Per la quarta volta l’Italia ottiene il primo posto nel medagliere europeo con 11 podi. Gli azzurri sbaragliano la concorrenza conquistando 4 ori, 4 argenti e 3 bronzi
Parafrasando una frase divenuta ormai leggendaria di Civoli al termine della finale dei Mondiali 2006 di calcio, potremmo commentare gli Europei 3D così: “I prati sono azzurri a Mokrice-Catez!”.
Ancora una volta la Nazionale italiana del 3D sbanca la massima competizione continentale in questa disciplina, ottenendo tra l’altro il poker nel medagliere per nazioni.
Per la quarta volta, infatti, su cinque edizioni (dal 2008 al 2016), l’Italia conquista la prima posizione, sia per ori che per numero di medaglie portate a casa. L’unica edizione che non ci ha visti trionfare è quella di Trakoscan 2012, dove gli azzurri avevano concluso in settima posizione, seppur con il maggior numero di medaglie al collo.
Le 11 medaglie conquistate in Slovenia (4 ori, 4 argenti e 3 bronzi) valgono anche il nuovo primato azzurro per il 3D.
Un anno dopo i Mondiali di Terni, si sono presentati a Catez 209 arcieri in rappresentanza di 18 nazioni, fra le quali la compagine azzurra composta da 24 atleti e 3 accompagnatori: il CT di settore Giorgio Botto, il capo missione e Consigliere federale Luciano Spera e il coach Daniele Bellotti.
La location di gara
Una splendida cornice quella offerta dal Golf Club di Mokrice, sia per gli arcieri che per organizzatori e spettatori.
Le 18 buche si sono trasformate in cinque suggestivi percorsi: tre principali usati per qualifiche ed eliminatorie individuali, uno dedicato alle squadre (eliminatorie e semifinali) e alle semifinali individuali e, infine, nell’ultima parte del fairway della 18, il campo delle finali, dove sono state assegnate tutte le medaglie di bronzo e i titoli europei.
Tiri mozzafiato intorno al Castello di Mokrice, ai bunker e ai green; percorsi piuttosto tecnici che hanno messo, in alcuni passaggi, a dura prova gli arcieri nelle varie fasi della competizione. Un perfetto connubio dunque fra i due sport, anche pensando a quante somiglianze ci siano fra le discipline di tiro di campagna e 3D e il golf, appunto.
La gara di qualifica
Due giri, sulle 24 sagome, per un totale di 96 frecce. Due giornate di gara per stabilire i migliori 16 arcieri (individuali) di ogni divisione e le migliori 8 squadre che si sono aggiudicati il passaggio alle eliminatorie.
Buone le prestazioni di Giuseppe Seimandi, che per la prima volta in ambito internazionale gareggia come compoundista e chiude la qualifica in seconda posizione nonostante una freccia non a segno, e di Irene Franchini, che primeggia nel compound femminile. Nell’arco nudo i giovani Alessio Noceti ed Eric Esposito sono rispettivamente secondo e terzo al termine del percorso; doppietta ancora migliore al femminile (sempre arco nudo): prima posizione per Cinzia Noziglia, seguita dalla compagna Eleonora Strobbe; Giuliano Faletti ottiene la seconda posizione nel longbow maschile, mentre Giulia Barbaro conclude la qualifica prima; infine nell’istintivo maschile è Fabio Pittaluga il leader della classifica, mentre Iuana Bassi è seconda, al femminile.
Italia che perde un solo protagonista al termine delle 96 frecce: Ilario Munari, 19° nel compound maschile.
E mentre la squadra femminile (Barbaro, Franchini, Noziglia) ottiene la prima posizione con 2366 punti (contro i 2183 della Spagna, seconda), al maschile la classifica è invertita con il trio spagnolo al comando per soli due punti sugli azzurri (Faletti, Noceti, Seimandi).
Le eliminatorie
Al termine del primo girone eliminatorio (12 bersagli per 12 frecce), si dimezza il numero di arcieri in gara, così come scende il numero degli azzurri.
La prima grande sorpresa è l’uscita di scena di Franchini con qualche valutazione errata di troppo; anche l’arco nudo maschile perde Esposito e Giannini, mentre al femminile Sara Noceti si arrende solamente nel secondo girone; l’arco istintivo femminile è la divisione più in difficoltà: le tre azzurre salutano la competizione già al termine del primo girone.
Dei 14 azzurri ancora in gara, al termine del secondo girone eliminatorio (8 sagome per 8 frecce), ne rimangono ben 12, tutti in corsa per una medaglia.
Le finali degli azzurri individuali
Il primo derby azzurro è quello nell’istintivo maschile fra Pittaluga e Lazzaroni che vede l’arciere ligure imporsi 32-29 in semifinale e trionfare solamente alla freccia di spareggio (un 10 più vicino al centro) contro lo spagnolo Sanchez (reduce anche lui dal derby con Gomez Garate, che si aggiudicherà il bronzo).
Nel longbow femminile è nuovamente derby, questa volta fra Giulia Barbaro e Paola Sacchetti, con in palio la medaglia di bronzo; sconfitte in semifinale rispettivamente da Garrido Lazaro (oro) e Ramos (argento), hanno combattuto fino alla freccia di spareggio. Solamente la misurazione da parte dell’arbitro ha stabilito la vittoria di Barbaro.
Al maschile non si incontrano i due azzurri superstiti e così, mentre Faletti si aggiudica il bronzo nella sfida con il francese Gardeur, Fornasier trionfa ancora una volta con uno shoot off contro l’altro transalpino Corvino.
Nell’arco nudo femminile l’oro europeo è al collo di Eleonora Strobbe al termine di una sfida emozionante contro la francese Porte. Rimane a bocca asciutta e ai piedi del podio Cinzia Noziglia per un solo punto (31-32) nella sfida di bronzo contro Rada (Ungheria).
Il giovane Alessio Noceti, dopo aver conquistato il posto in finale battendo il finlandese Rosendahl, si arrende al campionissimo Garcia Fernandez (34-37) e si prende un ottimo argento.
Torna il derby, nel compound femminile, che vede opposte Monica Finessi e Sonia Bianchi. L’atleta delle Fiamme Azzurre si impone e vola in finale, dove si arrende però alla svedese Sodersten. Si riscatta invece Bianchi, aggiudicandosi il bronzo sulla spagnola Merida Moreno.
Nulla può invece Giuseppe Seimandi in finale contro Nico Wiener (già primo al termine della qualifica); l’atleta austriaco ottiene un secco en-plein (44 su 44) che gli vale la medaglia d’oro, lasciando così il secondo gradino del podio all’azzurro della Polizia Penitenziaria (41 punti) che dimostra comunque di essere un campione, arrivando a medaglia anche in questa divisione dopo gli innumerevoli allori con l’arco nudo.
Le finali a squadre
C’è aria di riscatto e di vendetta per il trio maschile composto da Seimandi, Faletti e Noceti che inanella tre vittorie consecutive battendo la Francia (ai 1/4), la Svezia in semifinale (poi bronzo) e la Spagna. Anche in questo caso le ultime frecce sono quelle determinanti e il titolo europeo arriva di misura, 111 a 110.
Non riescono nella doppietta e chiudono con l’argento le amazzoni azzurre Barbaro, Franchini, Noziglia che, dopo aver battuto la Danimarca (ai 1/4) e la Gran Bretagna in semifinale (poi bronzo), si arrendono 94-98 in finale con la Svezia.
La diretta prodotta da YouArco
Come spesso accade, ultimamente l’italianità va ben oltre il campo di gara. Anche il Comitato Organizzatore dell’Europeo 3D si è avvalso infatti della competenza, oltre che della strumentazione, di YouArco.
Lo Ianseo Team, presente in loco per la gestione dei risultati, è partito alla volta di Mokrice-Catez a bordo di “Tutankamion”, l’obi-van regia di YouArco, per poter trasmettere in diretta le fasi salienti della manifestazione.
Sul canale della Federazione Europea, World Archery Europe, oltre agli highlights delle prime giornate di gara, si possono trovare le dirette della cerimonia di apertura e delle finali (a squadre e individuali).
Il commento del CT Giorgio Botto
“Siamo solitamente portati a credere che ciò che riesce bene ha un fondo di semplicità. Tutti noi sportivi sappiamo che non è così; vincere è sempre un mix di situazioni: il lavoro programmato e svolto bene, una condizione fisica-mentale ottimale e un pizzico di fortuna.
Il gruppo di ragazzi rappresentanti l’Italia agli Europei 3D in Slovenia ha stravinto con una supremazia che farebbe pensare a un confronto dagli esiti scontati e legata all’inconsistenza degli avversari. Posso garantire che non è così!
Gli azzurri sono stati bravi e hanno raccolto ciò che loro, le loro associazioni e quindi tutto il movimento federale del 3D hanno seminato anno dopo anno.
Come responsabile di settore non posso fare altro che sentirmi orgoglioso e ringraziare, complimentandomi con tutti loro per l’impegno in gara ma soprattutto per quel lavoro quotidiano nel cucire, levigare e amalgamare le diverse nature presenti all’interno di questa specialità. A prescindere dai risultati ottenuti, il successo del lavoro di anni ha portato il gruppo ad autodefinirsi una bella famiglia unita e compatta che, al rientro da questa avventura, possiamo definire anche vincente.
Vedremo i risultati nei prossimi anni, ma sul piano umano sono certo che indietro non si tornerà e sarà comunque sempre un gruppo affiatato di amici, uniti dall’obiettivo di far ben figurare l’arcieria Italiana”. •







