo, una novità assoluta anche in questo caso, ha visto in gara nelle tre divisioni squadre con atleti provenienti da diverse Nazionali come ai Giochi Olimpici Giovanili e alla fine sono stati 4 gli italiani ad essersi guadagnati il podio, ripresi dalle telecamere di YouArco che hanno prodotto il live streaming dell’intera manifestazione, mentre una sintesi è in programmazione su Rai Sport.

Le dichiarazioni

Willy Fuchsova, C.T. della Nazionale Para-Archery – Olbia è stata senza dubbio, oltre che una piacevole novità, anche un grande successo. Abbiamo dimostrato una volta ancora le nostre capacità di organizzatori di eventi. Ne vediamo tante in giro per Europa e Mondo, ma quello che abbiamo trovato lì è stato perfetto, dal campo, agli alloggi, fino ai trasporti. La soddisfazione, oltre che per il responso del medagliere, sta soprattutto nell’aver fatto tanta esperienza.
Siamo arrivati con una squadra nuova e giovane che a posteriori non posso che definire una grande squadra, unita e compatta, e non mi riferisco solo agli atleti ma includo tutti i componenti dello staff. Stiamo crescendo e saremo pronti per l’obiettivo Mondiale.

Stefano Travisani (Olimpico maschile) – La mia prima esperienza in una gara europea con la Nazionale italiana è stata fantastica! Partito per Olbia con la grande soddisfazione per il titolo di campione italiano assoluto a Castenaso, non vedevo l’ora di indossare la maglia che tanto ho sognato e per la quale mi sono fortemente impegnato. La competizione è stata fondamentale per fare esperienza, confrontarmi con atleti internazionali e competere assieme ai miei compagni, negli scontri a squadre e nel mixed team. Sono molto soddisfatto dei risultati e delle sensazioni provate sulla linea di tiro.

Fabio Tomasulo (Olimpico maschile) – Indossare la maglia azzurra è stato davvero emozionante. Fin dai primi raduni, tecnici e compagni mi hanno subito ben accolto e fatto sentire parte integrante del gruppo: ciò mi ha consentito di avvicinarmi all’evento senza i timori tipici di un esordio. Mi sono preparato intensamente per la competizione, ero consapevole di poter far bene. Missione compiuta, con la netta vittoria per 6 a 0 sull’Ucraina nella finale a squadre.

Giulio Genovese (Olimpico maschile) – Quando ho iniziato a tirare con l’arco nel 2015 con il mio tecnico ci scherzavo su, “andrò in Nazionale” gli dicevo. Dopo due anni di allenamenti è successo davvero. Quando ho indossato la maglia azzurra per la prima volta ho sentito una sensazione di orgoglio ma allo stesso tempo di pesantezza, sapere che da quel giorno in poi non gareggiavo solo per me stesso ma lo stavo facendo per un intero Paese. A Olbia ho iniziato quasi con paura ma freccia dopo freccia sono cresciuto, ho sentito che ce la potevo fare e ho concluso la mia esperienza con una finale per il bronzo. Per il 4° posto ci sono rimasto male, ma ho pensato che era solo il primo passo che io, insieme ai miei compagni, stiamo facendo per arrivare al massimo, tutti insieme. È stata davvero un’esperienza fantastica e costruttiva.

Maria Andrea Virgilio (Compound femminile) – La trasferta a Olbia è stata sicuramente un’esperienza positiva, per le forti emozioni provate in gara dimostrando a me stessa di poter gestire un così importante evento e perché mi ha consentito di mettermi alla prova confrontandomi con atlete di elevato spessore. Siamo un bel gruppo, abbiamo la consapevolezza di dover migliorare ancora tanto per arrivare all’appuntamento mondiale in piena forma.

Asia Pellizzari (W1 femminile) – Quando mi è arrivata la convocazione per questa trasferta a Olbia ero felicissima e non vedevo l’ora che arrivasse il giorno della partenza. Poi ho ricevuto a casa un pacco: la divisa nuova con il mio cognome associato alla scritta Italia. Non potevo crederci e ancora adesso mi sembra impossibile. Il primo giorno di gara ero un po’ agitata ma non vedevo l’ora di cominciare. Contro la russa ho cercato di rimanere calma e concentrata; nonostante lo svantaggio iniziale non mi sono lasciata andare, ma ho combattuto riuscendo a conquistare così la finale.
Un altro momento emozionante è stato il mixed team, un’assoluta novità, insieme al “mitico” Daniele Cassiani. Per gareggiare in coppia ci vuole la giusta collaborazione e dinamica di squadra. Mi sono divertita tantissimo, vivendo tante emozioni e imparando molte cose nuove grazie anche ai miei compagni di squadra che mi hanno fatta sentire parte di un gruppo. Grazie ai tecnici per i preziosi consigli e gli incoraggiamenti, a chi ha creduto in me facendomi fare questa esperienza, alla mia famiglia e anche a me stessa…

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