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A LAS VEGAS UNA FESTA PER 3.500 ARCIERI
di Matteo Oneto – Foto Dean Alberga

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Altro record di partecipanti alla classica kermesse con premi in denaro negli USA, dove si sono svolti anche la finale di Coppa del Mondo indoor e gli Awards World Archery per i migliori arcieri del 2016

La città del peccato si trasforma anche nel 2017 nella città del tiro con l’arco. Las Vegas ha infatti accolto a inizio febbraio quasi 3500 arcieri da tutto il mondo. Un nuovo record per la gara col maggior numero di atleti al mondo, gestita per quanto riguarda i risultati ancora una volta dall’italianissimo Team Ianseo.
Il sogno per tutti è quello di partecipare e magari riuscire a vincere il Vegas Shoot, competizione a lunga gittata in cui gli arcieri non devono mai uscire dal 10. In Nevada si assegna, come da tradizione, anche la Coppa del Mondo Indoor. Dopo le tappe di Marrakesh, Bangkok e Nîmes i migliori 32 atleti di arco olimpico e compound si ritrovano faccia a faccia per andarsi a prendere il titolo.
LE FINALI DI WORLD CUP – Gli arcieri italiani entrano in finale in tutte e due le specialità ma non riescono ad arrivare fino in fondo. Nel ricurvo maschile Massimiliano Mandia e Matteo Fissore escono al primo turno entrambi allo shoot off per pochi centimetri. L’atleta delle Fiamme Azzurre chiude le cinque volée dello scontro con il britannico Tom Hall in parità; la sfida va così alla freccia di spareggio, entrambi i tiri finiscono sul 9 ma quello dell’avversario di Mandia è più vicino al centro. Stessa sorte per Matteo Fissore che tiene testa al coreano Joo Wan Kim fino allo shoot off che si conclude 10-9 per l’asiatico.
A vincere l’oro è Jin Hyek Oh 6-5 (10-9) sul compagno di squadra coreano Dong Hyun Gye; terzo posto per il francese Jean-Charles Valladont vincente 6-4 sul padrone di casa Brady Ellison.
Nell’olimpico femminile dominio coreano. L’unica italiana in gara è Claudia Mandia che esce ai quarti di finale. La portacolori delle Fiamme Azzurre vince il primo match allo shoot off 6-5 (9*-9) contro la messicana Gabriela Bayardo ma nel turno successivo è costretta ad inchinarsi 7-1 alla coreana Hye Jin Chang che al termine degli scontri vince il bronzo con il 6-4 sulla compagna Sehui Park. Anche la finale per l’oro è tutta griffata Corea del Sud con Jiyung Son a battere 6-2 Yun Jin.
Nel compound maschile non riesce a Michele Nencioni l’impresa di battere il fenomeno Stephan Hansen. Il suo primo scontro diretto si conclude 149-143 per il danese. Il podio è tutto statunitense con Jesse Broadwater a vincere il titolo con il 146-145 su Steve Anderson e Chance Beaubouef a prendersi il bronzo battendo 148-146 Kristofer Schaff.
Nel compound femminile una vittoria e una sconfitta per Marcella Tonioli. Il successo arriva agli ottavi 143-142 su Toja Ellison (SLO) mentre ai quarti è Linda Ochoa-Anderson a fermare la corsa di Tonioli con il risultato di 147-144. Proprio la messicana vince il bronzo battendo la statunitense Cassidy Cox 149-143. Il primo posto va invece alla danese Tanja Jensen che vince la sfida per l’oro 145-142 contro la spagnola Andrea Marcos.
IL VEGAS SHOOT – Archiviate le frecce di Coppa del Mondo, l’ultimo giorno di gare è dedicato a coloro che sono arrivati in fondo nel Vegas Shoot. Il vincitore è Mike Schloesser. Il “Mister Perfect” olandese del compound si porta a casa il successo e l’assegno da 50 mila dollari al termine di una delle gare più difficili dell’intero circuito del tiro con l’arco mondiale. La vittoria dell’olandese arriva al termine di una lunga battaglia con il danese Stephan Hansen, altro specialista del compound. Sergio Pagni, vincitore l’anno scorso come “Lucky dog” chiude al diciassettesimo posto; bene anche Jacopo Polidori, ventitreesimo. Nel compound femminile ventitreesima posizione per Marcella Tonioli, mentre nell’arco olimpico le Fiamme Azzurre Massimiliano e Claudia Mandia arrivano rispettivamente ottavo e decima, con Matteo Fissore tredicesimo. Sprazzi d’Italia anche nell’arco nudo dove Alessandro Giannini conclude ventunesimo.
GLI OSCAR 2017 – Las Vegas ha fatto da palcoscenico anche all’incoronazione dei migliori arcieri del 2016 che vedevano in lizza per la vittoria ben 5 italiani: Sergio Pagni, Marcella Tonioli, Irene Franchini, Alberto Simonelli ed Elisabetta Mijno. I premi sono stati assegnati da una giuria popolare che in un solo mese, quello di dicembre, ha espresso 43mila preferenze. Nell’arco olimpico maschile vince Brady Ellison capace in un anno di prendersi il bronzo olimpico individuale e l’argento a squadre, oltre alla quarta Coppa del Mondo all’aperto della sua carriera. Di primato lo statunitense ne ha battuto anche un altro: nella Coppa del Mondo indoor di Marrakesh ha realizzato con 598 punti il primato mondiale sulle 60 frecce che deteneva l’azzurro Michele Frangilli da ben 15 anni (597). Una prestazione straordinaria che l’arciere a stelle e strisce ha migliorato di un punto nella tappa di Nîmes.
In campo femminile successo per la tedesca Lisa Unruh che spodesta le coreane grazie all’argento olimpico e al titolo di campionessa del mondo indoor. Nel compound vincono il premio Mike Schloesser mentre al femminile la scelta ricade per il secondo anno di fila sulla colombiana Sara Lopez, imbattuta dal 2016. Nel settore Para-Archery primo posto maschile per l’americano Andre Shelby, oro a Rio dopo aver battuto in finale l’azzurro Alberto Simonelli. Al femminile vittoria per Zahra Nemati, portabandiera olimpica dell’Iran capace di partecipare sia alle Olimpiadi che alle Paralimpiadi: proprio in quest’ultima competizione ha vinto nell’individuale come quattro anni prima a Londra dove aveva superato in finale Elisabetta Mijno, vittoria ripetuta contro l’azzurra ai quarti anche al Sambodromo. •

Brilla l’Italia a Nîmes
Due ori e un argento, gli arcieri italiani tornano da Nîmes con il pieno di medaglie e di entusiasmo. La terza tappa della World Cup Indoor incorona nell’arco olimpico Claudia Mandia. L’atleta delle Fiamme Azzurre dopo una grande qualifica batte un’avversaria dopo l’altra fino alla conquista dell’oro in finale contro la sudcoreana Yun Jin battuta allo shoot off 6-5 (10-9).
Si laurea campione tra gli junior compound Manuel Festi. Per lui la medaglia arriva dopo una finale in cui scocca 13 delle 15 frecce sul 10. Una serie di tiri che gli permette di battere lo statunitense Green 148-145. Brilla a Nîmes anche la stella di Elisa Roner nel compound femminile, anche lei come Festi del Kosmos Rovereto. L’azzurrina vive una finale amara al termine di un cammino comunque esaltante. Viene infatti superata dalla messicana Fernanda Zepeda 147-140.

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