Gruppi Sportivi MilitariFIAMME AZZURRE, UNA STAGIONE DI PLATINORaul Leoni (Addetto Stampa Fiamme...

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FIAMME AZZURRE, UNA STAGIONE DI PLATINO
di Raul Leoni (Addetto Stampa Fiamme Azzurre)

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Mancava ancora qualcosa al ricco palmarès dell’arco Fiamme Azzurre? Sì, mancava la partecipazione olimpica: quella casella che si è riempita a Rio de Janeiro per merito di Claudia Mandia. E, visto che ci siamo: la campionessa salernitana è arrivata anche a tanto così dal firmare una storica medaglia, in quella drammatica prova a squadre che nel Sambodromo ha visto protagoniste sfortunate le ragazze del terzetto azzurro. Resta l’impresa di Claudia, la sua carica agonistica che era servita alla formazione italiana per conquistare il pass olimpico proprio all’ultima chiamata, quella dei trial di Antalya.
Le medaglie di Rio sono arrivate poche settimane più tardi, per merito dei paralimpici: l’argento del veterano Alberto Simonelli nel compound, il bronzo di Elisabetta Mijno nel mixed team, senza dimenticare l’apporto dato alla spedizione azzurra dall’iridata Eleonora Sarti. Perché il podio lo avrebbe meritato anche l’ultima arrivata in maglia Fiamme Azzurre, dopo una stagione di grande livello che l’ha vista anche esordire con la Nazionale “normo” ai Mondiali indoor di Ankara, con tanto di bronzo a squadre insieme anche a un’istituzione della Penitenziaria come Irene Franchini. Un avvio storico seguito da una memorabile edizione dei Campionati Europei Para-Archery a St.Jean-de-Monts dove tutti sono andati alla grande. Basti pensare al triplo metallo di “Rolly” Simonelli: oro nel compound individuale, argento a squadre e ancora argento – nel mixed team – proprio in coppia con Eleonora Sarti. E poi il bronzo di Elisabetta Mijno nell’olimpico a squadre. Insomma il settore paralimpico ha dato ancora una volta un contributo prezioso alla bacheca delle Fiamme Azzurre, considerando anche i primati mondiali compound registrati nel corso della stagione da Simonelli e Sarti.
Ma le soddisfazioni, per il Gruppo Sportivo della Polizia Penitenziaria, non si sono certo esaurite lì. L’annata 2016 ci ha restitui-to infatti una Irene Franchini in condizioni smaglianti: che la campionessa bolognese possedesse un talento praticamente inesauribile, forse lo sapevamo. Ma si pensava che anche per la “mammina” emiliana cominciassero a pesare le tante, tantissime stagioni, logoranti sotto il profilo agonistico: invece Irene ci ha smentito in pieno, ha trovato nuove risorse ed il suo bottino personale in questi mesi ha dell’incredibile, essendosi spesa su tutti i percorsi e gli impianti con generosa duttilità. Si è cominciato ad Ankara, con il titolo iridato indoor, poi doppiato a Dublino nel tiro di campagna: senza dimenticare i podi europei del 3D nella trasferta slovena di Mokrice. Una cavalcata trionfale, nella quale la veterana delle Fiamme Azzurre è stata accompagnata nella corsa ai metalli preziosi da tutti i suoi compagni di squadra: da Giuseppe Seimandi – argento mondiale nel campagna, oro e argento nel 3D – a Monica Finessi, anche lei instancabile nei suoi assalti ai podi internazionali e premiata dall’argento continentale 3D a Mokrice. Per completare il ricchissimo palmarès dei colori biancoblu, non sarebbe giusto dimenticare il bronzo iridato nell’olimpico indoor di Claudia Mandia ad Ankara, dove il fratello maggiore Massimiliano ha sfiorato il bersaglio perdendo purtroppo la finalina. Un anno davvero memorabile, dove i 12 titoli italiani – tra individuali e squadre che hanno portato alla Stella di Platino FITARCO – conquistati nelle rassegne tricolori indoor, targa, 3D e campagna, farebbero da soli la gioia di qualunque gruppo sportivo: nel complesso una ricompensa adeguata per l’impegno che l’Amministrazione Penitenziaria ha profuso in oltre vent’anni di attività sulle linee di tiro.

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