Col nuovo quadriennio saranno numerosi gli appuntamenti che vedranno impegnata la Nazionale paralimpica tra raduni, gare di selezione e competizioni internazionali in Italia e all’estero
Archiviati i Giochi Paralimpici di Rio 2016, è tempo di cominciare a lavorare per il nuovo quadriennio e per gli appuntamenti che ogni stagione porta con sé
Cosa aspetta il gruppo degli azzurri Para-Archery? Quali sono le tappe più importanti e come si stanno preparando? Dal 19 al 22 gennaio gli azzurri si sono trovati a Padova, al Centro OIC divenuto ormai nevralgico per il settore Para-Archery; un primo momento con un focus specifico sul ricurvo; presenti infatti otto rappresentanti open, maschili e femminili
Gennaio si è concluso con quello che si può definire l’inizio del 2017, per quanto riguarda gli eventi federali (e non): i Tricolori Para-Archery di scena a Suzzara, con un nuovo record di partecipanti, oltre 100 iscritti.
Ma è stato anche il mese del terzo Fazaa International di Dubai che ha visto protagonisti Alberto Simonelli e Gianpaolo Cancelli, rispettivamente secondo e terzo al termine della gara
In quegli stessi giorni, sempre all’OIC, un nuovo raduno tecnico dedicato al compound, in questo caso nove gli arcieri coinvolti.
Dal 19 al 22 gennaio gli azzurri si sono trovati a Padova, al Centro OIC divenuto ormai nevralgico per il settore Para-Archery; un primo momento con un focus specifico sul ricurvo; presenti infatti otto rappresentanti open, maschili e femminili.
Gennaio si è concluso con quello che si può definire l’inizio del 2017, per quanto riguarda gli eventi federali (e non): i Tricolori Para-Archery di scena a Suzzara, con un nuovo record di partecipanti, oltre 100 iscritti.
Ma è stato anche il mese del terzo Fazaa International di Dubai che ha visto protagonisti Alberto Simonelli e Gianpaolo Cancelli, rispettivamente secondo e terzo al termine della gara.
In quegli stessi giorni, sempre all’OIC, un nuovo raduno tecnico dedicato al compound, in questo caso nove gli arcieri coinvolti.
Dal 9 al 12 febbraio è stata nuovamente la volta degli azzurri del ricurvo, sette arcieri della Nazionale Seniores impegnati assieme allo staff tecnico.
Archiviati i Tricolori Indoor di Bari, dove numerosi azzurri paralimpici erano in gara, in primis il campione delle Fiamme Azzurre Alberto Simonelli che, alla Fiera del Levante, ha firmato un’impresa storica per un atleta paralimpico conquistando il tricolore assoluto compound, a inizio marzo torna a lavorare in raduno la Nazionale Para-Archery presso l’OIC di Padova.
Per la prima volta dall’inizio dell’anno l’incontro tecnico ha visto la presenza sia della divisione olimpica, che compound e W1, per un totale di quindici atleti impegnati sulla linea di tiro.
Con la stagione outdoor internazionale ormai alle porte, a Padova dal 27 al 30 aprile si sono ritrovati gli arcieri dell’arco olimpico e del compound; oltre alla Nazionale seniores presenti anche gli azzurrini del settore giovanile Para-Archery al loro primo incontro insieme ai “grandi”.
Per questi ultimi l’obiettivo stagionale è quello della prima edizione dei Giochi Europei Paralimpici Giovanili. Dal 9 al 15 ottobre, la prima edizione dei Giochi approda proprio in Italia.
Genova e Savona ospiteranno infatti la manifestazione che vedrà al via anche il tiro con l’arco, con gli azzurrini pronti a dare battaglia contro i migliori giovani d’Europa.
Numerosi le tappe di avvicinamento e gli impegni nazionali e internazionali a disposizione di tutta la compagine azzurra.
A fine maggio un nuovo raduno dedicato al compound con annessa gara di selezione; il primo weekend di giugno Castenaso ospiterà invece la trentesima edizione dei Tricolori Targa, ultima prova in vista dell’evento di Olbia dove dal 4 al 12 giugno si svolgerà la primissima tappa della Coppa Europea Para-Archery.
Una nuova competizione tutta dedicata al movimento paralimpico, sotto l’egida della World Archery Europe, che vedrà impegnati in totale sedici azzurri.
Un altro raduno congiunto, ricurvo e compound, è previsto dal 29 giugno al 2 luglio. Oltre alla parte di lavoro tecnico, gli arcieri parteciperanno a una gara di selezione. L’obiettivo è quello di lavorare in vista della seconda tappa della Coppa Europea Para-Archery che andrà in scena dal 15 al 23 luglio a Nove Mesto, in Repubblica Ceca, divenuto ormai appuntamento fisso nel calendario internazionale paralimpico.
Fine luglio e fine agosto vedranno nuovamente Padova ospitare due raduni, il primo dedicato al ricurvo e il secondo congiunto con tanto di valutazione in vista dell’ultimo appuntamento, sicuramente non per importanza, del 2017: i Campionati Mondiali di Pechino in Cina.
Il lavoro del settore paralimpico proseguirà poi a fine settembre con un raduno, dal 21 al 24, dedicato alla Nazionale Giovanile in vista proprio dei Giochi di Genova.
Poi, forse, sarà tempo di fermarsi per recuperare le forze, fisiche e mentali, e speriamo di festeggiare tutti i successi di questa lunga e intensa stagione.
Una nuova esperienza
Ricordo perfettamente la mia ultima freccia scoccata da atleta nazionale in Francia agli Europei Para- Archery di S. Jean de Monts ad aprile 2016. Fu un buon nove allo shoot-off di squadra contro la Turchia, che ci permise di conquistare la medaglia di bronzo. Sfumata per me l’ultima occasione individuale per conquistare una carta olimpica per Rio 2016, non mi restava che dare tutto assieme alla mia squadra ed iniziare a pensare seriamente a cosa avrei voluto e potuto “fare da grande”. Non mi ci è voluto in realtà poi molto a capirlo, sono bastati lo sguardo e l’abbraccio del mio Tecnico Willy Fuchsova, uniti alle parole del mio Presidente Scarzella che premiandomi sul podio mi disse: “Abbiamo ancora bisogno di te!”
Ed eccomi qui a Padova, ancora una volta all’OIC, ancora nel campo dove assieme ai miei compagni mi sono preparato negli ultimi anni, ancora vestito di azzurro, con i miei giovani atleti che adesso hanno bisogno di me, delle mie parole, della mia simpatia, della mia esperienza maturata in 27 anni di gare, di Europei, di Mondiali e di due Paralimpiadi.
Loro mi cercano, sono ragazzi speciali, ognuno con la propria particolare storia e con i propri personali limiti, ma forti e tenaci, perché credono davvero in quelle frecce che tirano con immenso entusiasmo.
È vero hanno ancora molta strada da percorrere, ma possiedono davvero tutte le caratteristiche per riuscire a diventare i campioni del prossimo futuro. Ho instaurato con loro un rapporto di sincera amicizia e cerco di trascorrere più tempo possibile insieme. A colazione, pranzo e cena mi confondo con loro usando gli stessi termini e modi e a volte mi sento ancora un ragazzino. Mi scrivono su whatsapp ogni domenica sera raccontandomi le loro prestazioni e sensazioni in gara, ci scambiamo anche sciocchezze, come metodi e strategie di allenamento. Vi giuro, sono davvero dei bravi ragazzi!
Lavorerò perché abbiano un percorso articolato, carico di esperienze e piccoli traguardi da raggiungere con determinazione e, perché no, anche qualche buon podio dove veder sventolare in alto il nostro tricolore e cantare il nostro inno emozionandomi ancora una volta.
Ho cominciato ad osservare l’arcieria da un’altra prospettiva, ho dovuto cambiare lo “schermo e lo sfondo”. Ora vedo tutto da fuori e cerco di andare verso chi ha bisogno di me e me lo dimostra apertamente. Captare le doti e le capacità di un arciere diversamente abile non è mai stato difficile per me, quanti ne ho visti, conosciuti, aiutati e quante storie, successi e sconfitte ho vissuto ed ascoltato.
Qualche mese fa ho conosciuto un’atleta che credo arriverà in alto, supportata da una splendida famiglia e dotata di ottima tecnica e caparbietà. Mi è stato espressamente chiesto di aiutarla e così è nata una nuova splendida amicizia e collaborazione: ora non resta che lavorare bene subito per raccogliere i risultati quando sarà il momento.
Il Presidente del CIP Veneto Ruggero Vilnai e il mio caro amico Oscar De Pellegrin mi hanno inoltre chiesto di seguire un Progetto di avviamento allo sport presso l’Ospedale Riabilitativo di Alta Specializzazione ORAS di Motta di Livenza (TV). Anche in questo frangente ci metterò tutto l’entusiasmo e la passione che mi hanno sempre contraddistinto per trovare forse un giorno un nuovo grande campione. In realtà è difficile, sono pazienti post-trauma, devono ancora capire cosa riserverà loro il futuro, si cimentano con l’arco per trovare un motivo, forse solo un passatempo per riem-pire i giorni carichi di esercizi fisioterapici, ma sono felici perché si divertono. Far volare una freccia verso un bersaglio è come colpire il centro della loro nuova esistenza con un preciso obbiettivo: cominciare a credere che anche un evento sconvolgente riserva grandi sorprese ed opportunità.
Ezio Luvisetto




