rio 2016Coni e CIP hanno scelto i portabandiera dell’Italia

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Coni e CIP hanno scelto i portabandiera dell’Italia

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La pluridecorata nuotatrice Federica Pellegrini guiderà gli azzurri alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, mentre la velocista paralimpica Martina Caironi succederà a Oscar De Pellegrin nella sfilata dei Giochi Paralimpici
Federica Pellegrini sarà la portabandiera dell’Italia a Rio 2016. L’investitura della campionessa di nuoto è stata annunciata formalmente dal Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ai membri di Giunta riuniti lo scorso 27 aprile al Foro Italico. La Pellegrini, oro olimpico nei 200 stile libero a Pechino 2008, diventa così il quinto alfiere donna nella storia azzurra dei Giochi Estivi – la prima fu la ginnasta Miranda Cicognani a Helsinki 1952 – regalando una pagina storica anche al mondo del nuoto, che rientra tra le discipline gratificate dalla nomina di un proprio atleta nel ruolo di portabandiera.
L’attuale detentrice del primato mondiale ed europeo nei 200 metri, grazie all’argento vinto ai Mondiali di Kazan 2015 è diventata la prima nuotatrice di tutti i tempi a salire sul podio iridato per la sesta volta consecutiva. Da oltre dieci anni infatti, dal secondo posto di Montreal 2005, è sempre stata tra le prime tre regine di specialità (due ori, tre argenti e un bronzo).
Complessivamente ha vinto un oro e un argento ai Giochi Olimpici, diventando ad Atene 2004 la più giovane medagliata azzurra nella storia a livello individuale, record ancora imbattuto. A livello Mondiale ha collezionato 4 ori, 4 argenti e un bronzo, mettendo in bacheca anche 6 ori, un argento e 4 bronzi europei. In vasca corta, infine, il palmarès recita un argento e 3 bronzi iridati, 7 ori, 2 argenti e 5 bronzi continentali.
La Pellegrini farà sventolare il tricolore al Maracana il prossimo 5 agosto, una data scritta nelle stelle: lo stesso giorno festeggerà infatti il suo 28º compleanno: “Ringrazio la Giunta del CONI e il Presidente Giovanni Malagò che mi hanno scelto per questo ruolo così importante. Il mio nome è comparso tante volte come papabile, ma per scaramanzia o paura che non potesse accadere fino ad oggi non ci ho creduto. È il coronamento di tanti anni di carriera, un’emozione molto forte, trasmetterò a tutta la squadra la voglia di combattere e di non arrendersi. Lo sport è sempre stato la mia vita, la mia grande passione. La mia carriera è fatta di alti e bassi non solo sportivamente. Ho perso la strada e l’ho ritrovata, ho perso persone importanti nel cammino e ne ho trovate altre. Quello che vorrei portare a Rio anche da portabandiera è la voglia di combattere e non arrendersi mai. Qualsiasi cosa succeda, spero che gli italiani guardandoci da casa si sentano un po’ più italiani: vorrebbe dire che lo sport ha veramente vinto. Giovanni Malagò ha sempre creduto in me, anche nei momenti di difficoltà come quando nel 2006, dopo aver già conquistato un argento olimpico, non sono riuscita a qualificarmi per la finale europea. Voglio ringraziare lui e Alberto Castagnetti, che mi ha spinto a trasferirmi a Verona e a ricominciare”.
Sulle partecipazioni olimpiche: “Questa per me è la quarta Olimpiade. Ho iniziato da bambina, entrando nella squadra di Atene 2004 quando avevo appena compiuto 16 anni. Pechino un grande sogno, Londra la più grande delusione della mia carriera, perché non ero pronta a competere con le altre. Non è stato facile, perché puoi vincere o perdere ma trovarsi in finale e sapere che non sei pronta per fare una gara alla pari è brutto.
Poi mi sono presa un anno completo di stacco, ho cominciato un nuovo percorso e i risultati che stanno arrivando mi rincuorano. Ma a Rio mancano ancora diversi mesi e non voglio parlarne. Queste quattro Olimpiadi mi hanno cambiata, sono passata dall’essere una bimba scanzonata che non sapeva nemmeno bene cosa fare a portabandiera azzurra: questa per me è una grandissima responsabilità e un grande onore”.

Martina Caironi prende il Testimone di Oscar De Pellegrin
L’atleta bergamasca succede nel ruolo a Oscar De Pellegrin. L’ex arciere e ora Consigliere Federale Fitarco, quattro anni fa a Londra 2012 ebbe l’onore di portare il tricolore nella cerimonia di apertura. La sua avventura agonistica si concluse proprio con la medaglia d’oro ai Giochi britannici.
A scegliere Martina Caironi è stata la giunta del Cip della quale fa parte anche il Presidente Federale Mario Scarzella. Alla conferenza stampa di presentazione era presente, in rappresentanza del Governo, il Sottosegretario di Stato, On. Luca Lotti, a fianco del Presidente Luca Pancalli e del Segretario Generale CIP e Capo Missione ai Giochi, Marco Giunio De Sanctis.
Portabandiera, dopo un’escalation formidabile dal debutto a Londra 2012, quando si regalò, tanto per rompere il ghiaccio, la medaglia d’oro e il record mondiale dei 100 metri T42 (15.87). Da allora, una carriera inarrestabile sui tartan più prestigiosi del mondo, che l’ha vista infrangere più volte il suo primato iridato, in un gioco continuo ed estremo con se stessa, senza vere rivali. Martina è l’unica donna, amputata ad una gamba, riuscita ad abbattere il muro dei 15 secondi sulla distanza: 14.61 siglato ai Mondiali di Doha lo scorso ottobre. Nessuno come lei, in un solo formidabile anno, ha frantumato in successione sei primati iridati, tre nei 100 e tre nei 200 (31.73 – Open di Berlino 2015), eguagliando temporaneamente anche la migliore prestazione mondiale del salto in lungo T42 a 4,60 metri. Merito anche delle sue protesi da corsa e da salto, prodigio della sperimentazione tecnologica dei laboratori del Centro Protesi INAIL Vigorso di Budrio.
Il Presidente Luca Pancalli, rivolgendosi a Martina ha detto: “Martina incarna un sogno, è il segnale che dà speranza alle persone che partendo dal nulla dopo un incidente stradale come è successo a Martina, si rimettono in pista a sognare. L’ho scelta non solo per i risultati agonistici, ma per come Martina interpreta il ruolo di atleta, per la sua disponibilità a portare la voce di tutti gli atleti paralimpici in giro per le scuole, il nostro Paese, a segnalare l’importanza dello sport nella vita dei disabili”.
Le parole della portabandiera, Martina Caironi: “Il Presidente mi ha contattato, per dirmelo, mentre stavo andando al mare. Mi è sembrato un sogno, non ci credevo. Perché non ho alle spalle una carriera come quella del mio predecessore Oscar De Pellegrin, sono solo sei anni che faccio atletica. Sono orgogliosa di questo onore, e da atleta sono ancora più felice perché è segno che il movimento dell’atletica leggera paralimpica è cresciuto. Sono emozionata già oggi, figuriamoci a Rio, portando la bandiera con dietro tutta la squadra”. (Redazione)

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