Il Castenaso Archery Team ha festeggiato i 40 anni di attività ospitando nel suo splendido impianto i Tricolori Para-Archery. Spettacolari le sfide con gli azzurri per i titoli assoluti
La 30ª edizione dei Campionati Italiani Targa Para-Archery è andata in scena nel primo weekend di giugno, conclusa poche ore prima della partenza degli arcieri azzurri per la gara internazionale di Olbia. Un evento caratterizzato da tante conferme e diverse novità. Una conferma, la prima, arriva dall’infallibile organizzazione targata Castenaso Archery Team che, proprio per questa occasione, ha dato alle stampe il libro “40 anni di tiro con l’arco a Castenaso 1976-2016”, a firma di Stefano Marino Fransoni. La società emiliana, tra le più blasonate d’Italia, ha infatti preparato al meglio il suo splendido e accogliente impianto sportivo per accogliere i partecipanti di tutta la penisola. Una moderna struttura totalmente priva di barriere architettoniche, teatro già in passato di rassegne tricolori.
Una novità, anche se ormai ci stiamo abituando, il progressivo incremento dei partecipanti sulla linea di tiro, con numerosi giovani che puntano a vestire la maglia azzurra. In questa edizione 2017 hanno preso parte 77 arcieri in rappresentanza di ben 45 società. Il ricurvo open rimane la divisione più popolata con praticamente da sola la metà dei partecipanti (35), 17 nel compound open, 6 nel W1 e 19 tra i Visually Impaired (rispettivamente 9 V1 e 10 V2/3). Il settore giovanile ha visto 8 protagonisti e anche in questo caso l’arco ricurvo è quello che impegna la maggior parte di essi (5), contro i 2 nel W1 e l’unico rappresentante tra i VI.
I Tricolori di Castenaso sono stati una gara dagli alti contenuti agonistici, che ha dato allo staff azzurro, guidato dal Responsabile Tecnico Guglielmo Fuchsova, indicazioni importanti in vista dei prossimi eventi internazionali della stagione. Anche l’ambito mediatico è una garanzia: la competizione è stata infatti seguita in diretta streaming da YouArco, il canale youtube della Fitarco; una sintesi delle finali della domenica è già prevista in palinsesto da Rai Sport e un servizio sul Campionato è già stato mandato in onda su SportAbilia, trasmissione Rai dedicata agli sport paralimpici. Presente alla manifestazione anche Ability Channel, in virtù dell’accordo con la Federazione, per il supporto al progetto promozionale “Arco Senza Barriere”.
TITOLI ASSOLUTI
Arco Olimpico Open – Nel maschile conquista il suo primo tricolore assoluto Stefano Travisani (Arcieri San Bernardo) che supera in finale 6-0 Roberto Airoldi (Arcieri Cameri), l’azzurro vincitore del bronzo mixed team a Rio 2016 con Elisabetta Mijno.
Il terzo posto va a Fabio Tomasulo (Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa). Nel femminile 4° tricolore assoluto in carriera per la vicecampionessa paralimpica a Londra 2012 e bronzo mixed team a Rio 2016 Elisabetta Mijno (Fiamme Azzurre) che ha avuto la meglio per 6-4 sulla compagna di Nazionale Annalisa Rosada (Arcieri del Leon). Il bronzo è di Veronica Floreno (Dyamond Archery Palermo).
Arco Compound Open – Dal 2010, anno nel quale l’attività paralimpica è stata affidata dal CIP direttamente alla FITARCO, ha raggiunto il 7° titolo assoluto outdoor l’inarrestabile Alberto “Rolly” Simonelli (Fiamme Azzurre). Per lui tutte vittorie consecutive, intervallate solo dall’oro ceduto a Paolo Cancelli nel 2013. Il recordman mondiale sulle 72 frecce e vicecampione paralimpico a Rio 2016 ha avuto la meglio in finale sul compagno di Nazionale Matteo Bonacina (Arcieri Castiglione Olona) per 145-134. Il bronzo va a Paolo Cancelli (Arcieri Torrevecchia), l’altro azzurro titolare a Rio 2016.
Nel femminile vince il terzo tricolore outdoor in carriera, dopo quelli del 2014 e 2015, l’atleta “di casa” Eleonora Sarti. La portacolori delle Fiamme Azzurre, nata e cresciuta arcieristicamente nel Castenaso Archery Team, società dove si allena tuttora e con la quale gareggia nelle prove a squadre in virtù del doppio tesseramento riservato agli atleti dei Gruppi Sportivi Militari, ha battuto in finale Maria Andrea Virgilio (Dyamond Archery Palermo) 137-131. Per l’atleta siciliana un ottimo risultato, considerando che era la campionessa uscente nel ricurvo e che è passata alla divisione compound da meno di un anno.
Il bronzo lo ha conquistato la campionessa uscente Giulia Pesci (Arcieri Ardivestra).
W1 – Si conferma campione italiano assoluto per il terzo anno consecutivo Daniele Cassiani (Arcieri Fivizzano) che batte 128-123 il compagno di Nazionale Fabio Luca Azzolini (Arcieri Montale), titolare nelle ultime tre edizioni dei Giochi Paralimpici. Il bronzo è andato invece a Gabriele Ferrandi (Arcieri Ardivestra).
Visually Impared 1 – Nella categoria unica, riservata ai non vedenti e che accorpa gli atleti del maschile e femminile, risulta vincente in finale Matteo Panariello (Arcieri Livornesi) per 6-0 su Loredana Ruisi (Non Vedenti Milano Onlus). Fino allo scorso anno la categoria Visually Impaired prevedeva la gara di non vedenti e ipovedenti nella stessa classifica e i due finalisti erano entrambi campioni uscenti nel maschile e nel femminile. Bronzo per Barbara Contini (Arcieri San Bernardo).
Nella categoria VI 2/3, riservata agli ipovedenti, Giovanni Maria Vaccaro (Dyamond Archery Palermo) supera in finale Anna Donata Centurione (Arcieri Il Delfino) 7-1. Bronzo per Daniele Piran (Arcieri Bolzano Vicentino).
Poca battaglia invece sul fronte delle sfide a squadre. Nel ricurvo open maschile il trio degli Arcieri Ugo di Toscana (Bartoli, Condrò, Dolfi) conquista il titolo italiano vincendo in finale 6-0 sulla Dyamond Archery Palermo (Arcieri, Genovese, Lisotta). Bronzo per l’A.S.C.I.P. di Ostia (Giorgi, Mancini, Torella). Nel ricurvo mixed team si aggiudica invece il titolo italiano assoluto il duo della Dyamond Archery Palermo (Floreno-Genovese) vincente 6-0 sugli Arcieri delle Alpi (Mijno-Grella).
Il commento di Eleonora Sarti – “Poter partecipare e vincere questo XXX Campionato Italiano è stata davvero un’emozione immensa. Già l’edizione aveva in sé qualcosa di speciale: tre “X” a formare un perfetto 30, ciò per cui ogni arciere si impegna e che tanto desidera.
Questi campionati si sono svolti in quella che per me è una seconda casa, con i miei amici e la nuova famiglia che mi ha adottato. Volevo vincere e dedicare la vittoria a tutti loro che ci sono sempre e che condividono con me ogni giorno della mia settimana. So quanto impegno ci hanno messo e quanto cuore, soprattutto, per non lasciare nulla al caso, e infatti è stato un campionato splendido.
Dopo Rio avevo bisogno di ritrovare un po’ di fiducia in più, e l’aver conquistato due ori mi ha permesso di ricominciare a vedere quella luce che tanto mi mancava. La strada sarà ancora lunga, ma sto lavorando e continuerò a farlo con sempre maggior impegno per arrivare pronta all’evento più importante dell’anno: i Mondiali di Pechino”. •
Riconsegnata la medaglia d’oro a Oscar De Pellegrin
Il 2 giugno a Belluno è stata riconsegnata ufficialmente ad Oscar De Pellegrin la medaglia d’oro di Londra che gli era stata rubata lo scorso dicembre.
In occasione della celebrazione della Festa della Repubblica il Prefetto di Belluno ha riconsegnato ufficialmente ad Oscar De Pellegrin la medaglia d’oro che era stata rubata lo scorso dicembre dall’abitazione del Portabandiera dell’Italia ai Giochi Paralimpici di Londra 2012.
La medaglia è stata ritrovata in un mercato di Tirana da un collezionista, il dott. Artan Lame, il quale, una volta scoperta la provenienza del monile, ha avvertito le autorità e il 25 maggio ha ufficialmente consegnato la medaglia all’Ambasciata d’Italia in Albania che, fatti i dovuti accertamenti, ha recapitato in Italia il maltolto.
“Mi ha fatto un effetto particolare riceverla nella mia città con così tanta gente presente – ha detto Oscar De Pellegrin al termine della cerimonia –. Una festa bellissima e mi è sembrato che fosse diventata la medaglia ‘di tutti’. C’erano migliaia di persone a gremire Piazza Duomo a Belluno. È incredibile pensare a cosa è accaduto e, se non fosse che ho vissuto dei momenti di grande sconforto dopo il furto, direi che sono quasi felice di averla potuta festeggiare nuovamente tra la mia gente… Un’esperienza straordinaria”. La cerimonia di riconsegna, seppur ampiamente annunciata dal Prefetto di Belluno, ha avuto per De Pellegrin un momento inatteso: “Oltre ai cittadini, il Prefetto e il Questore, erano presenti tutte le altre autorità locali, politici nazionali, i corpi militari e gli amici degli Arcieri del Piave e della ASSI Onlus. Quando sono salito sul palco e ho visto il piccolo Gabriele, un giovane di soli 8 anni che consideriamo la ‘mascotte’ dell’Associazione Sociale Sportiva Disabili, mi sono chiesto cosa facesse lì e mi ha colpito nel profondo del cuore sapere che il Prefetto aveva aderito alla proposta che fosse proprio Gabriele a riconsegnare la medaglia. Insomma, un momento indimenticabile. Sono felice di poter ricominciare a portare la medaglia nelle scuole e nelle occasioni ufficiali che mi capiteranno, così come ho fatto al mio ritorno in Italia dopo la vittoria del 3 settembre 2012”. Oltre ad una festa organizzata a Sopracroda, la frazione di Belluno dove abita, ci sarà un altro momento ufficiale nel quale la medaglia d’oro di De Pellegrin tornerà alla ribalta della cronaca, insieme al suo “scopritore”.
“In occasione della finale di Coppa del Mondo di tiro con l’arco del 2 e 3 settembre allo Stadio dei Marmi ‘Pietro Mennea’, il Presidente FITARCO Mario Scarzella e il Presidente CIP Luca Pancalli hanno deciso di organizzare un momento celebrativo durante il quale ci sarà anche il dott. Artan Lame, che voglio ringraziare personalmente per il gesto che ha fatto, per il quale avrò sempre grande gratitudine”.
(Redazione)




