Nella seconda tappa di Coppa del Mondo l’Italia sbanca il podio nel compound conquistando 1 oro, 2 argenti e 2 bronzi. Quarto posto
nel ricurvo per Guendalina Sartori
L’Italia del compound si prende la scena a Medellin, in Colombia, sede della seconda tappa della Hyundai World Cup. Cinque medaglie portate a casa tra individuale e squadre; nessuno fa meglio degli azzurri nel settore. Non solo, i cinque podi valgono per la Nazionale anche il maggior numero di podi sul medagliere insieme a Corea del Sud e Stati Uniti.
PAGNI RE DI COPPA – Quando il compound chiama Sergio Pagni risponde e questa volta nessuno lo riesce a fermare. Il fenomenale specialista azzurro torna dal campo di gara colombiano a 1500 metri di altitudine con un oro e un argento. Nessuno come lui nelle gare individuali. Il “Re di Coppa” mette tutti in riga nella competizione individuale battendo in finale un altro mito della specialità come lo statunitense Reo Wilde (146-143). Una vera e propria impresa visto che il podio viene chiuso da “Mister Perfect” Mike Schloesser e al quarto posto si piazza un campione del calibro di Martin Damsbo.
BRONZO A SQUADRE COMPOUND – Le prove generali del trionfo, Pagni le aveva fatte nella gara a squadre. Insieme a Federico Pagnoni e Michele Nencioni il team azzurro maschile cede solamente nella finalissima contro gli Stati Uniti. Una partita punto a punto in cui gli americani vincono 232-229. Due medaglie per Pagni, per il resto dei podi azzurri è necessario fare riferimento a Marcella Tonioli. Il Responsabile Tecnico di settore, Flavio Valesella, dopo il Grand Prix Europeo aveva detto che la forma della specialista stava migliorando, previsione decisamente azzeccata.
TRE MEDAGLIE PER LA TONIOLI – Tonioli a Medellin si prende tre medaglie in tutte e tre le competizioni a cui prende parte. Prima in ordine di tempo la terza posizione finale nella gara a squadre. Insieme a Laura Longo e Irene Franchini arriva un meritatissimo bronzo in finale contro l’India 229-228.
Qualche ora dopo il secondo ritorno sulla linea di tiro per la finale Mixed Team. La sfortunata sconfitta 157-156, con tre volée in parità su quattro, contro la Colombia porta l’argento a Marcella e a Federico Pagnoni (seconda medaglia anche per lui a Medellin).
La formidabile specialista azzurra mette infine il punto esclamativo nell’individuale. Dopo un lungo e proficuo percorso Tonioli batte l’astro nascente dell’arco danese Sarah Holst Sonnichsen 143-142 e si prende il terzo gradino del podio.
BRONZO SFIORATO PER GUENDALINA SARTORI – La gara di Medellin era naturalmente molto importante come prima uscita internazionale per gli azzurri del ricurvo sulla strada che porta ai Giochi Olimpici di Rio 2016. Le soddisfazioni azzurre arrivano anche dall’arco olimpico. La più grande è quella che porta Guendalina Sartori ad un passo dalla medaglia nell’individuale femminile. La crescita dell’azzurra è costante e inesorabile. L’anno scorso a Copenaghen riuscì a staccare il pass italiano per Rio, ad Antalya proverà a conquistare il biglietto anche a squadre e a Medellin ha fatto le prove generali con un brillante quarto posto.
La finale contro l’atleta di Taipei Ya-Ting Tan è molto equilibrata e si conclude solamente all’ultima volée. Le due arciere si presentano alle tre frecce finali sul 4-4; alla fine vince l’asiatica (6-4) ma Guendalina ha dimostrato di saper stare con le migliori al mondo. Un ottimo risultato in vista dei prossimi impegni.
L’ITALIA DELL’ARCO OLIMPICO ELIMINATA AI QUARTI Meno soddisfacenti le prove a squadre del ricurvo azzurro. Le nazionali dell’arco olimpico escono di scena ai quarti di finale. David Pasqualucci, Mauro Nespoli e Marco Morello perdono il match contro la Corea del Sud (Kim, Ku, Lee) 6-0 dopo aver battuto 5-3 l’India (Jadhav, Rai, Swansi).
Una vittoria e una sconfitta anche per il trio femminile: Claudia Mandia, Guendalina Sartori e Lucilla Boari. Dopo il successo contro il Venezuela (Brito, Mendez, Villegas) 6-2 arriva l’eliminazione per mano del Messico (Valencia, Roman, Bayardo) 5-1.
#ROADTORIO: I PROSSIMI IMPEGNI DEGLI AZZURRI – Cinque medaglie, un quarto posto e qualche importante indicazione. È iniziato così il 2016 delle competizioni all’aperto della Nazionale italiana.
Un ottimo riscaldamento in vista dei prossimi importantissimi appuntamenti. Dal 24 al 29 maggio a Nottingham in Inghilterra ci sono i Campionati Europei in cui gli azzurri devono dimostrare di essere una realtà importante a livello continentale.
Qui saranno in palio i pass olimpici continentali, che però non interessano agli azzurri in quanto già qualificati nell’individuale.
Poi, dal 13 al 19 giugno, l’attenzione si poserà tutta su Antalya.
La terza tappa di Coppa del Mondo in Turchia sarà l’ultimo test probante per chi è già sicuro di andare a Rio.
Ma l’appuntamento sarà ancora più decisivo per chi, come la squadra femminile italiana, avrà l’ultima possibilità per conquistare la carta olimpica. In palio soltanto 3 posti per squadra nell’apposito torneo che si disputerà il 16 giugno: è quindi necessario salire sul podio per portare entrambe le squadre al completo in Brasile.
Due tappe vitali e poi l’incontro con la storia.
Dal 5 al 12 agosto a Rio de Janeiro il tiro con l’arco vivrà il momento più alto degli ultimi quattro anni. Al Sambodromo le frecce varranno le medaglie olimpiche e l’Italia maschile avrà il difficile compito di difendere il titolo conquistato a Londra 2012.
La strada è tracciata, gli azzurri sono al lavoro per non deludere, per sognare e far sognare tutti i loro tifosi.
La prima tappa di Shanghai
La prima tappa di World Cup è andata in scena a Shanghai, in Cina, dal 26 aprile al 1º maggio. Lo staff tecnico della Nazionale ha deciso di non partecipare con l’intera squadra come da programma. L’unico azzurro in gara è stato Sergio Pagni uscito ai ventiquattresimi di finale (sconfitto dall’arciere di El Salvador Roberto Hernandez 148-146) dopo una qualifica conclusa alla posizione numero 33.
Corea del Sud e Taipei sentono aria di casa e si prendono il primo posto nel medagliere con 4 podi a testa. I maestri coreani vincono nell’arco olimpico maschile, piazzano due atlete sul podio individuale femminile e si prendono anche un bronzo compound in rosa. Tutto con una squadra molto giovane che non sarà quella che andrà a Rio. Bottino di tutto rispetto anche per Taipei con il bronzo maschile e l’argento femminile individuale a cui si sommano l’oro nell’arco olimpico femminile a squadre e l’argento nel mixed team sempre nel ricurvo.
Nel compound applausi a scena aperta per due campioni del settore. Mike Schloesser prima migliora il record del mondo con 717 punti in qualifica e poi vince l’oro individuale. Vittoria finale anche per Sara Lopez che dal 2014 non perde uno scontro diretto individuale a livello internazionale. Tra le squadre oro per l’Iran al maschile capace di battere gli Stati Uniti che nel primo giorno di gare avevano battuto il record del mondo con 2133 punti. Al femminile trionfo per la Danimarca. A chiudere il quadro la Francia, capace di prendersi l’oro nel mixed team.




